“NUARES.IT” : GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO

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Discorso di Giorgio Ravizzotti

nuares.it

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“Una buona giornata, sì oggi per noi di Nuares.it è proprio una giornata buona, anzi di più: è una giornata nazionale!

E’ bella come il giorno in cui il figlio prediletto lascia le vesti da adolescente e va sicuro per la sua strada. Un filino di malinconia ci sta, ma abbiamo fatto un buon lavoro come genitori e siamo soddisfatti!  Ecco, ci sentiamo soddisfatti, anzi entusiasti !!!

Da oggi quella che era una pura scommessa, la Giornata Nazionale del Dialetto, che avevamo ideato quasi 5 anni fa e lanciato poi nel 2010, è stata adottata ufficialmente dall’UNPLI, l’unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia.

All’UNPLI, come possono testimoniare sia Domenico Gaudino che Antonia Suardi, presidenti rispettivamente della Pro Loco di Novara e di Trecate, noi avevamo pensato fin dalla fase preparatoria come l’organizzazione che avrebbe potuto far camminare la Giornata per tutto lo stivale. E Antonia Suardi è riuscita nell’impresa di coinvolgere l’UNPLI.

Sono 6000 Proloco su tutto il territorio nazionale che progressivamente hanno inserito e inseriranno nei loro calendari questo avvenimento che, senza modificare la data che avevamo deciso 5 anni fa, il 17 gennaio, né lo spirito dell’ iniziativa, ma aggiungendo ulteriori finalità ora potrà sviluppare tutte le sue potenzialità.

All’UNPLI lasciamo da ora, quindi, il compito di far fruttare nel miglior modo questa proposta. Noi riprenderemo il nostro umile lavoro sul territorio.

Ecco cosa dice l’UNPLI  nella sua comunicazione alle Proloco:

“- Il 17 gennaio 2013 si svolgerà in tutta Italia la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali. A Roma sarà presentato il Premio letterario “Salva la tua lingua locale”.

“Salva il tuo dialetto”, prima che scompaia, è l’appello pressante che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, Legautonomie Lazio e Centro di documentazione per la poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino” hanno lanciato e continueranno a farlo anche nei prossimi mesi ed anni alla popolazione italiana.

Partendo dalle singole realtà locali, dai singoli cittadini, e suggerendo l’attuazione di azioni concrete.
Per rendere operativo l’obiettivo della salvezza delle lingue locali gli Enti promotori della Giornata nazionale hanno concordato innanzitutto di istituire una Giornata nazionale delle lingue locali d’Italia il 17 gennaio di ogni anno in cui in ogni comune si compiano azioni concrete quali: raccolta di libri in e sui dialetti, di testimonianze video ed audio, convegni, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia, giochi di strada, ecc. La giornata in cui l’UNPLI organizza la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali è il 17 gennaio.
Gli Enti promotori si sono impegnati a costruire una rete attraverso internet per costituire in ogni comune un granaio locale dei beni immateriali delle lingue locali (allestendo on line la raccolta partecipata di vocaboli, proverbi e modi di dire, toponimi, soprannomi, canti, filastrocche, racconti e lavori teatrali e testi poetici, supporti video ed audio). A tale scopo si potranno utilizzare i siti già esistenti di Comuni e/o Pro Loco, con l’assistenza di un Comitato scientifico. Parallelamente si darà vita ad un Catalogo Unico online che ordini tutti i libri, i documenti video e audio, presenti nei loro rispettivi centri di raccolta e nei siti in tutto il territorio nazionale, in modo da costituire un inventario nazionale da affiancare alla Bibliomediateca delle Pro Loco di Civitella d’Agliano (VT) ed al Centro Vincenzo Scarpellino presso la Biblioteca Gianni Rodari di Roma dove già sono state raccolte migliaia di pubblicazioni provenienti da tutta Italia.
Lo stesso giorno (il 17 gennaio prossimo) a Roma si svolgerà una conferenza stampa per il lancio di un’altra iniziativa. Sarà infatti presentato il Premio letterario nazionale “Salva la tua lingua locale”, con sezioni di poesia e prosa edita ed inedita nelle diverse lingue d’Italia.

Le Pro Loco sono da sempre impegnate in questa attività di recupero e tutela di saperi e tradizioni che oggi più che mai rischiano di scomparire.
Tutte le Pro Loco che vorranno aderire alla Giornata del dialetto e delle lingue locali potranno farlo organizzando un evento dedicato oppure inserendo nelle manifestazioni già in programma un momento di riflessione sui dialetti e le lingue locali.
Ad esempio si potrebbero prevedere alcune delle seguenti attività: raccolta di libri in e sui dialetti, di testimonianze video ed audio, convegni, rappresentazioni teatrali, letture pubbliche di poesia o proverbi, giochi di strada, presentazione della manifestazione in italiano e in dialetto, ecc. Queste sono solo alcuni spunti l’importante è diffondere lo spirito della giornata e di sensibilizzare le comunità sull’importanza di tutelare saperi che rischiano di sparire nel giro di pochi anni.

Anche un piccolo gesto è importante per contribuire alla salvezza dei dialetti e delle lingue locali d’Italia. Siamo infatti convinti che le piccole azioni, compiute da ogni singola persona, sono fondamentali ed imprescindibili per la salvezza, per la conservazione del patrimonio linguistico locale. E devono essere attuati da ognuno di noi, adesso, perché non possono essere rinviati, pena la scomparsa definitiva delle lingue locali che abbiamo ereditato dai nostri nonni e nonne e dai nostri padri e madri. Non possiamo delegare questo compito allo Stato, agli enti locali, che comunque dovranno essere stimolati e coinvolti, e che lo saranno a maggior ragione se noi saremo capaci di compiere piccoli gesti moltiplicati per milioni di persone. E ciò non deve sembrare una cosa inverosimile, da pazzi, e soprattutto non deve essere considerata fuori della portata di ognuno di noi.-”

Spero che ora possiate capire perché siamo entusiasti e soddisfatti: perché quest’idea è nata qui, a Novara… e noi ne siamo orgogliosi.

D’altra parte siamo o no… nuares??

Il dialetto (qualcuno storce il naso fino a farsi male a sentire questo termine) o lingua locale o ancestrale è il concentrato della storia propria di ogni luogo. Sull’iniziale linguaggio dei popoli autoctoni si sono via via inseriti i linguaggi di tutti coloro che hanno dominato militarmente la zona e di coloro con i quali si sono intrattenuti rapporti culturali e commerciali. Quindi ogni paese ha, nel dialetto, concentrata la sua Storia e anche il suo carattere, il suo modo di vedere la vita. Il dialetto non è quindi un italiano scorretto ma una varietà del linguaggio. Né c’è un “dialetto” migliore di un altro: certo, ad un certo punto si è scelto uno di questi per farne la lingua nazionale ma anche gli altri linguaggi contengono… differenze che sono ricchezza!

O le varietà sono da preservare solo nel regno vegetale e animale?

Il fatto è che più del 90% di queste lingue non sono documentate, il che vuol dire che quando esse saranno sparite, non ci sarà modo alcuno per ricostruirle o per recuperare i patrimoni di civiltà che esse veicolavano.

Il dato culturalmente più drammatico è che, come dice Sergio Gilardino, uno dei massimi esperti in materia, quando si perde una lingua – una sola! – si perdono “con essa i nomi di piante, di erbe, di fiori, di insetti, di animali non sempre e non tutti catalogati e conosciuti nei libri scientifici specializzati. Quello però che conta di più e non è mai calcolato è che con quei nomi se ne vanno anche le espressioni idiomatiche, i proverbi, le conoscenze pratiche, i modi di vita, le visioni e le leggende che quei popoli, convissuti con essi, avevano creato.”

Ma, concludendo, torniamo al novarese.

L’inserimento del latino e delle successive “lingue barbariche” e poi via via fino a francese, spagnolo e tedesco sulle lingue localmente preesistenti, i contatti commerciali lungo l’asse del Ticino dalla Svizzera a Pavia, essere attraversati dalla via Francigena che vuol dire avere contatti con pellegrini di tutta l’Europa ha formato il linguaggio utilizzato comunemente fino a non più di cinquant’anni fa che essendo frutto della nostra storia è la sintesi stessa della novaresità.

E la novaresità è ciò che contraddistingue il nostro modo di essere. Anche qui la storia, le culture e i commerci hanno lasciato un segno diverso rispetto agli altri luoghi e come l’acqua sulla roccia ha plasmato il nostro carattere e il nostro modo di vedere le cose.

Belle o brutte, magari ma nostre sono il testamento culturale che dobbiamo trasmettere ai nostri figli.

E ‘dess chi son finì cun la celebrassion, parluma anca in dialèt?”