Novara: Riccardo, la disabilità, il furto, il dono della Polizia di Stato… storia meravigliosa. VIDEORACCONTO

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A marzo 2020, in piena emergenza COVID, giungeva una telefonata alla Polizia di Stato di Novara nel corso della quale una donna, dopo aver letto i quotidiani, chiedeva informazioni circa il ritrovamento di alcune biciclette rubate.

Nell’articolo veniva, infatti, riportato l’avvenuto arresto di un soggetto da parte degli operatori della squadra Volanti della Questura di Novara e il conseguente recupero di alcune biciclette.

La donna presentatasi come LOMBARDINI Mariolina, riferiva di essere la madre di un ragazzo ventunenne di nome Riccardo, affetto da una rara patologia neuro degenerativa, al quale era stata rubata una bicicletta nel precedente mese di febbraio. La signora proseguiva riferendo che Riccardo era molto affezionato alla bici, anche in considerazione del suo stato di salute che gli imponeva difficoltà motorie. Inoltre, Riccardo deciso a ritrovare la sua bici, restava giornate intere a cercare sui vari siti e su testate giornalistiche la sua bicicletta, nella convinzione che, a seguito dell’arresto della Polizia di Stato, la sua bici potesse essere ritrovata.

A quel punto acquisita una descrizione della bici, gli agenti provvedevano a verificare se la bici di Riccardo fosse presente tra quelle sequestrate, senza però risultati.

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Tutto ha inizio da questa telefonata. Nasce, infatti, l’idea di organizzare una raccolta fondi da estendere a tutti i colleghi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Novara, al fine di regalare una nuova bici a Riccardo, identica a quella posseduta dal ragazzo.

Un piccolo gesto di affetto e vicinanza con lo scopo di aiutare un ragazzo in un momento di difficoltà e che ha visto fin da subito la pronta adesione di tutti, riuscendo in poco tempo a raccogliere una cospicua somma di denaro ed acquistare una nuova biciletta desiderata da Riccardo.

Comunicata la notizia alla mamma e a Riccardo, in lui nasceva un profondo senso di commozione e gratitudine, al punto tale da dimenticare la sua vecchia bici, smettendo finalmente di rincorrerla e cercarla in maniera ossessiva.

Ancora, da quel momento Riccardo si appassionava alla Polizia di Stato ed ai suoi valori, cominciando ad interagire con i colleghi dell’Ufficio, dapprima occasionalmente poi quasi quotidianamente.

Riccardo in questo periodo di avvicinamento alla Questura di Novara (esami alla mano), ha avuto un miglioramento impressionante delle sue capacità cognitive, probabilmente dovuto all’accoglienza e protezione ricevuta dai suoi nuovi amici Poliziotti, generando nella madre questo positivo convincimento, confermato da visite specialistiche e giunto al culmine con la stesura di una lettera di ringraziamento, che inviamo agli organi di stampa come richiesto da mamma Mariolina.

Questa mattina, in Questura è stata così consegnata la bicicletta a Riccardo, consentendogli di trascorrere una giornata con i ragazzi delle Volanti, della Sala Operativa e della Polizia Scientifica, mentre la mamma partecipava ad una conferenza stampa di ringraziamento, raccontando la storia personale di Riccardo, le sue battaglie, la sua crescita e le nuove iniziative associative in programma.

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I Ringraziamenti di Mariolina Lombardini, mamma di Riccardo.

A volte il fato carica sulle spalle più piccole i pesi più grandi, ma Riccardo, oggi ventunenne, è un guerriero, e combatte la sua battaglia contro la neurofibromatosi di tipo primo (una delle tante malattie genetiche di nuova generazione) da quando era bambino, e grazie alla Polizia di Stato di Novara ha anche realizzato il suo sogno di essere Poliziotto per un giorno. Il tutto ha inizio nei primi giorni di febbraio, quando nella notte, dei ladri si sono intrufolati nel box della casa dove Riccardo vive con la madre Mariolina, rubando le biciclette al suo interno. Tra le biciclette rubate vi era quella di Riccardo, speciale per lui, tanto da spingerlo a fare numerose ricerche su varie testate giornalistiche, anche online, al fine di ritrovarla. Purtroppo le sue ricerche non hanno dato nessun risultato e con la tristezza nel cuore, Riccardo, accompagnato dalla mamma, ha denunciato l’accaduto presso la Questura raccontando i fatti ai poliziotti in servizio quella mattina, i quali, pur consapevoli delle poche probabilità che ci sarebbero state nel trovare un oggetto rubato, avvertivano subito il bisogno di un gesto di cuore. Si dava il via quindi ad un passaparola tra i colleghi della Squadra Volante, raccogliendo infine la totalità dei consensi, tanto da riuscire in poco tempo a reperire tutto il denaro necessario per l’acquisto di una nuova bicicletta. Allo stesso tempo, l’Assistente Capo Fabio Zappalà insieme all’Agente Scelto Michele Letizia incoraggiavano Riccardo ad avere fiducia e ad aprire il suo cuore scoprendo che il loro ruolo nella vita di Riccardo era fondamentale in termini di assistenza, sicurezza, protezione ed accettazione personale. La notizia di questo “fermento emotivo ed affettivo” è arrivata poi sino al Dirigente della Squadra Volante Dr. Marco Nottebella ed al Questore di Novara D.ssa Rosanna Lavezzaro che, dopo aver ascoltato mamma Mariolina, hanno deciso di farsi promotori insieme a lei anche di un Progetto finalizzato all’aiuto di ragazzi come Riccardo. Da maggio ad oggi, i risultati di tutto ciò sono stati strabilianti in Riccardo. I suoi quozienti di intelligenza sono cresciuti in modo significativo, la sua autostima altrettanto ed il suo alto senso del valore della giustizia è stato più che soddisfatto. In poche parole, Riccardo non si sente più solo e sa’ che può veramente contare nella sua vita, al di la’ della sua famiglia, su qualcuno che gli vuole veramente bene e glielo dimostra ogni giorno standogli vicino con fatti e non solo con parole o promesse incompiute, accettandolo e valorizzandolo per come e’. Aiutare le persone significa anche questo, con un piccolo gesto prestare il proprio contributo per una “mission”, quella di promuovere progetti, destinati a supportare i ragazzi come Riccardo, che possono veramente salvare la vita e cambiarla in meglio. In questo momento di difficoltà generale per tutti, legata al contrasto della pandemia Covid-19, tutti gli appartenenti all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Novara, unendo le forze a sostegno della propria città, hanno dato il loro contributo per permettere a Riccardo di riavere un qualcosa in cui credere. Oltre all’aiuto diretto a Riccardo, si è voluto dare un messaggio forte e significativo come in questo frangente dedicato alla solidarietà con i cittadini della propria comunità.