Progetto per il reinserimento dei bambini di Sant'Agabio, "un sogno finalmente concretizzato", di Anna Maria Bonito

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Vi proponiamo quanto sotto, è meraviglioso credere nelle favole, anche quando si è adulti ma, ancor più splendido è riuscire a renderle “reali”. A  te e il tuo staff vanno le nostre congratulazioni per quanto avete fatto. (La Redazione)

Il progetto ideato è tipo un centro estivo nel parco. Da quando abito a Sant’Agabio non faccio che osservare e ascoltare i bambini del quartiere, abbiamo un parco bellissimo alle spalle delle nostre case ma noto che invece di entrarci a giocare fanno solo cose non belle, ad esempio stanno in strada, si sputano, si picchiano, insultano i deboli e non li fanno entrare nel gruppo, salgono sulle staccionate del canale a rischio di caderci dentro per curiosare in mezzo alla tanta immondizia che c’è dentro e con l’intento di poter catturare le nutrie perchè quello non è un canale ma bensì uno scarico di immondizia.
Li vedi saltare su delle griglie che se cadono si fanno davvero male, spaccano ogni cosa, sono bambinidai 5 ai 14 anni che usano linguaggi davvero volgari e vergognosi.Ma nessuno a capito che questi bambini si sentono soli, non sono seguiti e non parlo solo dei genitori ma da tutti noi, ho notato che per loro essere i bambini di Sant’Agabio vuol dire noi siamo i padroni!!! Ma cerchiamo di capire il perchè di questa mentalità? Bene io penso di aver capito che il loro atteggiamento è dovuto al fatto che si sentono soli, che si sentono inferiori perchè qui vive gente con seri problemi economici che purtroppo ricadono di conseguenza anche sui bambini e sul quartiere, se in città c’è un bambino di una famiglia disagiata non si sente inferiore agli altri perchè anche lui vive in città dove ci sono negozi, bancarelle, spettacoli, dove c’è vita e c’è inoltre sul territorio la presenza di forze dell’ordine. I miei bambini e dico i miei ma non sono miei solo perchè faccio parte di Sant’Agabio, mi hanno fatto riflettere e capire bene! E’ qui che ho bisogno di tutto l’aiuto delle persone, se ogni giorno nel parco faccio un esempio dalle ore 16:00 alle ore 18:00 si organizza qualcosa dove giorno dopo giorno ognuno di loro solo per la curiosità, parteciperebbe e verebbe a vedere cosa succede nel parco, sono sicura di riuscire nel mio progetto con il vostro aiuto, con l’aiuto dell’associazione e di chiunque voglia partecipare vorrei far capire ai bambini che il verde è loro e va tenuto pulito, va colorato, va creato con ogni idea, vorrei fargli acquistare fiducia e farli credere in loro stessi con la loro partecipazione tenendoli impegnati si otterebbe meno bullismo, un lavoro di gruppo e niente vandalismo. Organizzando per loro teatrini, giochi a premi, spettacoli ecc. ecc. Non si accorgerebbero che nel progetto si lavora, ma crescerebbero migliorando. Basterebbero dei volantini, diffondere la voce che nel quartiere ci sono queste novità e Sant’Agabio non sarebbe più un quartiere emarginato, il mio scopo non è premiare il bambino più buono o più bello, ma tutti perchè sicuramente tutti sono dei bravi bambini, mi occorerà del denaro per il materiale come colori, cartelloni, pittura, avrò bisogno di bravi animatori, mi occorerà denaro per l’acquisto di bevande e coinvolgendo magari la Pavesi per le merendine. Non so quanto avrò bisogno o che somma devo raggiungere ma sono sicura che come me ci sarà gente che ci metterà del suo. I bambini sono bambini e il tempo di diventare grandi lo avranno ora è giusto che vivono la loro infanzia anche se loro non potranno andare in vacanza o in piscina sicuramente anche loro al rientro a scuola dalle vacanze potranno raccontare la loro avventura estiva e chissà che un giorno non saranno proprio i miei bambini a far continuare questa nostra ininziativa magari in altre zone come Sant’Agabio. Ci voranno anche dei contenitori porta rifiuti da farglieli colorare ai ragazzi in maniera che siano loro i primi ad imparare ad usarli. Spero e confido in Dio di poter regalare quest’estate un piccolo sorriso a tutti loro. Ringrazio anche tutti voi per avermi ascoltato e con la speranza di essere aiutata. Buona estate.

La Storia

Il parco wall-e prende spunto da questo cartone animatoIL PARCO PRENDERA IL NOME DI WALL-E

“LA STORIA DEL PICCOLO ROBOT”

Il livello di inquinamento del pianeta Terra è altissimo, la superficie è ormai ricoperta di immondizia. La Buy n Large Corporation (BnL), un’azienda che ha preso in mano il governo del mondo, ha costruito un’enorme nave spaziale, la Axxiom, sulla quale parte dell’umanità si concede una crociera di cinque anni, mentre sulla Terra un azienda ha realizzato un robot chiamato “WALL-E” ( ovvero l’ultimo di una serie di robot rimasti sulla Terra, ha continuato imperterrito nella sua opera di spazzino del pianeta, giorno dopo giorno, stoccando immondizia in cubetti che ha poi impilato uno sull’altro fino a formare centinaia di enormi grattacieli di rifiuti. La sera, finito il suo lavoro, torna alla sua “casa”, Nel film i ripiani, ormai inutili, vengono usati da WALL-E per riporre in rigoroso ordine oggetti appartenuti agli umani e da lui trovati nel corso delle sue operazioni di pulizia. Uno di questi oggetti è una vecchia VHS del film Hello, Dolly!. WALL-E è innamorato di questo film che gli fa sognare, un giorno, di trovare una compagna, tenerla per mano, ballare, e non essere più solo. È così che durante tutti questi anni WALL-E, da freddo automa qual era, sviluppa una personalità umana.

A rompere questa secolare routine scende dal cielo un razzo che deposita sul pianeta un robot molto particolare, e WALL-E spera che ciò possa spezzare la sua infinita solitudine. WALL-E non sa cosa EVE (questo il nome del robot) sia venuta a fare sul suo pianeta. Quando lui le mostra una pianta che aveva trovato fra le macerie, unico segnale di vita vegetale su quel pianeta morto, EVE la prende e si blocca, lasciando WALL-E alle prese con una robot inanimata, ma continua a prendersi cura di lei sperando in un suo risveglio. Poco tempo dopo il razzo torna a prenderla, ma WALL-E non vuole lasciarla andare. Tentando di recuperarla, si aggrappa al razzo mentre questo sta per ripartire. Il razzo lo conduce sulla mega-astronave Axiom, dove l’umanità sopravvive da settecento anni in un ambiente iperlussuoso senza compiere alcuno sforzo fisico, tanto che gli uomini sono diventati obesi e incapaci di deambulare autonomamente. Le persone sull’Axiom si muovono su delle poltrone galleggianti tramite le quali possono anche nutrirsi e comunicare fra loro senza muoversi. In una breve panoramica si possono vedere nella cabina del Comandante le foto sua e dei suoi cinque predecessori al comando della Axiom. Ogni foto è dotata di una targa con indicato il nome (tratto dai nomi di alcuni fra i collaboratori al film) e il periodo di reggenza:
Earth-Class, sollevatore terrestre di carichi di rifiuti) incaricati di fare pulizia. L’idea di base era quella dell’ultimo robot sulla Terra, abbandonata dall’umanità dopo averla inquinata.WALL•E è ambientato su un pianeta Terra disabitato. L’umanità l’ha abbandonato 700 anni prima quando l’inquinamento era diventato insostenibile e lo smaltimento dei rifiuti impossibile (uno stuolo di robot-spazzini, i “WALL-E”, erano chiamati a ripulirlo ma si sono dovuti arrendere). Non si fa difficoltà a riconoscere una similitudine con la situazione attuale del mondo, dove i temi dell’inquinamento, del riscaldamento globale e delle fonti di energia rinnovabili sono all’ordine del giorno (e in Italia lo è anche di più quello dello smaltimento dei rifiuti). La possibilità di riscatto, nel film, è proprio nella presa di coscienza dell’abuso perpetrato nei confronti della Natura; il giorno remoto in cui essa stessa farà rinascere la vita fra i rifiuti l’umanità avrà questa possibilità di riscatto. Il film racconta proprio di questa possibilità di riscatto, dal momento in cui WALL-E scopre un germoglio verde dentro un frigorifero abbandonato, segno della rinata abitabilità della Terra.

SI FARA CONOSCERE AI BAMBINI E AI RAGAZI CHE ANCHE CON OGGETTI BUTTATI SI POSSONO RECICLARE E COSTRUIRE VARIE COSE MA IL TEMA E’ IL RISPETTO DELL’AMBIENTE SI INIZIA DALL’ORO PARCO PER POI CONTINUARE IL LORO PERCORSO NELLE STRADE NELLA SCUOLA OVUNQUE BISOGNA AVERE CURA E RISPETO…………