Operazione “BADANTOPOLI”, altro intermediario di finte bandanti in manette.

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Prosegue l’attività di contrasto all’immigrazione clandestina da parte della Squadra Mobile, in stretto contatto con l’Ufficio Immigrazione e lo Sportello Unico della locale Prefettura. A finire in manette, venerdì, è stato un giovane magrebino, classe 1984, M.A., domiciliato nel cremonese. Gli uomini della mobile, infatti, forti della pregressa attività investigativa avevano orchestrato una trappola ritenendo altamente probabile che l’istanza di emersione presentata da un italiano di Cerano fosse fittizia. Quando l’italiano di Cerano e il finto “bandante” si sono presentati in prefettura ove però era presente personale in borghese della mobile che ne monitorava i movimenti. L’intervento è scattato, poi, quando i due, appena fuori dalla prefettura, sono stati avvicinati da un altro magrebino che li attendeva all’esterno. I tre sono stati accompagnati in Questura ove è stata ricostruita l’intera vicenda. In particolare l’arrestato, M.A., fungeva da “agente per finte badanti” alle quali si premurava, dietro lauto compenso – la tariffa era di 8.000 euro -, di trovare un finto datore di lavoro italiano compiacente, di regola reclutato tra soggetti in gravi difficoltà economiche, e di curare l’intera pratica relativa all’emersione. Non solo, M.A. si premurava, altresì, di preparare dei CUD falsi finalizzati all’esito positivo della pratica. L’attività illecita di M.A. è risultata oltremodo organizzata e ramificata: l’uomo, per esempio, aveva pensato personalmente a prelevare il finto badante da Cremona, luogo del suo reale domicilio, per condurlo a Novara per l’inoltro della pratica. Sono in corso, ora, ulteriori indagini volte a verificare se M.A. abbia reclutato altri finti datori di lavoro nel novarese e, in particolare, a Cerano. Vista la professionalità nell’attività illecita M.A. veniva tratto in arresto mentre il finto datore di lavoro, incensurato e con problemi economici, veniva deferito in stato di libertà all’A.G. Attualmente M.A. si trova ristretto in carcere a seguito di convalida dell’arresto e dell’emissione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’arresto di M.A., che si aggiunge ai tre già operanti nelle scorse settimane dalla Squadra Mobile, è di notevole importanza poiché ha consentito di individuare e bloccare un “agente” delle finte badanti e, cioè, un cittadino extracomunitario che, grazie alle sue conoscenze nella comunità straniera, sfrutta la condizione di clandestinità dei connazionali ai quali prospetta, mentendo, il miraggio della regolarizzazione.