Studenti del Sud più bravi del Nord, la verità è che esistono due stili di vita diversi legati ad esigenze diverse.

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Dobbiamo riconoscere, come storia antica e moderna insegnano, che dal sud-italia provengono “menti” famose ed affermate in tutto il mondo. Nulla togliendo ai meriti e alle virtù che provengono dalle scuole del nord. E’ un dato di fatto che in settentrione c’è sempre stato più lavoro e, levati coloro i quali siano “le proprietà”, la maggiornanza delle persone andava in fabbrica a lavorare, oggi invece è diverso, anche al nord i ragazzi studiano e si contraddistinguono. In meridione c’è una tradizione diversa, sono le famiglie stesse a fare qualsiasi sacrificio affinchè i figli “diventino qualcuno”, sta di fatto però che gli studi “meridionali” durano fino a trent’anni… ma è come la “coperta corta”, se si devono raggiungere determinati risultati sono necessari tempo ed impegno. Al nord si è più concreti, si studia e si lavora spesso contemporaneamente, maturando più esperienza “sul campo di battaglia” ma non si possono pretendere, nella maggior parte dei casi, ed il ragionamento è sempre basato su “linea di massima”, quindi generalizzato, “posti di rilievo” che spesso sono occupati da gente del sud. Non vogliamo scatenare una polemica a riguardo in quanto le due realtà si compensano adeguatamene da decenni ma, i dati riportati sotto, sono solo una conferma di quanto avviene da sempre.  

Con la maturità appena trascorsa, gli studenti del Sud si confermano più bravi di quelli del Nord. In base ai dati elaborati dal Ministero dell’ Istruzione, in tutto i diplomati italiani con 100 e lode sono 4.037 e la metà risultano essere quelli del Sud. La Puglia risulta al primo posto, con 631 diplomati col massimo dei voti. In percentuale c’è la Calabria, con il 2,1 % ( sul totale). In Lombardia sono 256 (0,5%). In nessuna scuola del Veneto, Piemonte e Friuli-Venezia sono state assegnate più di otto lodi. Le polemiche, che ovviamente non mancano, in questo caso riguarderebbe il fatto che gli insegnanti del Nord sarebbero più esigenti e severi dei colleghi del Sud?  Staremo a vedere se, in futuro, questa tendenza proseguirà, come sta già accadendo da qualche anno a questa parte. “La realtà è che abbiamo la completa anarchia nelle scuole, le famiglie giovani stanno poco dietro ai figli e tutto è permesso, ci scontriamo con episodi di bullismo dentro le classi ed abbiamo le mani legate, tutti pronti a denunciare noi insegnanti e nessuno che redarguisce gli studenti da raddrizzare anche con vecchi metodi. Ragion per cui hanno man forte, meno male che esistono ancora studenti modello che gratificano i nostri sforzi concedendoci soddisfazione e necessariamente stimolando la nostra vocazione all’insegnamento”, spiega Carlo,  professore novarese, impiegato presto un istituto di scuola superiore. “Qui al sud le cose sono cambiate molto”, afferma Aldo, professore di topografia presso un Istituto Tecnico per Geometri del sud, “non abbiamo più gli studenti di una volta e i nuovi genitori non sono intransigenti come quelli che seguivano i figli già quindici anni fa, c’è stato un cambiamento generezionale esagerato, differente dagli stessi dei decenni precedenti ma ancora riusciamo a portare avanti gli studenti in modo da rimanere sempre noi, alla base di tutto, coloro i quali curano le cose. Molti padri e madri, incapaci di controllare i propri figli, chiedono a noi di farlo talvolta esortando allo “schiaffone” che, “se ci vuole, ci vuole e non si preoccupi professore”, riusciamo così ad isolare le mele marce facendo si che non infettino il resto della classe. Abbiamo  comunque molti studenti validi che, ancora alla vecchia maniera si sanno proporre e riescono anche ad approfondire gli argomenti cimentandosi dentro quasi con la maturità di studenti universitari”.