Riorganizzazione presidi territoriali della Polizia di Stato: Novara e il VCO rischiano di perdere in sicurezza

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Polizia_delle_ComunicazioniIn questi giorni il Viminale ha comunicato i primi dettagli del suo progetto di riorganizzazione degli uffici periferici della Polizia di Stato. Il piano prevede la chiusura di 267 presidi territoriali, fra Commissariati di Pubblica Sicurezza e uffici delle specialità, quali Polizia Postale, Ferroviaria e Stradale. Il piano è stato elaborato per far fronte all’emorragia di personale che, dopo il blocco delle assunzioni, ha colpito la Polizia. Secondo alcune stime, la struttura è sotto organico di almeno 20.000 unità e si prevede che il comparto sicurezza, nel giro di pochi semestri, sarà gravato da un deficit di quasi 60.000 operatori. Il Governo ha risposto proponendo la soppressione degli uffici considerati sacrificabili. Ma cosa comporterebbe l’attuazione di questo piano ai danni del nostro territorio? Novara, in base alla proposta del Viminale, rischia anche la chiusura della Sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni. Una chiusura che può sembrare secondaria a un osservatore poco attento, ma che invece inquieta chi conosce la realtà delle delicate indagini che tale Sezione svolge quotidianamente. La Polizia delle Comunicazioni nel corso degli anni ha acquisito, accumulato e utilizzato competenze di elevata specializzazione informatica, per costruire una barriera tangibile contro reati commessi in un mondo virtuale, i cui devastanti effetti però si propagano troppo spesso anche nel mondo reale. La Sezione di Novara della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che estende la sua competenza territoriale anche sull’intera provincia del Verbano-Cusio-Ossola, è quotidianamente  impegnata nel contrasto di tutti quei reati che, insidiosamente, colpiscono i cittadini inermi mentre si ritengono al sicuro nelle loro abitazioni. E, fatto ancora più grave, colpiscono troppo spesso i minorenni, bersaglio privilegiato di chi sceglie la rete per nascondere i propri attacchi, ritenendolo un territorio di confine, un “far west” senza legge e senza regole, un distretto di impunità. In una società che modifica in modo convulso le sue modalità di comunicazione telematica, la Polizia di Stato si è messa in gioco e ha ottenuto risultati di assoluta rilevanza internazionale nel contrasto ai reati informatici, alla pedopornografia on-line, all’adescamento di minori in rete, e ultimamente anche al cyber-bullismo, fenomeno che ha visto un triste primato in negativo proprio a Novara. Per questo la nostra città ha ospitato, su iniziativa della senatrice Elena Ferrara, un importante workshop riguardo alla tutela dei minori sul web, che poche settimane fa ha finalmente acceso i proiettori su una realtà tanto insidiosa. Il personale di questa specialità ha dimostrato il suo valore aggiunto nel riportare la legalità in un “non-luogo”, inaccessibile a ogni altra forza di polizia. E’ di giovedì scorso la premiazione da parte del Lions Club Novara Ticino della Sezione della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Novara, per l’importante contributo alla sicurezza apportata al territorio. Si tratta di operatori qualificati da lunga formazione, di livello anche universitario, e il rischio purtroppo concreto e attuale è che questo personale sia reinserito in un sistema di polizia tradizionale, dove le competenze tanto duramente acquisite, e l’esperienza maturata in anni di fruttuose indagini specializzate, siano rapidamente disperse. Per questi motivi il Sindacato Autonomo di Polizia di Novara si opporrà fermamente a questa chiusura, giudicata indiscriminata e dannosa, al fine di mantenere sul territorio un contrasto sempre adeguato alle minacce presenti. Il SAP non chiede di conservare vecchi privilegi o di mantenere in vita desuete strutture burocratiche, ma punta i piedi contro il rischio che la qualità di una struttura moderna ed efficace e del suo personale competente e motivato, sia sperperata senza un reale motivo. Nel sistema di sicurezza vi è ampio spazio per tagli che razionalizzino un’impalcatura ormai ridondante, nella quale ben sette forze di polizia troppo spesso sovrappongono le loro competenze e amplificano i costi fissi di gestione. Ma i tagli non possono e non devono ridurre la sicurezza dei cittadini, e men che meno quella dei loro figli e nipoti che, senza la vigilanza silenziosa degli uomini e delle donne della Polizia delle Comunicazioni, rischiano ogni giorno, spesso senza che nessuno se ne accorga, di incappare in un moderno e assai più insidioso “lupo cattivo”.

Il Segretario Provinciale Michele FRISIA