Salvate il soldato Novara

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by Simone Balocco

pallone-da-calcio_34 partite disputate, otto vittorie (di cui una sola in trasferta), dodici pareggiate e 14 sconfitte, 32 reti siglate e ben 46 subite per un quint’ultimo posto in classifica che con +3 sulla quart’ultima significherebbe, a ora, finale playout. Questa è la situazione del Novara Calcio a questo punto del campionato. Un campionato che ad agosto nessuno pensava che la squadra ad aprile potesse lottare per non retrocedere nella nuova serie C nazionale del prossimo anno.

Sabato scorso al “Francioni” di Latina gli azzurri di Alfredo Aglietti sono stati battuti nettamente dai nerazzurri locali, vera sorpresa di questo campionato. Con la vittoria dei pontini, e la sconfitta del Cesena nel friday match, Paolucci e compagni si collocano al terzo posto in classifica, il che significherebbe ora playoff con posizione privilegiata. I laziali sono alla prima partecipazione al campionato di serie B.

Dopo un primo tempo deludente in cui le squadre si sono equivalse dal punto di vista del gioco (brutto) e dei tiri in porta (pochi), nella ripresa i padroni di casa hanno messo la “quarta” e dopo dieci minuti erano già in vantaggio: punizione di Viviani, palla a Jonathas che scappa a Lambrughi e di destro batte Montipò, terzo portiere alla seconda partita in cadetteria. Per il numero 33 pontino terza rete al Novara questa stagione e tredicesima in campionato. I nerazzurri di Breda ingranano e al 25′ incanalano la vittoria: Jonathas scatta sulla destra, passa a Ristovsky che batte Montipò. Al 31′ lo score si fa tragico per Perticone e compagni: punizione magistrale di Viviani che di destro batte ancora il portiere della Primavera prestato alla Prima squadra. A ridurre le distanze ci pensa all’84’ Sansovini, ma all’88’ Jefferson sfrutta la palla di Paolucci e supera sia Vicari che il portiere azzurro. 4 a 1 e sconfitta pesantissima per il Novara.

Le solite voci “malandrine” davano l’esonero in serata di Alfredo Aglietti in favore di Franco Colomba, lo scorso anno al Padova e già allenatore degli azzurri nel 1994/1995 in C2. Voci” smentite pochissimo dopo.

Cosa succede ad una squadra creata la scorsa estate per fare almeno i playoff? Dopo quasi otto mesi di campionato, il Novara non sembra e crederci (quasi) più, nonostante ancora otto partite e 24 punti disponibili. Il calendario vede ora quattro partite in casa (Trapani, Palermo, JuveStabia, Varese) ed altrettante lontane dal “Piola” (Pescara, Modena, Empoli, Bari). Difficilmente la squadra farà l’en plein di punti, ma l’obiettivo ora è arrivare ad almeno 5 punti sulla quart’ultima, o comunque salvarsi senza patemi d’animo. E dalla prossima estate ragionare sugli errori commessi e, magari, cambiare ancora qualcosa.

E’ brutto dare colpe ma la colpa maggiore ce l’ha…la sfortuna. Troppi gli infortuni che ogni volta mettono mister Aglietti nei guai: al 45′ è uscito anche Radakovic per un affaticamento muscolare. Per il terzo anno di fila il Novara ha fatto giocare tutti i portieri a disposizione: Lorenzo Montipò, fresco di convocazione con la Nazionale Under18, ha giocato la sua seconda partita in B della sua carriera, visti gli infortuni di Kosicky e la scarsa condizione di Tomasig, e non ha colpe sui gol.

Anche i singoli non sono esenti da colpe: Aglietti sembra molto confuso e non sa che pesci prendere. Si dice tra i tifosi che sabato poteva giocare ancora dal 1′ Marco Rigoni ed invece il tecnico toscano gli ha preferito l’idolo di casa Simone Pesce (originario di Latina), al debutto con lui da quando è tornato Aglietti. Rigoni ha giocato gli ultimi 10 minuti di una partita oramai compromessa. Si invoca un cambio di modulo, abbandonando per ora il 4-3-3 e sfruttare i giocatori con un altro schema.

Alcuni giocatori sembrano non ingranare come prima: Crescenzi sono almeno tre partite che non arriva alla sufficenza, Lambrughi è colpevole su due gol e Perticone sembra “spompato”. Il centrocampo però è il settore più confuso, frutto anche dei tanti infortuni e delle indisponibilità. Davanti forse sarebbe meglio non fare giocare dall’inizio Jacopo Manconi e accantonare Matthias Lepiller. Il baby attaccante è sicuramente una delle sorprese più belle di questa stagione (non a caso con VIcari in settimana andrà in Germania con la Under20), ma non ha il “peso” della trasferta, dando il meglio di sè in casa, dove può disporre di 4mila tifosi che lo incitano. Marco Sansovini fa quello che può e lo fa bene (per lui rete numero 7 da gennaio, ottava in stagione), così come Raffaele Rubino. In attesa del recupero di Pablo Gonzalez, la pedina che manca allo scacchiere di Aglietti, che sta subendo un’involuzione molto preoccupante dal punto di vista della condizione.

I tifosi (una quarantina comunque presente a Latina) iniziano a spazientirsi e molti di loro pensano che la stagione sia compromessa, che si faranno i playout e che forse la squadra retrocederà in C. Sui social network la protesta sta montando, soprattutto nei confronti della dirigenza, muta da troppi mesi.

Giovedì sera la B tornerà ancora in campo nel solito anticipo pasquale e al “Piola” arriverà un’altra sorpresa di questo campionato, il Trapani di Matteo Mancosu, capocannoniere finora del torneo con 20 reti. I granata siciliani sono settimi, ma arrivano da tre sconfitte consecutive e sembrano aver perso lo smalto di qualche tempo fa.

Per Perticone e compagni la partita di giovedì sera sarà l’ultima spiaggia: in caso di sconfitta e contemporaneavittoria del Cittadella sul Pescara, i padovani aggancerebbero il Novara e la lotta salvezza potrebbe prendere una piega molto rischiosa.

E a Novara nessuno vuole passi falsi, ma soprattutto nessuno vuole il prossimo anno tornare a giocare in serie C.