Sarkozy fa sul serio: video shocking fanno il giro del mondo.

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articolo del quotidiano La Stampa.

Sarkozy: «I clandestini? Hanno troppi diritti. Smantellare i campi rom»

Dopo il giro di vite contro nomadi e Rom, il presidente della Francia Nicolas Sarkozy dichiara guerra anche ai criminali di «origine straniera» e punta a nuove misure per privarli più facilmente della nazionalità francese, un annuncio che suscita sdegno e incomprensione in quella che spesso si presenta come la patria dei diritti umani. «La guerra che ho deciso di lanciare contro i trafficanti, i teppisti, durerà diversi anni. È una guerra nazionale», ha detto il capo di Stato nel corso della sua visita a Grenoble, nel sud-est del Paese, teatro nelle scorse settimane di violenti scontri tra polizia e ragazzi di banlieue. «La nazionalità – ha avvertito – deve poter essere revocata ad ogni individuo di origine straniera che mette a rischio volontariamente la vita di un funzionario della polizia, di un militare della gendarmeria o di qualsiasi depositario della pubblica autorità».  Il capo dello Stato, che partecipava all’insediamento del nuovo prefetto locale Eric Le Douaron, un ex poliziotto fortemente voluto dal presidente, ha anche auspicato che «l’acquisizione della nazionalità da parte di un minore che si è macchiato di crimini non sia più automatica al momento in cui compie 18 anni». Insieme ai ministri della Giustizia Michele Alliot-Marie e dell’Interno Brice Hortefeux, il presidente ha anche detto di voler inasprire le pene contro ogni tipo di violenza nei confronti di un pubblico ufficiale, con un dibattito in parlamento già da settembre. In particolare, Sarkozy pensa a 30 anni di carcere senza sconti per chi uccide volontariamente un agente. Ma non è tutto. Egli vuole anche dare ai magistrati il potere di «condannare automaticamente i multirecidivi a portare il braccialetto elettronico per qualche anno dopo l’esecuzione della pena». A Grenoble, il presidente ha anche parlato di una «immigrazione regolata in modo insufficiente» e del «fallimento» dell’integrazione. Per lui, vanno anche rivalutati «i diritti e le prestazioni ai quali hanno diritto oggi gli stranieri in situazione irregolare», mentre il ministro dell’Immigrazione Eric Besson ha appena annunciato uno studio sui costi dell’immigrazione clandestina. Secondo il quotidiano Le Monde, con questa iniziativa il capo di Stato «spezza un tabù, colpendo due principi giuridici considerati inviolabili dalla Liberazione: il diritto alla nazionalità e il rifiuto di ogni distinzione tra francesi ’di originè e quelli che hanno acquisito da poco la nazionalità». «Due settimane dopo le violenze di Grenoble e a Saint Aignan (tra gendarmi e Rom) – spiega il giornale – Sarkozy supera una tappa ulteriore nella sua politica di repressione». «Grenoble è uguale a Chicago. E al Capone è uguale a Sarkozy»: con questo slogan hanno invece manifestato sempre a Grenoble alcune centinaia di persone, che hanno risposto all’appello di una ventina di organizzazioni tra cui la Lega dei diritti umani, e partiti politici tra cui comunisti e Verdi. Da parte sua, il Partito socialista, principale forza all’opposizione, ha definito le parole di Sarkozy come «particolarmente gravi».