UNA “PILLOLA” DI CARLO MIGLIAVACCA

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Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

NON C’È CHE DIRE. Dalle fallimentari tre “i” di Berlusconi: IMPRESA, INGLESE, INTERNET, siamo passati ai tre principi che Mario Monti ha indicato quali pilastri per le scelte di politica economica: RIGORE, EQUITÀ, CRESCITA;  nelle manovre varate dal suo governo c’è MOLTO RIGORE, forse troppo, POCA EQUITÀ e, soprattutto, NIENTE CRESCITA.

Il rapporto Censis, invece, ci indica con fredda chiarezza che gli italiani per sopravvivere devono applicare le tre “R”: RISPARMIO, RINUNCIA E RINVIO.

Scrive Giovanni Tagliapietra: “Oggi gli italiani sono rintanati nella buca, aspettando che la tempesta passi. Sono geniali, fantasiosi, resistenti, gli italiani. Si ingegnano. È la cosa nella quale riescono meglio. Hanno imparato ad interpretare i segnali anche senza essere esperti di politica e di finanza. Nasce un’Italia parallela, tutt’altro che solidale, che prescinde dalle regole del mercato e spesso della convivenza civile. Perché anni strani come quelli che abbiamo vissuto hanno imbarbarito un po’ tutti. I politici, la nomenklatura, non hanno saputo interpretare questa lenta mutazione genetica. E adesso si guardano intorno smarriti, ma ancora aggrappati ai loro privilegi. Per loro le tre “erre” non hanno significato compiuto. Ed è un errore. Inutile farsi illusioni, non capiranno. Gli italiani intanto non spendono, rinunciano a tutto quello che non è indispensabile, vitale, rinviano tutto quello che si può rinviare. Aspettano gli eventi, sanno che dopo aver toccato il fondo comincerà la risalita. Ma non per tutti”.