Novara: la Polizia di Stato ferma uno stalker

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La Polizia di Stato di Novara – e nello specifico la Divisione Anticrimine della Questura – nell’ambito dell’attività di polizia giudiziaria, volta alla prevenzione e repressione di reati persecutori, ha condotto una  articolata attività info investigativa, al termine della quale ha richiesto ed ottenuto l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, eseguita in questo capoluogo nei giorni scorsi nei confronti di un individuo di 49 anni di nazionalità italiana resosi responsabile del reato di “stalking” nei confronti di una trentenne italiana. L’attività persecutoria aveva già portato nelle scorso mese di settembre all’adozione del  provvedimento di ammonimento del Questore, primo strumento preventivo per la lotta a questo tipo di reato. L’indagato disattendeva l’applicazione di tale provvedimento proseguendo nella propria condotta e per tale motivo veniva denunciato in stato di libertà per il delitto di cui all’art. 612 bis – atti persecutori.

Dopo una fase iniziale di allentamento della pressione, la situazione  con il tempo è andata peggiorando,  nonostante  i ripetuti inviti allo stalker della persona offesa, ai quali l’indagato incurante, delle conseguenze del proprio comportamento,  continuava a rispondere sia opponendo la propria presenza fisica, sia attuando un ossessivo invio di messaggi offensivi e minacciosi, accrescendo nella vittima una sindrome ansiosa e il  timore per la propria incolumità al punto di costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita sino a dover cambiare la propria abitazione , con esito vano in quanto l’uomo  era giunto a conoscenza anche dell’ubicazione della nuova dimora.

La situazione pertanto attentamente monitorata da parte dell’Autorità giudiziaria e dalla Polizia di Stato, la cui attività di indagine ha permesso di ricostruire la condotta reiterata da parte dell’uomo che ossessionava la giovane donna in particolare con appostamenti sotto la propria abitazione e nei luoghi pubblici frequentati dalla medesima, nonché con messaggi minacciosi ed offensivi inviati attraverso servizi di messaggistica, al fine di ottenere dalla vittima il consenso ad intraprendere una relazione sentimentale, nonostante i continui dinieghi opposti dalla parte offesa e gli inviti ed ammonimenti a lasciarla in pace.

In breve tempo sono stati acquisiti elementi e testimonianze che hanno evidenziato come l’uomo, in passato già amico della vittima, manifestasse una morbosa gelosia e una distorta percezione del rapporto con la predetta,  avanzando su di essa la pretesa di ottenere  rapporti sessuali, incurante dei continui rifiuti,  che portarono dapprima ad interrompere l’amicizia e a farsi allontanare dalla persona offesa e quindi ad interrompere ogni rapporto tra i due.

Inoltre l’uomo si è reso autore di una vera e propria escalation di condotte moleste, che sono culminate  con una sorta di countdown che  l’indagato ha attivato negli scorsi giorni attraverso criptici messaggi di testo, di fatto sibillini e minatori,  inviati attraverso l’utenza cellulare, riconducibili a quella che, secondo la sua distorta visione del rapporto tra i due, era la data dell’anniversario in cui era stato allontanato dalla donna, che hanno fatto temere seriamente per l’incolumità della vittima.

L’attività svolta ha portato ad un’oggettiva e grave ricostruzione dei fatti e della perdurante sequenza di atti persecutori ancora in atto, nonché ha evidenziato il grado di potenziale pericolosità dell’autore ed  ha consentito di richiedere ed ottenere celermente l’emissione da parte dell’Autorità giudiziaria di un idoneo provvedimento di custodia cautelare in carcere dell’indagato.

Si evidenzia ancora un a volta la fondamentale importanza da parte delle vittime di farsi coraggio e denunciare tali “odiosi” reati affinché possa emergere tutto il sommerso e consentire agli organi competenti di  intervenire ed intraprendere azioni efficaci atte a far cessare tali condotte.