Novara Calcio: 6 partite, 6 finali, un solo obiettivo

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by Simone Balocco

pallone-da-calcio_Sabato pomeriggio la serie B Eurobet “servirà” la 36a giornata. Ancora sei partite e si concluderà la regular season, dopodichè inizieranno i nuovi playoff promozione valevoli per la serie A (da quattro a sei squadre partecipanti) ed i playout per la permanenza nella seconda serie nazionale.

Per evitare che i playout si disputino è necessario che la quint’ultima abbia più di quattro punti sulla sfidante quart’ultima. Se il campionato finisse ora, il Novara disputerebbe i playout in quanto quint’ultima ed il suo avversario sarebbe il Cittadella, dietro di un punto in classifica. E pensare che lo scorso anno Ludi e compagni disputarono la semifinale playoff contro l’Empoli dopo la storica remuntada primaverile (13 partite utili consecutive e sette vittorie consecutive).

Sabato al “Piola” gli azzurri ospiteranno la prima della classe, il Palermo di Beppe Iachini, cui manca un solo punto per essere promosso aritmeticamente in serie A. Si presume che dal capoluogo siciliano, e dalle zone limitrofe di Novara, ci siamo numerosissimi tifosi. Dopo due stagioni, probabilmente, potrebbe essere riaperto lo spicchio “curva sud-ovest”, lo spazio per i tifosi ospiti sprovvisti di tessera del tifoso.

Gli umori delle due squadre sono diversi: il Novara nelle ultime due uscite ha conquistato quattro punti (vittoria contro il Trapani, pareggio a Pescara), mentre il Palermo non perde in campionato dal 19 dicembre scorso quando al “Cabassi” vinse il Carpi. Da allora diciassette partite, dodici vittorie di cui le ultime cinque consecutive.
I rosanero hanno 16 punti sulla seconda in classifica Empoli, impegnato sabato a Brescia. Barreto e compagni possono anche perdere sabato, purchè gli empolesi perdano al “Rigamonti”. Ma il Novara non può, e non deve pensare, agli altri campi, ma deve solo pensare ai 90 minuti di domani. Solo al triplice fischio dell’arbitro Manganiello di Pinerolo, cui sarà affidata la direzione di gara, tutti la squadra e i tifosi penseranno al match di Cittadella, che vedrà di fronte i ragazzi di Foscarini impegnati contro il Varese, sest’ultimo ma con solo tre punti sul Novara.

E pensare che il 27 agosto 2011 Novara-Palermo sarebbe dovuta essere la prima partita in serie A degli azzurri dopo 55 anni, poi spostata al 21 dicembre successivo a causa dello sciopero dei calciatori. Il Novara pareggiò 2 a 2 in casa (reti di Mazzarani e Rigoni, con il vantaggio ospite con la doppietta di Bertolo) e perse il ritorno al “Barbera” 2 a 0 (doppietta di Igor Budan). Fra le due società c’è amicizia, visto che negli anni i siciliani hanno dato al Novara molti giocatori (da Samir Uijkani a Michel Morganella, dalle meteore Alberto Cossentino a Carlos Labrin, a Santiago Garcia, ultimo giocatore del Novara a segnare in serie A, fino a Pasquale Sensibile) che sono rimasti nel cuore della tifoseria. Le statistiche dicono che il Palermo non vince in B contro il Novara dal campionato di B 1958/1959. I giocatori che gli azzurri devono tenero d’occhio domani Abel Hernandezsaranno senza dubbio gli attaccanti Abel Hernandez, bomber rosanero con 13 reti ma all’asciutto da molte partite, Kyle Lafferty, undici reti all’attivo, Paul Dybala ed Andrea Belotti, autore della doppietta dell’andata, senza contare l’esperto portiere Stefano Sorrentino, il difensore Victor Munoz e i centrocampisti Edgar Barreto, Enzo Maresca e Francesco Bolzoni. Una squadra di serie A “prestata” per un anno alla cadetteria e non a caso è la prima in classifica da tantissime giornate.

In casa Novara regna la preoccupazione per il match di domani, ma anche le prossime partite non danno sicurezze: due partite in casa (contro la già retrocessa JuveStabia e lo scontro, a oggi, salvezza con il Varese) e tre trasferte molto impegnative (Modena, Empoli e Bari). Il 31 maggio si faranno i conti se gli azzurri saranno salvi o dovranno giocarsi la permanenza tramite la lotteria dei playout. E pensare che quattro squadre invischiate per non retrocedere, tre anni fa si giocavano i playoff per la serie A (Reggina, Padova, Novara e Varese). Però il Novara ha dalla sua il “fattore-Piola”, visto che dei 40 punti in classifica, trenta li ha conquistati tra le mura amiche.

Flavio LazzariSabato Alfredo Aglietti non potrà contare sulla presenza di Simone Pesce, ammonito venerdì scorso all’”Adriatico-Cornacchia” e diffidato, ma potrà contare sulla presenza, anzi sul ritorno, dopo alcune settimane di Flavio Lazzari. L’attaccante romano in conferenza stampa ha detto di essere pronto al rientro, anche se non ha nelle gambe i novanta minuti e che gli avversari sono molti forti ma nel calcio mai dare tutto per scontato.

Aglietti dovrà valutare se rimettere in campo il 3-5-2 che ha portato alla vittoria contro il Trapani e il pareggio contro il Pescara, o tornare al vecchio (e caro) 4-3-3, magari con il ritorno proprio di Lazzari esterno nel tridente d’attacco. Se il numero 20 giocherà, nel primo schema potrebbe giocare alla destra di Alessandro Lambrughi, che farà l’esterno alto. E vedere se dare a Marco Rigoni le chiavi del centrocampo. Davanti, certi di una maglia, Jacopo Manconi e Marco Sansovini. Il numero 28 sembra “dottor Jekill e mister Hyde”: devastante in casa, timido in trasferta. Del resto non si può chiedere la luna ad un ragazzo di soli 20 anni che comunque ha già messo a segno due reti ed il suo nome è sui taccuini dei principali club nazionali.

I tifosi novaresi sono in attesa molto vibrante per queste ultime partite. Il desiderio di tutti e conservare la serie B, ottenuta nel 2010 dopo ben trentatrè anni di serie C consecutivi. I supporter sperano di rimanere in cadetteria ma ad una condizione: chiarezza e maggior presenza da parte delle dirigenza. Ma questi discorsi si faranno a partire dal 1° luglio quando inizierà la nuova stagione calcistica.

Domani sarà il campo a parlare e vedremo se il Novara avrà fame di punti (e vittoria) e se vorrà mantenere la cadetteria. E vedremo se il Palermo riuscirà a conquistarsi la serie A in Piemonte o dovrà attendere il sabato successivo davanti ai proprio tifosi.

Il 1° maggio 2011 al “Piola” arrivò il Siena capolista cui bastava la vittoria per essere promosso in serie A. Finì 2 a 2 ed i toscani allenati allora da Antonio Conte dovettero rimandare la festa promozione al “Franchi” al sabato successivo. Ma era un’altra storia.