Un Novara pessimo perde anche contro il Bari. Squadra sommersa di fischi. Debutto di Jacopo Manconi.

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by Simone Balocco

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Seconda sconfitta consecutiva casalinga per il Novara, la numero 8 stagionale, la terza da quando Alessandro Calori si è seduto sulla panchina degli Azzurri. Agli ospiti, come i novaresi in lotta per allontanarsi dalla pericolante zona playout, basta un gol di Sciaudone di testa per dare tre punti d’oro alla sua squadra. Ed è l’ennesimo gol su palla inattiva, un problema che a Novara “dura” fin dai tempi del “primo” Tesser. Ma questa volta questa rete è stata pesante, perchè i galletti escono (a oggi) dalla zona playout, mentre il Novara disputerebbe la “finale” contro il Cittadella, sconfitto in casa dalla Virtus Lanciano.

Bisogna anche dire che Calori ha messo in campo un’altro Novara in emergenza, in quanto Faragò non ha giocato causa squalifica (non avendo giocato giovedì oggi era la prima partita utile dove scontare il turno), Pesce ha iniziato in panchina, come Lazzari, mentre erano assenti per infortunio Perticone e Rubino. Non sono stati neanche convocati Rigoni, Mori e Iemmello.

Il tecnico aretino ha messo in campo il solito 3-5-2 con Kosicky tra i pali, il debutto dal primo minuto di Francesco Vicari a destra, capitan “Charly” Ludi in mezzo e a sinistra Alessandro Bastrini, Marianini e Salviato esterni di centrocampo, in mezzo Buzzegoli e Parravicini, Lepiller trequartista dietro Comi e Gonzalez. Mister Alberti ha schierato invece Guarna in porta, difesa con Sabelli-Polenta-Chiosa-Calderoni, centrocampo con il match winner Sciadone, Romizi, Defendi e Galano, davanti Fedato e Joao Silva. Arbitro dell’incontro il veneto Chiffi. Sugli spalti massimo stagionale con quasi 6mila spettatori, frutto anche della promozione delle due partite casalinghe sotto le festività. Molti tifosi sono entrati a partita già iniziata in quanto al botteghino già un’ora prima del match si era formata una lunga coda, aumentata vistosamente con il passare dei minuti. Dalla Puglia, una trentina di tifosi, ma anche baresi trapiantati in città. Prima del calcio d’inizio, la donazione di un assegno da mille euro dato da Daniele Buzzegoli alla direttrice dell’associazione dei genitori con figli affetti da autismo (ANGSA), frutto di due raccolte fondi in due cene natalizie diverse tenutesi a Novarello prima di Natale da parte del “Coordinamento Cuore Azzurro” e dagli sponsor.

Al 5′ Gonzalez si invola sulla destra mettendo in mezzo una palla che però nessun compagno sfrutta. Al 12′ si fa vedere Comi, ma la sua conclusione non impensierisce la difesa biancorossa. Al 13′, giusto un giro di lancette dopo l’azione novarese, è Galano ad impensierire Kosicky, ma il lungo portiere slovacco “scaccia via” con i pugni.

E’ ancora il Bari a rendersi pericoloso con Fedato che prende un bel pallone calciato da Sabelli, ma Ludi intercetta la conclusione del bomber del Bari. Ancora Bari con Joao Silva, ma Kosicky interviene ancora in uscita. Novara fuori dal gioco e Bari più coraggioso in avanti.

Al 24′ Buzzegoli tira dalla sinistra, Guarna non para ma devia e sulla ribattuta anticipa Comi. Al 26′ Comi ci prova addirittura in rovesciata e sulla ribattuta arriva di gran carriera Salviato, ma la sua conclusione è deviata da Guarna in angolo.

Alla mezz’ora punizione di Galano, fuori di poco. Tre minuti dopo Gonzalez prende palla nella trequarti azzurra, supera tre giocatori ma appena varcata la “lunetta” del centrocampo barese viene atterrato fallosamente da Romizi, che si prende anche un “giallo”. Al 40′ bel tiro da fuori area di Lepiller, ma Guarna para con sicurezza.

Il primo tempo di conclude con due minuti di recupero ed un’azione di Galano interrotta da Kosicky, ancora una volta il migliore in campo dei suoi.

La ripresa vede subito un cambio: fuori Salviato, dentro Pesce. Non cambia nulla a livello tattico, ma Calori conta sulla buona vena del 23 laziale, anche se l’ex livornese da quando gioca a sinistra sembra più a suo agio rispetto alla fascia destra.

La seconda frazione vede il Bari attaccare sotto la curva Sud, dove sono assiepati i propri tifosi e gli ospiti iniziano già al 50′ procurandosi un corner sulla sinistra con Galano. Come al solito, da questi ultimi anni a questa parte, arriva sempre il gol da palla inattiva: tiro, Sciaudone salta anticipando Bastrini ed insacca. Gol del Bari, gelo sul “Piola”, tutto da rifare per i ragazzi di Calori, che subiscono la 28a rete stagionale in appena 20 partite.

La partita cambia: il Novara prova in tutti i modi a cercare il pareggio, ma la confusione tattica (e tecnica) è disarmante contro un avversario che come gli Azzurri occupa i bassifondi della classifica. I tifosi iniziano a urlare contro la dirigenza ed alcuni giocatori, mentre la curva Nord non vuole la retrocessione in serie C.

Al 63′ dopo l’ennesima palla persa, Calori decide di togliere un’evanescente (e fuori forma) Comi per fare spazio al baby Jacopo Manconi, classe 1995, al debutto tra i professionisti. L’uscita del giovane torinese è accompagnata da una bordata di fischi, che ricorda molte le uscite dal campo, a ridosso del calciomercato, di Meggiorini e Piovaccari, poi ceduti.

Manconi non ha nulla da perdere e fa vedere tanta corsa e tanto impegno, solo che la difesa barese si chiude non lasciando spazio a nessuna sua conclusione, come a nessun altro tentativo dei compagni.

L’ultimo quarto d’ora di gioco regala alcune conclusioni da entrambe le parti, ma il risultato non cambia. E’ Lepiller a creare i maggiori grattacapi a Guarna, ma entrambe le conclusioni non cambiano lo score.

Dopo tre minuti, tutti negli spogliatoi. Animi differenti: baresi in festa sotto lo spicchio di curva Sud, fischi ed insulti (pesanti) da parte dei tifosi del Novara ai giocatori al ritorno negli spogliatoi ma anche alla dirigenza.

Il girone di andata si chiuderà per il Novara il 19 gennaio con il recupero di Varese, non disputato il giorno di santo Stefano causa pioggia battente sull'”Ossola” e relativa impraticabilità del campo. In 20 partite il Novara ha vinto 4 partite, di cui una sola in trasferta, pareggiatone 8 e perse altrettante, per un totale di 18 reti segnate e 28 subite. Top scorer, Raffaele Rubino con appena 5 reti, seguito da Gonzalez con 4.

Ora il rompete-le-righe e già dal 1° gennaio Fabrizio Larini dovrà fare i “miracoli” per cercare di prendere giocatori che possano far rimprendere la marcia al Novara, ma avrà anche il compito di piazzare diversi colpi in uscita.

Sarà difficile fare come lo scorso mercato invernale, ma Larini si pensa che grazie ai suoi “agganci” e alla sua professionalità sia in grado di tirare fuori il Novara da un deludentissimo quart’ultimo posto.