Un partito interclassista, capace di rappresentare ceto medio e borghesia «messi in ginocchio dalla politica prima del governo Monti poi del governo Letta»

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1779510_697174356971217_1566780380_nUn partito con un classe dirigente costituita prevalentemente di amministratori e capace di interloquire con le associazioni di categoria e le forze produttive. Così si è aperta la prima convention di Forza Italia della provincia di Novara, sabato 25 gennaio, ad Arona, alla Sala Convegni dell’Hotel Concorde in cui l’ingegnere Diego Sozzani raccoglie i frutti del lavoro svolto con zelo grazie ai progetti realizzati che gli hanno dato grandi e meritate soddisfazioni ricevendo l’incarico di coordinatore provinciale di Forza Italia. Per l’occasione, accanto al Presidente della Provincia, il Coordinatore Regionale di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin e il responsabile degli Enti Locali Osvaldo Napoli insieme ad amministratori, amici e tantissimi giovani per fare il punto della situazione e insieme guardare avanti al futuro, alle prossime scadenze elettorali, all’importante cambiamento che stanno vivendo le istituzioni e al ruolo che andranno a svolgere i Comuni in un futuro ormai, più che prossimo, imminente. Il coordinatore Regionale del Partito ha annunciato quello che può esser definito il primo congresso provinciale del movimento che fa riferimento a Berlusconi, l’assegnazione dell’incarico a Sozzani. Altro che rottamare Forza Italia, un vero e proprio rilancio.

Un «un attacco a tre punte» quello che hanno in mente i rappresentanti del giovanile di Forza Italia: Francesca Riga, coordinatrice provinciale del giovanile di Forza Italia ed il vice coordinatore Federico Mazzaron, che puntano sull’ informazione e sul web, i club («l’obiettivo è 12 mila entro pochi mesi»), le «sentinelle» ed il partito strutturato che “si deve rinnovare e aprire alla società” .

“Noi siamo nella stessa squadra –inizia l’intervento Riga- abbiamo costruito molto bene insieme in questi anni e abbiamo una classe dirigente capace, altrimenti non si spiega perché la Provincia di Novara ha sempre ottenuto risultati lusinghieri e riscontra ancora un buon successo, il che vuol dire che questo è fondamentalmente merito dei nostri amministratori, della nostra classe dirigente, che in qualche modo ha dimostrato che i nostri uomini sul territorio sono in assoluta consonanza con i valori che portiamo avanti”.

“Questo incontro è stato un modo per confrontarci con altri amici, come occasione di comune riflessione e di meditazione e avevo suggerito la scelta di un luogo che ci consentisse di stare insieme per un po’ di tempo per sentire cosa ognuno ha dentro e vuole tirare fuori. Ritengo sia stato utile confrontarci, capirci e decidere insieme come è meglio atteggiarci per il nostro futuro”. A confermare le parole della collaborazione con tanti altri giovani creando una vera e proprio rete c’è stata infatti la presenza di 50 ragazzi (escludendo i ragazzi di Novara) provenienti da varie città (Torino, Alessandria, Vercelli, Biella…) “Andiamo avanti perchè percepisco la spinta positiva che ancora oggi cova nel territorio. Il potenziale c’è. Dobbiamo formare l’esercito e gli elementi ci sono. Siamo abituati a meccanismi che ci bloccano, ma noi dobbiamo riconquistare la fiducia delle persone. Abbiamo voluto cercare le grandi idee, ma la politica ha voluto stupire dimenticando l’ordinario, il normale. L’anno che viene dovrà parlare su queste corde. La politica deve tornare a parlare la lingua della semplicità. Noi lavoriamo per chi vuole avere qualcosa in cui credere e identificarsi”. “Il partito- continua Federico Mazzaron- si deve dedicare nelle scuole e battersi per la trasparenza amministrativa. Forza Italia dovrà essere come una buona famiglia che sa formare l’individuo. La società va migliorata nel suo complesso. Il nuovo politico dovrà avere caratteristiche precise: la capacità tecnica la puoi acquisire, ma la trasparenza deve essere dote di ognuno di noi fin da subito. Si deve ripartire dagli stati generali, occasione per fissare punti fermi comuni su cui costruire l’opera politica, un progetto che ridia fiducia alle persone. Andiamo avanti perchè percepisco la spinta positiva che ancora oggi cova nel territorio. Il potenziale c’è. Dobbiamo formare l’esercito e gli elementi ci sono. Siamo abituati a meccanismi che ci bloccano, ma noi dobbiamo riconquistare la fiducia delle persone. Abbiamo voluto cercare le grandi idee, ma la politica ha voluto stupire dimenticando l’ordinario, il normale. L’anno che viene dovrà parlare su queste corde. La politica deve tornare a parlare la lingua della semplicità. Noi lavoriamo per chi vuole avere qualcosa in cui credere e identificarsi”.