Questo Novara ci piace!

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di Simone Balocco

 

Undici partite, in un campionato di 38 giornate, rappresentano il 29% (circa) del totale: poche, ma si può trarre un primo bilancio.

Dopo undici giornate, il Novara di Simone Banchieri è settimo in classifica con 18 punti, a dieci punti dalla capolista Monza, regina incontrastata del girone A di Serie C. La squadra azzurra ha vinto 5 partite (4 in casa, 1 in trasferta), ne ha pareggiate tre (2 in casa, una in trasferta) e ne ha perse tre (una in casa, due in trasferta). Il miglior marcatore è Mattia Bortolussi con tre reti. La squadra è stata eliminata al primo turno sia in Coppa Italia sia in Coppa Italia di Serie C (per mano di Virtus Francavilla e Alessandria). Se il campionato finisse ora, gli azzurri disputerebbero i play off promozione.

Lo scorso campionato, a questo punto della stagione, il Novara aveva 13 punti, quindi un + 5.

Alzi la mano chi, il 25 agosto, il giorno prima del debutto in campionato contro la Juventus Under 23, al “Piola”, avrebbe pensato che il Novara dei tanti giovani sarebbe stato, dopo 990 minuti (+ recuperi), a questo punto in classifica. Nessuno, neanche il più ottimista fra tutti i tifosi del Novara.

Ed invece la squadra di Banchieri, in barba a tutte le critiche estive, si sta dimostrando all’altezza della situazione: i tanti giovani schierati dal mister (campione d’Italia la scorsa stagione con i ragazzi della Under 17 del Novara) non stanno deludendo le attese e piano piano entrando nel cuore dei tifosi, facendo dimenticare i pessimi due campionati precedenti. Tifosi che ringraziano la squadra (con un’età media della rosa di 24 anni) che è l’opposto degli ultimi due Novara (quello della retrocessione e quello dello scorso campionato): non manca l’incitamento, non manca il tifo e non mancano le standing ovation e gli applausi verso una squadra che si sta dimostrando (anche se mancano ancora otto partite alla fine del girone di andata) una squadra solida contro cui giocare.

Partito (secondo tanti tifosi) con l’unico obiettivo della salvezza anticipata, questo Novara fa stropicciare gli occhi a tutti: bel gioco, buona sintonia fra tutti gli elementi in campo, parate importanti da parte di Marchegiani, tocchi “di prima”, giocate imprevedibili e la consapevolezza che questo sembra essere tutto meno che un campionato di transizione per i ragazzi di Banchieri: sembra strano, ma gioca meglio questo Novara young edition rispetto al Novara dei giocatori “esperti” delle ultime due stagioni. Il motivo? Spensieratezza, nessuna pressione, voglia di dimostrare a tutti che in Serie C i giovani possono maturare con calma e dare tante soddisfazioni (ovviamente il 29% del campionato è un dato parziale del campionato e i conti, si sa, vanno fatti a fine stagione).

In questo primo scorcio di stagione, solo il Monza ha messo veramente in difficoltà il Novara, mentre per il resto Bianchi e compagni hanno giocato alla pari con tutte le altre avversarie, soffrendo in poche occasioni. Tanto per intenderci: il Monza della premiata ditta (sportiva) Berlusconi-Galliani dispone di una vera corazzata (molto più forte del Novara targato Toscano della stagione 2014/2015 che vinse il campionato) e guida, come detto, incontrastata il girone e solo lui può perdere questo campionato che a oggi vede le seconde in classifica, le sorprendenti Pontedera e Renate (contro cui il Novara ha pareggiato in entrambi i casi) sono distanti sette punti.

Le uniche note stonate fin qui sono state (fino a questo momento) le tre sconfitte consecutive (tra campionato e Coppa Italia di Serie C) nel giro di otto giorni contro Pro Vercelli, Alessandria e Giana Erminio: gol dopo 13 secondi da parte dell’ex Comi; una partita dominata e l’errore dal dischetto di Gonzalez sullo 0-0; la miglior partita esterna della stagione con il Novara punito dalla squadra di Albé con i ragazzi di Banchieri incapaci di raddrizzarla.

Ovviamente il livello della terza serie nazionale non è eccelso, eppure gli azzurri hanno sempre giocato con impegno e bene nel complesso. Il Novara viaggia ad una media di 1.64 punti a partita ed i suoi elementi sono sempre usciti dal campo con la classica “maglia sudata”. E nelle tre sconfitte appena accennate, la squadra non è mai stata messo in difficoltà, anzi. Eppure non è riuscita nel suo intento di vincere

In più, nelle partite casalinghe, dagli spalti, si sono sentiti i cori “Novara-Novara” e “Tutti in piedi per il Novara” che dalle parti del “Piola” mancavano da tanto, troppo tempo. Ed il merito va ad una squadra che è un mix di giovani (anche giovanissimi) e chiocce.

I calciatori sembrano che giochino insieme da tempo e molti interpreti sembrano navigati anche se sono alla seconda stagione tra i professionisti. E poi è una squadra che diverte e si diverte, cosa non da poco.

Dal punto di vista qualitativo, rispetto al Novara degli ultimi anni, questo Novara è una squadra senza “figurine” o giocatori esperti (della rosa, ad esempio, quattro giocatori hanno esperienze in Serie A e nel complesso sono undici quelli che hanno giocato in Serie B almeno una partita), ma piace e sta facendo tornare il sorriso ad una tifoseria che ha voglia di tornare a vedere bel calcio al “Piola”.

C’è da continuare così: adottare magari un profilo basso (una sorta di “vula bass e schiva i sass”, come si dice in dialetto), sudare ed allenarsi ogni volta di più rispetto alla precedente volta e darci dentro. E tutto quello che verrà in più sarà fieno da mettere in cascina per il termine della stagione, qualunque posizione occuperà la squadra.

E pensare che in estate tutti storcevano il naso di fronte ad una squadra molto ridimensionata rispetto (almeno) alle ultime stagioni, con i “top talent” ceduti tra il fare cassa ed il risparmiare sugli ingaggi. C’era tanto pessimismo tra i supporter, anche per il fatto che per la prima volta veniva scelto, sin da subito, un allenatore “made in Novarello” alla guida della prima squadra (anche se aveva appena vinto il campionato nazionale Under 17 di Serie C) e vi erano in rosa tanti giocatori Under 21 (anche se i tifosi sapevano in cuor loro che ogni volta che i “fiulin” venivano schierati in campo si impegnavano più dei grandi). Ed invece, a oggi, i migliori sono proprio gli Under 21: da Pogliano a Cagnano, da Collodel a Nardi fino a Cassandro, Capanni e Tommaso Barbieri, match winner del match casalingo contro l’Albinoleffe dello scorso 28 settembre.

Classe 2002, Barbieri aveva già debuttato in prima squadra contro la Virtus Francavilla nel match del primo turno di Coppa Italia il 3 agosto scorso ben impressionando. Il ragazzo aveva giocato titolare per la prima volta in campionato contro il Lecco il 7 settembre (dopo aver giocato l’ultimo quarto d’ora a Monza) ed aveva molto faticato. Eppure mister Banchieri ha creduto in lui, sostituendolo solo a secondo tempo inoltrato e, a parte a Gozzano (25 settembre), contro Pontedera, Pergolettese, Albinoleffe e Pro Vercelli ha giocato dal 1′. E contro i bergamaschi, il millennial azzurro ha segnato il gol della vittoria con un colpo di testa vincente che lo ha reso il secondo marcatore più giovane della storia del Novara dopo Fulvio Macchi (stagione 1956/1957, in Serie B). Dopo Stoppa, Barbieri è stato il secondo calciatore nato negli anni 2000 a segnare con la maglia del Novara (il terzo è stato a Gorgonzola Gabriele Capanni, ma il numero 16 di Città di Castello è in prestito dal Milan e non è un canterano azzurro come i due precedenti).

In quanti avrebbero continuato a schierare dal 1′ un ragazzino di 17 anni dopo gli errori del match precedente? Forse nessuno, ma Banchieri non ha esitato, lo ha gettato nella mischia per dargli fiducia e lui lo ha ripagato con una buona prestazione. E, alla fine dei conti, i risultati gli stanno dando ragione.

Dulcis in fundo: Barbieri diventerà il primo giocatore del Novara a prendere parte ad un Mondiale Under 18 in quanto il Commissario tecnico, Carmine Nunziata, lo ha convocato per il campionato che si disputerà dal 26 ottobre al 17 novembre in Brasile. E dei giovani convocati (la quasi totalità ragazzi che vestono i colori di squadre giovanili di Serie A), Barbieri è l’unico ad aver giocato partite tra i professionisti, aver segnato in campionato ed è l’unico proveniente da una squadra di Serie C. Questa convocazione è il giusto premio per un ragazzo che piano piano si sta imponendo come un prospetto interessante non solo per la prima squadra, ma anche nel calcio nazionale ed anche il giusto premio (l’ennesimo) per il Novara che ha fornito un altro suo elemento alle Nazionali giovanili.

Tra i “vecchi”, invece, una menzione meritano, senza ombra di dubbio, Andrea Sbraga e Tommaso Bianchi.

Il difensore romano sembra un lontano parente di quello visto la scorsa stagione: sicuro e deciso nelle marcature, pronto a far ripartire le azioni, personalità da vendere e tanta calma anche nelle situazioni difficili. E proprio la sua esperienza lo rende la chioccia della difesa azzurra, essendo lui un classe 1992 e “lavorando” con un 1996 (Marchegiani), due 1998 (Pogliano e Cagnano), un 1999 (Bellich), un 2000 (Cassandro) ed un 2002 (Barbieri). Sarà un caso ma Pogliano e Cagnano, fino a questo momento del campionato, appaiono sicuri e preparati ad ogni evenienza: sono bravi di loro, ma giocare in reparto con uno che ha alle spalle quasi 200 partite in Serie C non può che fare bene a loro e responsabilizzare il numero 4 azzurro.

Anche Bianchi a centrocampo è padrone della situazione. Anche lui (come Sbraga) si “interfaccia” con colleghi di reparto molto più giovani e riesce a dare sicurezza a tutti anche grazie ai suoi inserimenti e alla sua prestanza fisica. Del resto, parliamo di un classe 1988 con oltre dieci stagioni di esperienza in B (anche nella Championship inglese), un carisma ed una tecnica importante da parte di uno che deve (e lo sta facendo, a dire il vero) far alzare l’asticella alla squadra quest’anno essendo il terzo più agée della rosa dopo Pablo Andres Gonzalez ed il suo conterraneo (ed compagno ad Ascoli) Daniele Buzzegoli.

L’attacco è sorretto dalla buonissima vena di Mattia Bortolussi che si sta rivelando una prima punta di categoria, anche se a oggi ha segnato solo tre reti. Ma che reti: gol da oltre 25 metri contro il Lecco, gol da attaccante veloce e freddo contro la Carrarese, gol di testa da puntero vero a Meda. Le due reti più belle segnate in queste prime undici giornate in due momenti importanti: la prima nella partita che ha coinciso con il ricordo della scomparsa di Giovanni Udovicich, la bandiera del Novara (516 partite) scomparsa a 79 anni il 4 settembre; la seconda contro gli apuani in una partita che era troppo importante da vincere e che è stata vinta grazie anche alla sua rete ed al suo apporto. Bortolussi, arrivato in estate dalla fallita Lucchese, si sta facendo perdonare del suo gol segnato lo scorso campionato al “Piola”: sua la rete del 2-2 al minuto 88 con il Novara avanti 2-0 fino a dieci minuti prima. Un numero 9 vecchia maniera che si sacrifica anche molto.

Ottimo è anche l’impatto di Giammario Piscitella. Arrivato in estate dal Carpi, il numero 24 ex Roma si sta dimostrando un giocatore molto tecnico e propositivo: gli manca ancora il gol, ma ha già servito tre assist (per Peralta a Gozzano; per Barbieri contro l’Albinoleffe; per Bortolussi a Meda), è molto veloce, va sempre verso l’out ed è sempre raddoppiato in marcatura costringendo il suo marcatore a fare fallo e prendersi l’ammonizione. Si vede lontano un miglio che vuole (e cerca) il gol e lo cerca dalla distanza, con tiri ad effetto. Anche l’ala nativa di Nocera Inferiore sta rimandando al mittente tutto lo scetticismo che lo circondava visto che il Novara è la sua decima squadra da quando ha lasciato la Roma: in sei stagioni, un giro d’Italia (dalla Capitale alla Genova rossoblu, da Modena a Pescara, da Cittadella a Pistoia, da Bassano a Catania, da Prato a Carpi) che lo ha portato sotto la Cupola di San Gaudenzio. Ogni volta che Banchieri lo sostituisce, i tifosi lo applaudono e quando fa una giocata pregevole lo incitano di più. Insomma, quel tocco di tecnica che mancava da un po’ di anni in azzurro.

Per non parlare di Diego Peralta: da oggetto misterioso della scorsa stagione (dieci presenze totali ed un solo gol in Coppa Italia e prestito all’Olbia senza grandi squilli) vicino alla cessione negli ultimi giorni del mercato estivo a giocatore da prendere in considerazione sempre, dal 1′ come da subentrato. E le sue prestazioni contro Lecco, Gozzano e Giana Erminio sono state molto importanti come impatto e prestazione. Si pensava potesse essere ceduto l’ultimo giorno di mercato estivo: meno male che è rimasto.

Chi invece dovrebbe giocare di più è senza dubbio Gabriele Capanni. Classe 2000, l’attaccante umbro che ai tempi del suo provino con il Real Madrid aveva impressionato Zinedine Zidane, dopo un po’ di panchine è imprescindibile nell’attacco del Novara. E contro la Giana Ermino ha anche siglato la sua prima rete tra i professionisti: avrebbe segnato un eurogol contro la Carrarese se il suo destro da 20 metri non si fosse schiantato sul palo. Brucia il suo errore davanti a Satalino mercoledì sera: dopo una giocata veloce scartando i marcatori, a tu-per-tu con il portiere del Renate ha perso l’attimo e…ha mancato il gol della vittoria.

I tifosi sono in attesa del ritorno al gol e alle prestazioni ottimali dei due “senatori” della squadra, Pablo Andrés Gonzalez e Daniele Buzzegoli.

Gonzalez a oggi ha giocato nove partite su undici: titolare nelle prime cinque (con fascia di capitano al braccio), dalla sesta alla nona giornata è subentrato e nelle ultime due non è sceso in campo: troppe prestazioni lontane dalla forma migliore (e qualche errore di troppo unito ad una condizione non ancora al top) hanno indotto Banchieri a non considerare più (da almeno un mese) il “cartero” un punto fondante nel suo “undici”. E poi i tanti errori nelle ripartenze, le imprecisioni, il rigore calciato alle stelle nel match di Coppa Italia contro l’Alessandria e l’ottima verve di Capanni: di questo passo, il numero 19 potrebbe trovare davvero poco spazio e ritagliarsi scampoli di partita.

Buzzegoli è sceso in campo otto volte su undici, di cui quattro volte titolare (capitano per l’occasione) e solo in due occasioni non è stato sostituito. Come per Gonzalez, anche “Buba” è a zero gol realizzati (ma il centrocampista è un mediano, non una punta) ma sembra che abbia più verve. Anche se è ancora lontano il miglior Buzzegoli, l’apporto del numero 10 di Lasta a Signa è stato essenziale soprattutto nel far ripartire la squadra, visto che dai suoi piedi sono ripartite sempre le azioni. Pericolose o non pericolose che siano.

Se i due giocatori torneranno ad essere quelli dei tempi d’oro, per il Novara ed i suoi tifosi potrebbero arrivare grandi soddisfazioni. Ma a oggi, per il loro, il percorso è ancora lungo.

In conclusione, sono tre gli elementi del Novara che meritano (a oggi) un encomio da parte di tutti.

Uno è mister Simone Banchieri. Il tecnico torinese sta anche lui rimando al mittente lo scetticismo che lo ha accompagnato con la sua nomina a tecnico della prima squadra da tecnico “scudettato” con la Under 17 novarese. E visto che il Novara è very young, Simone Banchieri è nemo propheta in patria: li incoraggia, li sprona, li aiuta, li vuole sul pezzo e se sbagliano gli è loro vicini. Il tecnico giusto per una squadra giusta, anche se molti tifosi gli imputano di fossilizzarsi sullo stesso schema e sull’impiego degli stessi giocatori.

Sempre in giacca e cravatta e uno sguardo rassicurante, Banchieri è (a oggi) il miglior acquisto della seconda persona che merita un encomio nella squadra azzurra: Moreno Zebi.

Direttore dell’area tecnica, 39 anni, Moreno Zebi è alla prima esperienza da direttore “con pieni poteri”. Anche lui arrivato a Novara con una bella dose di scetticismo (anche se è stato collaboratore di Carlalberto Ludi quando l’ex azzurro è stato ds del Novara), sta rimandando anche lui al mittente i dubbi che lo avevano accompagnato (come il mister) non appena fu nominato. Zebi (con un passato da calciatore con le maglie, tra le altre, di Monza, Samb e Ravenna) ha incentrato la campagna acquisti sull’arrivo di giocatori giovani e con poca esperienza (i più “vecchi” acquistati sono stati Piscitella e Pinzauti, classi 1993 e 1994) con lo scopo di ringiovanire la squadre e “spolparla” di giocatori che nelle stagioni precedenti avevano dato meno di quanto sperato. E il direttore umbro ha portato sotto la Cupola gli sconosciuti Cagnano, Pogliano, Cassandro, Capanni, Pinzauti ed i più noti Marchegiani (figlio di Luca), Piscitella e Bortolussi: a parte l’ex Pontedera (schierato a oggi solo quattro volte in campionato e mai dal 1′, se non in Coppa Italia contro l’Alessandria), nessuno di questi ha finora deluso.

E poi, last but don’t least, il pubblico del “Piola”.

Complice una campagna abbonamenti dal nome intrigante (“Insieme ricominciamo”) e dai prezzi veramente (tanto) popolari, il Novara quest’anno può contare su ben 4.116 tessere staccate, che hanno proiettato questa campagna abbonamenti al secondo posto nelle ultime quindici stagioni. Molti tifosi non erano convinti delle mosse della società ed invece, come tante cose nella vita, si sono dovuti ricredere. E gli emblemi sono i cori, gli applausi, le nutrite presenze in trasferta, le standing ovation e quella voglia che il giorno dopo la partita sia già il giorno prima della prossima partita. Una cosa che a Novara mancava da tanto (troppo) tempo, come il tanto pubblico presente allo stadio che rende la squadra con sede a Granozzo con Monticello la squadra con la media spettatori più alta del girone A della terza serie.

E fa sorridere che sia proprio una squadra composta da giovani senza (praticamente) esperienza (ma con tanta voglia di fare bene) a far tornare il sorriso in una piazza che, negli ultimi anni, molti giocatori con un ricco curriculum (allenatori compresi) non hanno saputo dare.

Chi lo avrebbe detto che questo Novara partito a fari spenti e senza (secondo tanti) ambizioni possa regalare così tante soddisfazioni? Ora però i ragazzi di Simone Banchieri devo dimostrare lo stesso da qua fino alla fine del campionato. Il bello inizia ora.

E speriamo che anche il Presidente Massimo de Salvo possa palesarsi dal tunnel del “Piola” dopo tanto tempo dopo essere stato sugli spalti del “d’Albertas” di Gozzano.

Ma diamo tempo anche qua tempo al tempo: è tempo di pensare a domenica pomeriggio quando arriverà in viale Kennedy la Pistoiese di Pippo Pancaro, reduce dal pareggio (1-1) al “Moccagatta” contro l’Alessandria, tredicesima in classifica (a sei dal Novara) ed ex squadra di Andrea Cagnano, Giammario Piscitella e Gabriele Marchegiani.