Questura di Novara: arrestata la banda della parrucca.

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Comunicato ufficiale della Polizia di Stato.

Il marchio distintivo del gruppo erano le vistose parrucche ed occhiali utilizzati per travisarsi durante le rapine perpetrate sotto la minaccia di pistole e coltelli.

Con un’attività congiunta, sapientemente coordinata dalla Procura della Repubblica di Novara, Procuratore Capo dott. Saluzzo e Sostituto Procuratore dott. Caspani, i Carabinieri, Tenenza di Borgomanero, e la Polizia di Stato, Squadra Mobile, hanno disarticolato un pericoloso sodalizio criminale composto da banditi sardi specializzati nella consumazione di rapine ai danni di istituti bancari.

         Il gruppo composto da 4 “trasferisti”, tutti pluripregiudicati sardi pendolari del crimine, era già seguito dagli Uffici investigativi di Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri in varie parti d’Italia. I 4, infatti, avevano colpito in numerose località del bresciano e in Sardegna mettendo a segno colpi per svariate migliaia di euro ai danni di istituti bancari.

         Unendo le informazioni acquisite, Polizia di Stato e Carabinieri sono riusciti, con un lavoro meticoloso e con un continuo e proficuo scambio di informazioni, ad individuare precise responsabilità per i malviventi in relazione a due rapine consumate ed una tentata ai danni di istituti di credito di questa provincia. In particolare, le rapine realizzate a Borgomanero (NO) l’11.06.2009, che ha fruttato un bottino di oltre 40.000 euro, e il 23.10.2009 (oltre 5.000 euro),  nonché quella tentata il 14.07.2009 sempre a Borgomanero.

         Si, altresì, accertato che il sodalizio si avvaleva del contributo logistico di tre “compaesani” residenti da anni nel novarese che, oltre a fornire alloggio ai malviventi, contribuivano direttamente rubando le autovetture poi utilizzate per la commissione delle rapine.

         A rendere ancor più pericoloso il sodalizio criminale è il fatto, accertato, che i malviventi erano assuntori costanti di sostanza stupefacente.

       Quattro gli esecutori materiali delle rapine, arrestati e sottoposti a custodia cautelare in carcere; per i tre fiancheggiatori è stata disposta la misura degli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora nel comune di residenza.