Pavoletti affossa il Novara. Venerdì servirà un vero miracolo. E fuori dallo stadio contestazione dei tifosi.

Condividi sulla tua pagina social

by Simone Balocco

pallone-da-calcio_Leonardo Pavoletti con due reti affonda il Novara e porta il Varese a giocare il return match di venerdì sera all’”Ossola” sotto un altro punto di vista, ovvero quello di vedere la salvezza in serie B ad un passo visto che gli azzurri dovranno vincere con almeno tre reti di scarto.

Ieri sera, in un “Piola” vociante e con tanti tifosi con sciarpe e maglie biancoblù, i ragazzi di Alfredo Aglietti hanno perso malamente la partita di andata della finale playout contri i “cugini d’oltreTicino” del Varese. Man of the match, ça va sans dire, Leonardo Pavoletti. Il numero 14 si è dimostrato di un’altra categoria e ha battuto Kosicky prima con un colpo di testa e poi con una “sgaloppata” sul filo del fuorigioco. Con la doppietta di ieri, l’attaccante ex Sassuolo sale a quota 22 reti in stagione, portandosi al secondo posto nella classifica marcatori a parimerito con un altro grande attaccante, Francesco Tavano dell’Empoli.

Lo stadio azzurro ieri ha visto la presenza di quasi 9 mila spettatori e di almeno 800 provenienti dalla vicina Lombardia, spinti non solo dalla passione verso la loro squadra ma (forse) anche dall’agevolazione che avevano i tifosi ospiti, visto che il biglietto nel loro settore costava 1 euro. Come del resto la curva Nord, sede del tifo azzurro.

Aglietti ha schierato il solito 4-3-3 con Kosicky tra i pali (come detto), linea difensiva con Crescenzi e Lambrughi esterni e la coppia centrale Perticone-Vicari. A centrocampo Pesce, Faragò e Gevevier (un po’ a sorpresa) e davanti il tridente Gonzalez-Manconi-Lazzari, con il numero 20 impiegato da “falso nueve”, falso attaccante centrale.
Il tecnico varesotto, Stefano Bettinelli, ha “messo giù” un 4-4-3 con Bastianoni in porta, difesa a 4 con Fiamozzi-Corti-Ely-Rea, a centrocampo Zecchin-Barberis-Grillo-Cristiano, davanti il tandem Forte-Pavoletti. Arbitro del match, il sig. di Bello della sezione arbitrale di Brindisi.
Prima dell’inizio del match, il Presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, si è intrattenuto a parlare con alcuni tifosi del settore “distinti”.
Curiosità: in tribuna ancora una volta Jorge Martinez. L’attaccante uruguaiano in settimana aveva rilasciato un’interista in cui diceva che sebbene fosse al 30% della condizione avrebbe salvato il Novara. Per lui, neanche un minuto in tutta la stagione.

I primi venti minuti sono tutti di marca novarese: dalle fascie sono partiti molti spunti, solo che in fase di attacco le boe non sono riuscite a mettere la palla in rete. Jacopo Manconi è stato nei primi minuti il più cercato dai compagni, ma le sue azioni erano marcate a vista e non ha impensierito più di tanto Bastianoni.
Al 17′ Pesce colpisce il pallone con il braccio ma l’arbitro non concede il giusto penalty.
In campo però c’è solo il Novara e come nel più classico dei proverbi calcisti (gol sbagliato, gol subito) arriva il gol varesotto: traversa di Pesce e sulla ribattuta Lazzari tira d’effetto di poco fuori alla sinistra di Bastianoni.
Pochi minuti dopo, Pavoletti usa la forza fisica che lo contraddistingue e di testa “spizzica” la palla calciata da Zecchin, stacca Vicari e batte Kosicky. 0 a 1 e la serata quasi estiva novarese diventa subito una serata dicembrina.
Il primo tempo vede ancora il Novara provarci, ma Bastianoni, in serata di grazia, para.

Tra i tifosi iniziano i primi mugugni e si parla già di cambi: fuori Lazzari e Gonzalez evanescenti, dentro due “senatori” come Rubino e Marianini. Ed invece Aglietti riparte con gli undici del primo tempo.
Il primo cambio obbligato il tecnico toscano lo effettua dopo tre minuti di gioco: fuori Vicari infortunato, dentro Potouridis. A partire dal 50′ in campo si vede solo il Varese.
Ed il Varese raddoppia: minuto 64, Pavoletti prende palla a centrocampo, forse sul filo del fuorigioco, supera nella corsa Crescenzi e batte ancora Kosicky. Gioia incontenibile nella curva ospite con tutti i giocatori a ridosso del fosso per prendere le feste dei tifosi. Il Novara e i suoi tifosi invece incassano e dalla curva arrivano i primi cori contro un esponente della dirigenza e contro la squadra.
Subito dopo il raddoppio, Aglietti fa il primo cambio in attacco: fuori un inguardabile Lazzari, dentro Rubino. Dopo oltre un’ora di gioco il Novara gioca le sue ultime chance con una prima punta vera. Ma il risultato non cambia.

L’ultimo quarto d’ora (che ha visto l’ingresso anche di Marianini per un opacissimo Faragò) è solo varesotto, che in ben quattro occasioni non riesce a fare lo 0 a 3.

Al triplice fischio, lo stadio è spaccato: da una parte insulti e cori contro, dall’altra parte gioia e felicità forse per aver agguantato una salvezza, per di più contro un rivale storico.

A fine partita, circa 150 tifosi novaresi si sono diretti nella parte di stadio dove escono le squadre con i pullman. Ad attenderli (era nell’aria la contestazione post partita) una dozzina di poliziotti in tenuta antisommossa. I supporter azzurri hanno fatto cori contro la dirigenza ed alcuni giocatori. L’”assedio” è durato fino alle ore 23:30 quando il pullman dei giocatori del Novara si è mosso in direzione Novarello tra gli insulti e le urla dei tifosi che non accettano questa situazione e che non credono che la squadra possa segnare tre gol e vincere con almeno tre reti di scarto nel ritorno di venerdì prossimo, il che vorrebbe dire retrocessione.
La squadra ha solo giocato i primi 20-25 minuti poi è crollata sotto i colpi del “gruppo” biancorosso.
Tra i tifosi forti critiche ad Alfredo Aglietti su come ha affrontato la partita e tutta la stagione. I giocatori più bersagliati sono stati Flavio Lazzari, Marco Rigoni (in panchina tutta la partita) e Pablo Gonzalez, nonché Massimo de Salvo ed il direttore generale Luca Faccioli. Soprattutto il Presidente, a bordo campo per tutta la partita, è stato il più bersagliato.

Venerdì prossimo ci vorrà un miracolo calcistico visto che in 21 trasferte stagionali, gli azzurri hanno vinto una sola volta, per di più ancora nel 2013, contro la JuveStabia per 1 a 2 in maniera molto striminzita.
In caso di pareggio, sconfitta o vittoria non con tre gol di scarto, il Novara dovrà dare l’addio alla serie B a due anni dalla serie A e tornare in serie C, anzi nella nuova Lega Pro unica, con tre gironi da 20 squadre con quattro promozioni in cadetteria.

E pensare che in estate il Novara aveva cercato proprio Pavoletti, ma lui aveva declinato preferendo Varese…