Teatro Coccia, Novara_appuntamenti 1 – 5 febbraio: esposizione, incontri, NANCY BRILLI e Operitivo con DONNA DI VELENI

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“A che servono gli uomini” è una commedia musicale scritta da Jaja Fiastri, commediografa di successo e storica collaboratrice della premiata ditta “Garinei e Giovannini” con la quale firma, tra gli altri, “Aggiungi un posto a tavola”, “Alleluja brava gente” e “Taxi a due piazze”.

Nel 1988, anno della prima messa in scena della commedia, la protagonista venne interpretata da Ombretta Colli, e suo marito Giorgio Gaber preparò per lo spettacolo una colonna sonora ricca di ritmi, originalità, brani belli e semplici che arrivano subito all’orecchio e rimangono nella testa degli spettatori.

La protagonista di questo nuovo allestimento sarà Nancy Brilli, attrice di gran talento, che interpreterà Teodolinda, Teo per gli amici, una donna in carriera stufa del genere maschile, che si definisce soddisfatta della sua vita da single ma rimpiange di non aver mai avuto un figlio.

Un giorno scoprirà che il suo vicino di casa (un giovane imbranato con le donne) lavora presso un istituto di ricerche genetiche dove si pratica l’inseminazione artificiale. Con il pretesto di una visita all’istituto, Teo ruberà la provetta numero 119, riuscendo a diventare madre senza avere i fastidi di un rapporto con l’altro sesso, che finora si è rivelato solo fonte di delusioni. Durante la gravidanza, spinta dalla curiosità, cercherà però in tutti i modi di conoscere il nome del donatore, e con uno stratagemma riuscirà a scoprirlo. Ed ecco il colpo di scena! L’uomo è Osvaldo, quarantenne che vive ancora con la madre, dai modi rozzi e con una grande considerazione di sé stesso. La scoperta innescherà una serie di situazioni comiche e offrirà numerosi spunti di riflessione sul ruolo attuale della donna, sempre più emancipata ma in costante conflitto con i dogmi della società civile.

NOTE DI REGIA DI LINA WERTMÜLLER

A dispetto del titolo, questa non è una commedia femminista. Adattata dalla pièce scritta negli anni ’80 da Jaja Fiastri, A che servono gli uomini è più attuale che mai, toccando un tema caro a molte donne sole: il desiderio di avere un figlio. Con leggerezza, ironia, equivoci e tante risate, la commedia racconta l’avventura di una donna determinata, che ritiene di poter vivere felicemente sola e che decide, prima che sia troppo tardi, di mettere al mondo un figlio, sfruttando le possibilità della fecondazione artificiale. Ma è proprio la gravidanza a mettere Teo – la protagonista interpretata dalla brava e spiritosa Nancy Brilli – di fronte alla sua solitudine e a mettere in discussione la sua visione del mondo.

Nata nella tradizione a me molto cara del teatro di Garinei & Giovannini, A che servono gli uomini sarà per me come un ritorno a casa, agli anni in cui muovevo i miei primi passi nel mondo dello spettacolo, sotto le ali leggere e musicali dello storico duo. Ed è anche un affettuoso omaggio a chi dopo di me è stata al loro fianco, e al grande musicista Giorgio Gaber, autore delle canzoni.

Diceva il grande Pietro Garinei che se Jaja Fiastri fosse nata in America sarebbe stata una Lillian Hellmann, o una Nora Ephron. In realtà qui da noi ha dovuto lottare per veder riconosciuto il suo reale valore, per vedere il suo nome al posto giusto. Da grande commediografa è stata capace di utilizzare la leggerezza come qualità fondamentale, come risposta alla crisi di cui tutti siamo testimoni, un modo talentuoso per trovare la forza di modificare la realtà. Un autore immenso come Calvino sosteneva nelle sue Lezioni americane che “La leggerezza si associa con la precisione e la determinazione, la vivacità e l’intelligenza sfuggono alla condanna della pesantezza”. Nulla può trovarmi più d’accordo. Fortunatamente non ho il complesso della ponderosità, piuttosto ho il mito dell’intelligente ironia, e ne vado continuamente in cerca per i miei spettacoli. Avevo 23 anni quando Iaia terminò questo testo, unico per il quale Giorgio Gaber abbia scritto le musiche, e mi ha continuato a chiedere, nel tempo, di portarlo in scena. Lo faccio ora. Questa non è solo una commedia, è un atto d’amore. Nancy Brilli.

Secondo appuntamento 1 febbraio, ore 16

  Prosegue la collaborazione tra il Teatro Coccia e il Conservatorio G. Cantelli di Novara.

Sabato 1 febbraio alle 16 un nuovo appuntamento …due passi dal Coccia, introduzione ai Concerti del Cantelli Stagione 2019/2020.

Nel foyer del Teatro Coccia il concerto Il grande Ludwig e l’allievo Ferdinand (Sandro Tognatti clarinetto, Gaetano Nasillo violoncello, Alessandro Marangoni pianoforte), in programma alle 17 nell’Auditorium del Conservatorio, sarà presentato dal Maestro Niccolò Pala.

Secondo omaggio dei Concerti del Conservatorio a Beethoven, nel 250° anniversario dalla sua nascita. In apertura il Trio op.11 (1796-98) che include il clarinetto e si pone quale hommage alle maniere mozartiane (il modello è il Trio ‘dei birilli’): un garbato Allegro, un delicato

Adagio e brillanti Variazioni sul terzetto Pria ch’io l’impegno dall’opera L’amore marinaro di Joseph Weigl, forse suggerito dal clarinettista Josef Beer.

Per il medesimo organico il Grand Trio di Ferdinand Ries che di Beethoven fu allievo pur dotato, ma non geniale. Si ascolta poi anche la Sonata op. 69 (1807-08), la terza che il musicista di Bonn dedicò a violoncello e pianoforte. Pagina ricolma di lirismo, «di luminosa e calda bellezza e di lieto, ma non superficiale ottimismo» che un’aneddotica spicciola vorrebbe connessa all’infatuazione per l’avvenente, giovanissima e colta Marie Therese Malfatti.

Gli appuntamenti …due passi dal Coccia sono coordinati dal direttore del Conservatorio Roberto Politi con la docente Alessandra Aina, in collaborazione con Fondazione Teatro Coccia e si inseriscono nel programma di Coccia allo Specchio.

Prossimo appuntamento sabato 21 marzo 2020.

Ingresso libero e gratuito.

In attesa dello spettacolo musicale Favole al Telefono, in programma nel cartellone Famiglia, domenica 9 febbraio alle 16, il Teatro Coccia in collaborazione con la Società Fotografica Novarese allestisce una esposizione di scatti dedicata a Gianni Rodari, in particola modo alla poesia Girotondo in tutto il mondo. I 40 scatti fanno parte della mostra collettiva Volti e Gesti, nell’ambito del Progetto: l’Uomo, la Terra, l’Ambiente: un percorso fra realtà e poesia, inaugurata nel 2018: i soci SFN interpretano, con le loro immagini, le poesie di Gianni Rodari. Ingresso libero, negli orari di apertura della biglietteria del Teatro. L’esposizione è patrocinata da 100Rodari, eventi dedicati al centenario dalla nascita del grande scrittore originario di Omegna.

Facole al Telefono in scena al Teatro Coccia è una favola musicale per bambini e non solo… tratta dai racconti di Gianni Rodari, regia Raffaele Latagliata, drammaturgia Pino Costalunga, musiche originali del maestro Valentino Corvino. Biglietti dai 10,00 ai 20,00 euro. L’esposizione si inserisce nel programma di Coccia allo Specchio.

Prossimo appuntamento sabato 21 marzo 2020.

In attesa dell’opera contemporanea Donna di Veleni di Marco Podda, in scena venerdì 14 e domenica 16 febbraio 2020 al Teatro Coccia, nuovo appuntamento con l’Operitivo in collaborazione con Cannavacciuolo Café & Bistrot.

Martedì 5 febbraio alle ore 19 nel foyer del teatro, il cast creativo e artistico di Donna di Veleni incontreranno il pubblico, e i protagonisti dell’opera interpreteranno alcune delle arie di questa nuova commissione prodotta dal Teatro Coccia.

L’Erborista sarà il cocktail proposto da Maurizio Sironi per Cannavacciuolo Café & Bistrot, studiato appositamente sui colori, sapori e le atmosfere dell’opera.

Ingresso con biglietto 10,00 euro, acquistabile presso la biglietteria del teatro e su www.fondazioneteatrococcia.it

Operitivo si inserisce nel programma delle attività Coccia allo specchio, ossia le occasioni in cui il Teatro Coccia esce dal suo ruolo canonico e crea con la città, e non solo, un nuovo legame.

Donna di Veleni è una storia contemporanea che affonda le sue radici nel mondo popolare e nella Sicilia barocca. Un triangolo amoroso su cui domina una imponente figura femminile, sorta di grande madre e Acabadora, che guida i destini di vita, amore e morte. Un libretto lirico poetico che prende spunto a sua volta da antichi strabotti e ottave popolari. Infine il teatro d’ombre che racconta il mondo ora oscuro ora onirico che regge il meccanismo dell’opera.

 La musica è di Marco Podda, libretto di Emilio Jona, direttore Vittorio Parisi, regia Alberto Jona. Immaginario visivo a cura di Cora De Maria e Jenaro Meléndrez Chas, scenografia Alice Delorenzi, sagome originali Cora De Maria.

In buca la Dèdalo Ensemble, il Coro è il San Gregorio Magno ed è coinvolto anche il Coro delle voci bianche del Teatro Coccia.

Donna di Veleni è una coproduzione Fondazione Teatro Coccia con Controluce Teatro d’Ombre.