Novara – Insieme Per Prezzo Riso

Condividi sulla tua pagina social
Risaia Novarese

Risaia Novarese

I risicoltori italiani serrano i ranghi in vista dell’inizio della nuova campagna di commercializzazione. Con tre conferenze stampa indette contemporaneamente oggi a Novara, Vercelli e Pavia le organizzazioni di prodotto di Cia, Coldiretti e Confagricoltura e le cooperative dei produttori attive nelle tre province risicole italiane hanno presentato la strategia comune per evitare una eccessiva fluttuazione dei prezzi e garantire un “adeguato” margine di guadagno agli operatori del settore. Attraverso un tavolo di confronto permanente le organizzazioni ‘Consorzio Vendita Risone’ e ‘Associazione Risicoltori Piemontesi’ (Vercelli), ‘Cerealicola San Gaudenzio’ e ‘Consorzio Interregionale Risicoltori’ (Novara), ‘Verigrup’, ‘Servizio Vendita Riso’ e ‘Consorzio Cerealicoltori del Basso Pavese’ (Pavia), forniranno ai loro associati (che producono complessivamente quasi 2 milioni di quintali di riso grezzo ogni anno, su un totale nazionale di circa 14 milioni) analisi aggiornate sull’andamento dei mercati, agevolazioni assicurative, anticipi di cassa sul risone conferito e strutture per l’immagazzinaggio del prodotto. “Vogliamo evitare – ha spiegato Giancarlo Tacchini, referente per il settore riso della Cia di Novara – che i produttori siano costretti a vendere il raccolto, per problemi di liquidita’ o di spazio nei loro magazzini, a prezzi troppo bassi, e li invitiamo ad affrontare l’inizio della nuova campagna con immissioni graduali di prodotto sul mercato, per evitare che un eccesso di offerta provochi un’ingiustificata diminuzione dei prezzi e impedisca un regolare rifornimento del mercato stesso nell’arco dell’intera campagna”. Di fronte a una domanda, hanno fatto notare i risicoltori, “in cui poche grandi aziende di trasformazione hanno quasi la totalita’ del mercato nazionale”, le migliaia di imprese produttrici attive nel “triangolo del riso” si trovano ancora a dovere fare i conti con figure professionali quali quelle dei “mediatori” (una cinquantina in tutto, con un controllo su oltre l’80% delle operazioni di compravendita) che perpetuano prassi commerciali considerate “anacronistiche”. E’ quindi “fondamentale – ha aggiunto Giuseppe Ferraris, esponente novarese di Confagricoltura – attuare una politica di ordinata commercializzazione, premessa e condizione necessaria anche per accordi interprofessionali che consentano di redistribuire in modo piu’ equo il reddito tra i vari soggetti della filiera. Per facilitare tale risultato e’ anche necessario che siano maggiormente diffuse e condivise informazioni, tempestive e verificate, sugli andamenti e le tendenze dei mercati, in base alle quali i produttori possano meglio calibrare il loro comportamento”.