ROMA 2020: FINALMENTE UNA FOLATA DI ARIA FRESCA

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di Carlo Migliavacca

ROMA 2020

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Dalle pagine de La Stampa di oggi 15 febbraio, a pagina 3, mi ha colpito il titolo dell’articolo scritto dal giornalista Guglielmo Buccheri che, a proposito dei dubbi del premier sul “NO” espresso dal governo in riferimento alle Olimpiadi di Roma 2020, dice: «I giornali mi massacreranno”. La rassegna stampa fatta questa mattina parla, invece, dell’approvazione e della condivisione della scelta operata, fatta eccezione di pochissime testate “romane”. Anche i giornali della famiglia Berlusconi hanno approvato la scelta, così come la stragrande maggioranza della popolazione italiana ha sperato fino all’ultimo che il governo si dichiarasse contrario. Io stesso, che sono un critico del governo tecnico di Monti per le scelte operate al fine di rientrare dal mastodontico debito pubblico, ho approvato incondizionatamente il “NO” all’ennesimo sperpero di denaro pubblico in un momento in cui siamo chiamati tutti a stringere la cinghia per uscire dal pantano e non dover subire la crudele fine della Grecia. Non mi meravigliano affatto le critiche di certi politici del PdL i quali, invece, erano favorevoli alla candidatura di Roma olimpica. Mi domando se questi personaggi abbiano ben chiara la situazione in cui noi contribuenti siamo costretti a convivere; eppure il cattivo esempio che abbiamo sotto gli occhi dovrebbe giustificare ampiamente la scelta del governo; mi riferisco al disastro dei Mondiali di calcio del ’90, ai mondiali di nuoto del 2009,  con impianti iniziati e mai finiti. Addirittura una piscina costruita di dimensioni non standard; e, ovviamente, centinaia di milioni dei nostri euro buttati al vento. E’ un passato che pesa come un macigno: un ricordo fatto di malcostume, corruzione e conti completamente sballati che hanno lasciato debiti ingenti.  E non si può ignorare che i personaggi che hanno portato avanti questa candidatura sono praticamente gli stessi che hanno gestito, anche se con ruoli diversi,  quegli scandali.

Onde evitare l’accusa di “nordismo”, come ha fatto il quotidiano romano “il Messaggero” di oggi, il discorso vale anche se le candidature olimpiche fossero state perorate da Torino, Venezia, Bologna, Firenze o Milano; già, proprio Milano che ha una grana “galattica” da risolvere il cui nome è “Expo’ 2015”. Anche questo debito ricadrà su di noi contribuenti.

In conclusione, il premier Monti non abbia alcun dubbio sul timore del “massacro”: chi ha cervello in zucca approva incondizionatamente la scelta del governo e non può fare altro che ringraziare. In questa aria pesante che respiriamo c’è stata una folata di aria fresca!