Raffaele Rubino, l’eterno uomo dei record

Condividi sulla tua pagina social

by Simone Balocco

Sabato scorso lo stadio “Biondi” di Lanciano ha assistito ad un qualcosa di incredibile: minuto 52′, punizione per il Novara. Se ne occupa Gael Genevier. Calcia di destro, la palla entra in area e su di essa si avventa come un leone, di testa, Raffaele Rubino. La palla compie una traiettoria che il portiere dei frentani, Luigi Sepe, può solo osservare la “palombella” entrare in rete. Il Novara ha pareggiato il gol di Gatto al 30′.

Ma il gol di Rubino, il settimo fin qui in stagione, ha un qualcosa di più che va oltre il semplice gol. La palla è entrata per l’87a volta in rete da quando indossa la maglia del Novara. L’attaccante barese da sabato è al secondo posto tra i marcatori di sempre dei biancoblù in campionato, scalzanando un certo Silvio Piola, che dal 1954 manteneva quella posizione. Ora l’obiettivo, non dichiarato ma raggiungibile, è eguagliare le 94 reti Marco Romano, che detiene il record dal 1941. Ma i record si sa sono fatti per essere superati.

Raffaele Rubino e il Novara Calcio, un binomio che dall’estate è diventato inscindibile nato quasi per caso durante il calciomercato estivo del 2001 all’AtaHotel di Milano, grazie all’interessamento di una persona che ha fatto la storia recente, nel bene e nel male, del Novara, Sergio Borgo. L’allora 23enne attaccante arrivava da una pessima stagione con la maglia della Pro Sesto, e fino a quel momento aveva giocato alla periferia del calcio (Bisceglie, Noicattaro, Brescello, Pro Sesto) tra D e C2. La chiamata della nobile decaduta Novara era l’ultima chiamata di sfondare al Nord. E i fatti sono stati tutti dalla parte di Rubino e Borgo: stagione 2001/2002, 34 presenze e 16 gol, miglior stagione da professionista.

rubino serie cDa allora, e fino al 2007. Rubino entra in un vortice di amore-odio con la città: parte per altre piazze, ritornando poi sempre a Novara. Gioca con il Siena (con il quale giocherà cinque partite in A), torna e va al Torino in B, torna e va alla Salernitana in B, torna e va a Perugia in Lega Pro. Nel 2007 decide di tracciare una linea alla sua carriera: il Novara ha cambiato l’anno precedente dirigenza, una dirigenza che vede a capo un suo coetaneo molto ambizioso ma con i piedi per terra e con le idee chiare, Massimo de Salvo. E’ nato “Novarello”, si parla di promozione in B per una città che fa la C dal 1977. Lo riporta ancora Borgo a Novara. E da li, nasce il mito.

Raffaele RubinoDopo tre stagioni il Novara viene promosso in serie B dopo 33 anni, “Lele” fa sette reti. L’anno dopo Rubino fa tanta panchina, ma alcune partite le gioca e come sempre timbra il cartellino: sei reti. E’ il primo giocatore azzurro a segnare in C2, C1, Lega Pro e B con la maglia del Novara. I biancoblù sono promossi in A dopo 55 anni. Rubino è il capitano di questa squadra con dei giocatori brillanti che hanno trovato nella piazza piemontese la consacrazione. Rubino è in A con il “suo” Novara. Un qualcosa di inimmaginabile fino a pochi anni fa, figurarsi nel 2001.

CALCIO:SERIE A TIM, NOVARA-PARMALa stagione in A è difficile: Rubino ha 34 anni e non è titolare perchè davanti a sè ha giocatori più giovani e con le carte in regola (?) per giocare la serie maggiore. Fino al 26 novembre 2012 il Novara aveva vinto una sola partita, in casa contro l’Inter. Quel giorno al “Piola” arriva il Parma di Giovinco. Il Novara è sotto ma al 70′ avviene il miracolo, o meglio si scrive la Storia: Rigoni recupera una palla nell’area parmense, crossa in mezzo per la testa di Rubino che di testa batte Mirante. Pareggio azzurro. La rete del numero 9 ha un qualcosa di speciale, di particolare: Raffaele Rubino è il primo giocatore a segnare in tutte le serie professionistiche calcistiche con una sola maglia. Rubino è nella storia.

Il Novara che riparte dalla B l’estate dopo vede ancora Rubino in rosa, ma oramai sembra davvero giunta alla fine la sua parabola. E invece: 20 partite, 3 reti, tra cui quella bellissima contro il Varese.

Il Novara di questa stagione vede il barese fare un precampionato splendido, ma sembra non rientrare nei piani di Aglietti. In più la squadra non ingrana, fa fatica, perde, non convince, i tifosi si arrabbiano contro la dirigenza che ha fallito completamente la campagna estiva. Rubino è lì, pronto. E’ in prima fila nel parlare con i tifosi che contestano, va sempre sotto la curva a prendersi gli insulti (non diretti a lui).

Il 28 ottobre il Novara sta perdendo in casa contro il Cesena. La folla è arrabbiata ed invoca il debutto del loro capitano. Aglietti non può perdere ancora e allora getta il numero 9 in campo. E lui non si arrabbia, ma anzi entra in campo con la solita grinta. E al minuto 89′, quindici minuti prima del suo ingresso, il “Re leone” segna di testa e pareggia. Lo stadio, come si dice in gergo, “viene giù” e l’eterno Capitano ha segnato la rete numero 80 con la maglia azzurra. Piola è quasi vicino. Da quel momento Rubino segnerà altre sei reti. E pazienza se le reti dell’aggancio e del superamento sono arrivate con due sconfitte (con il Brescia il gol è arrivato, di piede, dopo poco più di un minuto dal suo ingresso), ma il record è record.

cdt_RubinoDopo il gol contro il Cesena, Rubino, insieme ad un pool di giornalisti-tifosi, decide di scrivere la sua biografia, “Colpo di testa – 20 anni di calcio per un capitano da record“, un libro di 179 pagine in cui Rubino svela tutti i segreti della sua carriera, da calciatore a uomo a padre. con alcune interviste ad alcuni compagni con cui ha condiviso gioie e dolori.

Rubino ha battuto Piola. Ora è nella storia della squadra e il suo nome è tatuato sulla pelle e nel cuore dei tifosi azzurri.

A giugno, in teoria, gli scadrebbe il contratto. In teoria sarebbe l’ultimo contratto della sua carriera, iniziata tra le file del Bari nel 1994. I tifosi non vorrebbero che si ritirasse e mettesse i piedi sotto una scrivania dirigenziale, ma vorrebbero che quei piedi solcassero ancora i campi di calcio. E che la sua testa gettasse in rete almeno altri sette palloni. Perchè Romano dista solo sette reti e conoscendo, calcisticamente, Rubino la grinta ce la metterà e il record cercherà di superarlo.

Ligabue cantava “una vita da mediano” citando Gabriele Oriali. Se il rocker di Correggio avesse conosciuto, prima di allora, Raffaele Rubino, quella canzone avrebbe, magari, oggi un altro ritornello. Del resto, dal primo gol su rigore contro la Valenzana ne ha fatta di squadra il “Re Leone”novarese. Era il 16 settembre 2001. E la favola continua…