Taglio agli stipendi dei parlamentari, solo il 10%, VERGOGNA!

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Anche i parlamentari fanno i conti con la crisi. L’operazione austerity, imposta dalla manovra, prevede un taglio del 10% agli stipendi di deputati e senatori. Ma è guerra di cifre. L’ipotesi messa a punto dai questori di Camera e Senato riguarda solo una delle voci della busta paga, l’indennità, che a Montecitorio ammonta a 5.486,58 euro netti al mese: l’alleggerimento del cedolino dei parlamentari sarebbe dunque di 550 euro. Troppo poco, per il presidente della Camera Gianfranco Fini. Perchè con extra, diarie e rimborsi vari, lo stipendio reale degli onorevoli arriva a circa 21mila euro lordi, ed è dunque su questa cifra che, secondo Fini, deve essere calcolata la riduzione, così da togliere ai deputati circa 2 mila euro lordi al mese (per la precisione 2127). «Il taglio deve ammontare al dieci per cento di tutto lo stipendio e non solo di una parte, se no non è del dieci per cento», osserva Fini con rigore matematico.

«Quando si chiedono comportamenti virtuosi, i parlamentari hanno il dovere di assumerne di analoghi», è la posizione del presidente della Camera, che passa ora la palla agli uffici di Presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama. La prima riunione, alla Camera, è già stata convocata per il 27 luglio. L’auspicio del presidente del Senato, Renato Schifani, è di rendere effettivo il taglio, il secondo in quattro anni dopo quello del 2006, «entro l’estate». Sotto la scure finiranno anche i superstipendi dei dipendenti di Camera e Senato, ai quali sarà applicato un taglio che andrà dal 5% al 10% , oltre al blocco triennale dei meccanismi di adeguamento automatico degli stipendi e all’innalzamento a 60 anni per le pensioni di anzianità. Addio vecchi privilegi, o quasi. Se, come sembra, i tagli diventeranno operativi, il 15 del mese – giorno di paga a Montecitorio e Palazzo Madama – il portafogli dei parlamentari sarà meno gonfio. Di quanto, però, è ancora da stabilire.

«Spero che traspaia, nell’opinione pubblica, che il Parlamento vuole essere di esempio in questo momento difficile per l’economia», sottolinea Fini, che durante la cerimonia del Ventaglio, il saluto tra parlamentari e giornalisti prima della pausa estiva, ha formulato la sua proposta. «È doveroso essere in sintonia con i sacrifici chiesti al Paese», aggiunge il presidente della Camera. I parlamentari, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, si dicono d’accordo. Il taglio è «doveroso» per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, ma anche per molti esponenti del Pd e del Pdl. Vorrebbe di più Antonio Di Pietro che chiede di dimezzare tanto gli stipendi quanto il numero dei parlamentari.