Undici momenti da ricordare del Novara 2018/2019

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di Simone Balocco

 

Con il pareggio del “Città di Arezzo” dello scorso 15 maggio, si è conclusa la stagione sportiva del Novara: un amaro pareggio 2-2 in rimonta che ha estromesso la squadra di William Viali dall’accesso alla fase nazionale play off e proseguire, in questo modo, la stagione. Un 2-2 che, in virtù della miglior classifica della squadra amaranto in regular season, ha spedito la squadra di dal Canto a giocarsi la fase nazionale: nella prima partita, gli amaranto hanno estromesso dalla corsa la Viterbese Castrense, detentrice della Coppa Italia di Serie C, (3-0; 0-2), mentre nella seconda hanno affrontato il Pisa in un derby toscano fratricida che ha visto Cutolo e compagni perdere sia l’andata (3-2) sia il ritorno (0-1) contro i nerazzurri che, in finale, per la promozione in Serie B, se la vedranno con la Triestina dell’ex azzurro Pablo Granoche. L’altra finale sarà, invece, Piacenza-Catania. Due di queste quattro squadre si aggiungeranno a Virtus Entella, Pordenone e JuveStabia, vincitrici dei rispettivi gironi.

Tornando al match in terra aretina, gli azzurri, dopo il miracolo di Siena della domenica precedente, hanno cercato la clamorosa rimonta (da 2-0 a 2-2 tra il minuto 72 e 83 del secondo tempo), ma non ce l’hanno fatta: Novara casa, Arezzo avanti.

E’ terminata cosi la stagione sportiva della squadra azzurra. Una stagione per nulla esaltante che ha visto l’undici novarese, partito tra i favori del pronostico per un ritorno immediato in Serie B, disputare un campionato davvero anonimo, chiudendo la regular season addirittura al nono posto a 24 punti dalla Virtus Entella. Ed il sussulto contro le due squadre toscane (fuori casa) non è bastato a lasciare i tifosi con l’amaro in bocca, sostenendo che se il Novara avesse giocato tutta la stagione come gli ultimi 180 minuti in terra toscana, la classifica sarebbe stata migliore come migliore sarebbe stata anche la posizione nella griglia play off).

Un campionato strano quello disputato da Cacia e compagni: senza squilli, con poche reti segnate (47, di cui quarantaquattro in campionato, settimo attacco del girone), tante sconfitte (nove, di cui ben sei in casa) e una serie di pareggi che hanno tenuto a galla la squadra (otto su diciassette in rimonta) facendo scivolare in classifica gli azzurri. Un campionato che ha visto il 19 febbraio l’esonero di Viali per poi rivederlo tornare per i play off contro la Robur Siena, dopo le dieci partite della gestione Sannino. Neanche il tecnico di Ottaviano è riuscito a risollevare la squadra, non solo in classifica, ma anche nel morale: pesano come macigni (tra le altre) le tre sconfitte contro due squadre promosse dalla Serie D (Pro Patria due volte, Albissola in casa) e gli 0 punti contro Cuneo (prima volta vittorioso nella sua storia a Novara), Alessandria (che non vinceva a Novara da diciotto anni) e Pisa all’ultima giornata, con una prova davvero sotto tono con gli azzurri autori di una partita incolore e brutta, tanto che il giorno dopo lo stesso Sannino, con grandissima sorpresa di tutti, è stato esonerato. Sannino, tecnico preparato e con anni di esperienza alle spalle, non è riuscito a dare quel quid necessario alla squadra. Per la serie: quando non gira, non gira.

La squadra si troverà (presumibilmente) ad inizio luglio per ricominciare la nuova stagione, la 19a nella terza serie nazionale nei suoi prossimi 111 anni di storia. I giocatori in prestito torneranno alla “casa madre”, altri verranno ceduti e altri arriveranno per rinforzare la squadra. Sperando che la nuova stagione sia migliore delle ultime due, il peggior biennio della gestione de Salvo. I tifosi sono curiosi di sapere chi sarà il nuovo direttore generale (che dovrebbe vedere la riconferma di Roberto Nespoli), il nuovo direttore sportivo e, soprattutto, il nuovo allenatore.

Nonostante la deludente stagione, ci sono stati momenti che possono essere ricordati con piacere. Quali? Eccoli.

Il debutto di ben sette giocatori del settore giovanile in prima squadra

Il 5 maggio 2018 la formazione Primavera del Novara Calcio aveva vinto il campionato di “Primavera 2”: un successo forse inaspettato, ma che andava a premiare tutto ciò che di buono il Novara aveva fatto per il suo settore giovanile in questi ultimi dieci anni. La squadra allenata da Giacomo Gattuso la stagione successiva avrebbe giocato nel campionato di “Primavera 1”, ovvero contro i pari età delle formazioni di Serie A, quindi con un livello tecnico superiore (e maggiore visibilità). “Avrebbe”, perché la Primavera azzurra non ha mai preso parte a quel campionato perché il 18 maggio successivo la prima squadra, perdendo contro la Virtus Entella all’ultima giornata di campionato, retrocesse in Serie C e, visto che in terza serie non sono previste le formazioni “Primavera” ma le “Berretti”, ecco quindi una vittoria inutile e tanto lavoro sprecato.

Questa stagione la squadra “Berretti” azzurra, allenata sempre da Jack Gattuso, ha chiuso la regular season al terzo posto nel suo girone, spingendosi fino alle semifinali della fase nazionale superando prima il Gubbio negli ottavi e poi la Feralpi Salò nei quarti, con una grande rimonta sui bresciani (4-1) dopo la sconfitta dell’andata. Purtroppo il cammino di Bellich e compagni si è fermato “alla penultima curva” contro la Virtus Entella, vittoriosa sia a Novarello (2-3) sia a Chiavari (4-3). Un grosso peccato perché la finale nazionale della “Berretti” si disputerà a Novarello domani mattina e vedrà i liguri affrontare la Ternana.

Nella sua storia ultracentenaria, il Novara ha vinto tre volte il campionato “Berretti” riservato alle formazioni di Serie C: nelle stagioni 1969/1970, 2009/2010 e 2014/2015, con la prima squadra promossa in Serie B.

Eppure il risultato della “Primavera 2” non è stato tutto da buttare, perché in estate ben nove giocatori di quella rosa erano stati promossi in prima squadra: Matteo Stoppa, Filippo Maricchi (in prestito dalla Juventus, ma lo scorso anno in “Primavera 2” azzurra), Davide Bove, Filippo Nardi, Nicolas Fonseca, Niccolò Vai, Nigel Bryan Kieremateng, Andrei Cordea e Marco Bellich, tornato a gennaio al Novara dopo sei mesi al Genoa. Tutti loro hanno avuto spazio quest’anno sul rettangolo di gioco. Di questi, solo Stoppa e Nardi avevano già giocato scampoli di partita in Serie B con mister Boscaglia (Nardi aveva debuttato il 6 maggio 2017 a Cesena; Stoppa dodici giorni dopo a Carpi).

Hanno giocato per la prima volta tra i professionisti Maricchi (debutto contro la Carrarese), Bove (nel match di Coppa Italia di Perugia), Fonseca (contro la Virtus Entella a Chiavari); Vai e Kyeremateng (ad Alessandria); Cordea (in casa contro l’Olbia) e Bellich in Coppa Italia di Serie C il 30 gennaio a Monza. Oltre a Jacopo Manconi, Nicolas Schiavi e Paolo Migliavacca, anche loro ai tempi usciti dalla Primavera azzurra (anche se quest’ultimo, terzino destro classe 1996, in tutta la stagione, ha giocato solo 56 minuti in Coppa Italia di Serie C contro il Monza e dal 1° luglio non sarà più un giocatore del Novara, come lo stesso Manconi).

Di questi, Davide Bove è stato quello che in stagione ha giocato di più, scendendo in campo 37 volte, di cui trentatre volte da titolare.

Sia Viali sia Sannino, hanno poi convocato altri due elementi della squadra “Berretti” in prima squadra, vale a dire il portiere Giacomo Drago ed il difensore Emmanuel Agyemang. Contro l’Olbia, nel match del Giovedì santo (18 aprile), Beppe Sannino ha convocato un altro giocatore del settore giovanile, la punta della “Berretti” Marco Zunno, autore di otto reti in regular season.

Per l’ultimo match casalingo contro la Robur Siena del 27 aprile , Sannino ha stabilito (forse) un record: convocando e mandando in panchina il classe 2002 Luca Ferrara, il Novara ha convocato complessivamente cinque portieri durante il corso del campionato (dopo di Gregorio, Benedettini, Maricchi e Drago). Anche del “portierino” ex Como si dice un gran bene e vedremo il prossimo campionato se riuscirà a ritagliarsi dello spazio in prima squadra (vista l’età, qualche convocazione in più), così come Zunno. E chissà magari quanti altri della squadra di Gattuso che ha perso di misura contro i pari età della Virtus Entella.

La “linea verde” del Novara, dalla stagione 2011/2012 in poi, ha visto debuttare in prima squadra, complessivamente ventisei giocatori. Di questi, uno ha disputato lo scorso Mondiale in Russia (Bruno Fernandes) e tre militano attualmente in Serie A (Paolo Faragò nel Cagliari; Francesco Vicari e Lorenzo Dickmann nella Spal). Vicari, in aggiunta, è stato convocato dal Commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, per uno stage a Coverciano. Per non parlare di Lorenzo Montipò, la scorsa estate passato al Benevento in Serie B e capace di ritagliarsi anche 30 partite nella stagione appena conclusa che ha visto “la strega” classificarsi terza in campionato, ma impattare in semifinale play off contro il Cittadella di Nicolas Siega, l’altro novarese di origine a giocare nei campionati professionistici nazionali insieme allo stesso Montipò.

Avere un florido settore giovanile non può che far piacere in primis alla prima squadra e in secundis ai tifosi. E visto che questi “fiulin” ogni volta che hanno giocato hanno dato il loro contributo, molti tifosi hanno scritto sui “muri”, sui social e parlato nei bar di schierare sempre più giovani possibili al posto dei “vecchi”, troppe volte apparsi in difficoltà e deludenti.

Dal punto di vista realizzativo, sono andati a segno solo Davide Bove e Matteo Stoppa: per il numero 3 di Benevento, gol-pareggio a Chiavari contro la Virtus Entella il 2 dicembre e rete del momentaneo 2-1 contro il Pisa in Coppa Italia tre giorni dopo; per l’attaccante biellese, gol contro il Perugia in Coppa Italia (il suo primo da pro) e gol della bandiera nell’1-3 casalingo contro il Cuneo.

Nel derby contro la Pro Vercelli del 2 marzo, era stato assegnato erroneamente il gol del vantaggio azzurro a Filippo Nardi: il numero 20 azzurro aveva calciato verso il portiere avversario Nobile, ma a segnare era stato invece il capitano “bicciolano” Mammarella, che deviò il tiro del centrocampista di Montebelluna nella propria rete.

Il 150° gol di Daniele Cacia da professionista

Prima partita di campionato, gol in rovesciata dopo 27 secondi: questo è stato il biglietto da visita di Daniele Cacia ai suoi nuovi tifosi.

Il numero 21 azzurro, da gennaio capitano della squadra, ha chiuso la stagione segnando complessivamente dodici reti, diventando il top scorer della squadra: dopo un anno di “break”, un giocatore azzurro è andato in doppia cifra nella classifica marcatori in campionato.

Daniele Cacia, 36 anni il prossimo 23 agosto, è uno che di esperienza ne ha da vendere e pur di tornare a giocare dopo una stagione negativa (per via di un infortunio e malesseri fisici), la scorsa estate ha rescisso con il Cesena (allora in Serie B, poi estromesso dal campionato) ed è sceso di categoria accettando l’offerta del Novara. Sull’attaccante c’è stato molto hype, visti i suoi brillanti precedenti con le maglie di Piacenza, Lecce, Hellas Verona e Ascoli (e tante altre).

Senza nulla togliere al gol-vittoria contro la Robur Siena nei play off, il suo gol più importante, Daniele Cacia, lo ha segnato il 3 novembre 2018 nel derby di andata contro la Pro Vercelli: un rigore trasformato con freddezza sotto la Curva Ovest. Quel suo gol valse l’1-1 finale, ma quella rete per lui ha avuto una valenza storica personale: è stato il suo 150° gol segnato da professionista. Un primato importante.

Un altro giocatore aveva segnato il suo 150° gol in carriera con la maglia del Novara: Felice Evacuo. Il numero 9 di Pompei (allora non c’erano le maglie personalizzate come oggi nella terza serie nazionale) contro il Monza, l’11 gennaio 2015, stabilì questo record e oggi, a distanza di quattro anni, non solo è arrivato a 217 reti totali (con la doppia finale ancora da giocare), ma dal 10 marzo 2019 è il top scorer di sempre in Serie C.

Cacia sta inseguendo anche lui un primato: diventare il miglior marcatore di sempre in Serie B. Gli basterebbero due gol per superare il record di Stefan Schwoch (135 reti).

Il bomber calabrese, da metà marzo in avanti, è parso però molto lontano dalla forma migliore e molti tifosi lo hanno fischiato e criticato in diverse partite. Come al minuto 80 di Novara-Siena dello scorso 27 aprile, quando mister Sannino lo ha richiamato in panchina per fare posto a Matteo Stoppa. Eppure Cacia è stato colui che ha portato il Novara alla seconda partita della prima fase play off: è stata del capitano azzurro la rete che ha permesso al Novara di passare sull’ostico campo del Siena e continuare la sua marcia. Cacia, però, non si è ripetuto poi ad Arezzo.

Avendo firmato lo scorso 22 agosto un contratto biennale, la nuova stagione del Novara ripartirà dal suo capitano.

Gli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Lazio

La stagione appena conclusa non è stata facile per il Novara: campionato iniziato tardi, soste forzate per il discorso “ripescaggi” ed un torneo che ha visto gli azzurri chiudere al nono posto ed arrivare a giocarsi il passaggio alla fase nazionale play off, rimontando (inutilmente) l’Arezzo in trasferta.

Un lampo in questa stagione c’è stato e bisogna riavvolgere il nastro al 5 dicembre 2018: con il gol-vittoria al 92′ di Jacopo Manconi al Pisa in Coppa Italia, il Novara proseguiva la sua marcia nella coppa nazionale andando ad affrontare, il successivo 12 gennaio, la Lazio all’”Olimpico”. Per la terza volta nelle ultime dieci stagioni, nella coppa nazionale, il Novara avrebbe affrontato una compagine di Serie A. Un sogno per i tifosi azzurri iniziato lo scorso 5 agosto con la la vittoria di Perugia proseguita poi con il successo ai rigori contro il Brescia, allora allenato da David Suazo, al “Rigamonti”.

Alla partita in terra romana vi presero parte oltre 200 supporters che colorarono lo spicchio di Curva Sud dello stadio del CONI con i colori azzurri, tifando per tutti i 90 minuti, compreso il pre-gara. I tifosi sono giunti nei pressi del Foro italico con treni e pullman e tanti hanno fatto il “ponte”, stando nella città capitolina anche in serata e tornando a casa il giorno dopo.

Il match, che aveva aperto la due giorni di incontri della Coppa nazionale, è stato anche trasmesso in tv e prima del calcio d’inizio i capitani delle due squadre (Ciro Immobile e Marco Chiosa) ed i due portieri (Thomas Strakosha ed Elia Benedettini) hanno reso omaggio a due giocatori che hanno fatto grandi cose con la maglia di Lazio e Novara: Silvio Piola (top scorer della squadra capitolina e del Novara in Serie A) e Felice Pulici, scomparso il 16 dicembre 2018, portiere del Novara per quattro stagioni (1968-1972) prima di passare alla squadra biancoceleste con cui vinse lo scudetto della stagione 1973/1974.

La Lazio quel 12 gennaio schierò la migliore formazione possibile, con il top a sua disposizione, mentre il Novara non poté schierare l’infortunato Cacia ed il neo arrivato Gonzalez, tornato in azzurro da un mese ma squalificato per quella partita.

La partita è stata a senso unico: 4-1 per i ragazzi di Simone Inzaghi che passarono il turno e poi, il 15 maggio successivo, sconfissero, all’”Olimpico”, l’Atalanta vincendo la settima Coppa Italia della loro storia.

Per il Novara, il gol della bandiera è stato segnato da Umberto Eusepi sotto lo spazio riservato ai tifosi ospiti al minuto 49 su calcio di rigore.

Come se non bastasse, Lazio-Novara ha avuto due interruzioni per via del responso del VAR: nel primo caso, non venne concesso un rigore alla Lazio per presunto fallo di Benedettini su un giocatore biancoceleste, nel secondo la conferma del rigore in favore del Novara e realizzato da Eusepi.

La squadra allenata allora da William Viali è stata la prima squadra di Serie C ad usufruire della nuova tecnologia “calcistica” in vigore già da due anni in Serie A e usata nell’ultimo mondiale russo.

Vittoria nel derby contro la Pro Vercelli al 94′

Non c’è cosa migliore per un tifoso del Novara che vincere il derby contro la Pro Vercelli all’ultimo secondo, all’ultimo respiro. Per di più in casa. E la sera del 2 marzo ciò è successo: vittoria per 2-1 con rigore calciato da capitan Daniele Cacia al 94′ sotto il settore ospiti. Gioia immensa in casa Novara, rabbia e frustrazione nella squadra ospite.

Il gol del capitano novarese ha fatto il paio con quello segnato da Simone Emmanuello il 16 ottobre 2016 al “Piola” vercellese con un grandissimo gol all’incrocio dei pali nell’attimo in cui l’arbitro stava mettendo il fischietto in bocca per porre fine alle ostilità. Allora, come il 2 marzo, il gol vittoria era stato segnato sotto il settore ospiti al minuto 94.

Per il nuovo allenatore azzurro, Giuseppe Sannino, un debutto come meglio non si poteva.

Peccato che questa stagione è stata anche molto negativa per quanto riguarda i derby con le altre squadre piemontesi: in dieci partite, il Novara ha vinto una sola volta (contro la Pro Vercelli al ritorno), ne ha pareggiate sette (andata e ritorno contro Gozzano e Juventus B, “andata” contro Pro Vercelli, Alessandria e Cuneo), perdendone due (Cuneo e Alessandria al “ritorno”). Top scorer nei derby è stato lo stesso Daniele Cacia autore di quattro reti, di cui tre su rigore.

A livello di risultati, era dalla stagione 2000/2001 (Serie C2) che la Pro Vercelli non chiudeva la regular season davanti al Novara (+14 punti) ed erano diciotto anni che l’Alessandria non vinceva a Novara. Il Cuneo, il 16 marzo, ha vinto per la prima volta nella sua storia a Novara.

I rigori assegnati (e i tanti cartellini ricevuti)

Una “caratteristica” delle precedenti tre stagioni del Novara è stata quella di veder fischiare a proprio favore pochissimi rigori in relazione a quelli che invece la squadra avrebbe dovuto avere: otto.

Questa stagione la tendenza è stata invertita: undici rigori fischiati (due in Coppa Italia) a proprio favore. Se non è un record (per la squadra), poco ci manca. Il primo rigore è stato fischiato a Brescia in Coppa Italia il 12 agosto, l’ultimo il 27 aprile contro la Robur Siena, con il penalty decisivo al 94′ che ha sancito il 2-2 finale. In mezzo, le estreme punizioni concesse contro Albissola, Alessandria, Olbia (due), Juventus B, Pro Vercelli (andata e ritorno) e Gozzano.

In campionato, il rigore contro la Pro Vercelli nel match di andata (3 novembre) è stato concesso a distanza di nove mesi e una settimana dal precedente, il 27 gennaio a Parma. Tra il serio ed il faceto, una gravidanza.

Peccato che in tre occasioni, il Novara abbia sprecato l’occasione dagli undici metri: Umberto Eusepi all’andata contro Albissola e Alessandria calciò sul palo; Daniele Buzzegoli sbagliò al “Piola” di Vercelli contro il Gozzano, con il portiere cusiano Casadei che parò il tiro del capitano azzurro, non eccezionale nell’esecuzione. Addirittura nel match contro i liguri, dopo che la palla era rientrata in campo dopo aver colpito il “legno”, quindici secondi dopo Cais, sul capovolgimento di fronte, segnò il gol-vittoria.

Contro la Robur Siena, vista l’uscita dal campo quindici minuti prima del rigorista Daniele Cacia, dal dischetto, Eusepi si fece perdonare per i due rigori sbagliati precedentemente. Lo stesso numero 9 avrebbe dovuto calciare anche il rigore di Vercelli contro il Gozzano, ma lasciò il compito a capitan Buzzegoli perché il numero 10 di Lastra a Signa gli disse che se la “sentiva”.

Chi invee non ha mai sbagliato dagli undici metri è stato proprio Cacia, con ben quattro rigori realizzati (contro Pro Vercelli e Olbia)

Alla squadra azzurra sono stati invece concessi dieci rigori a sfavore (due in Coppa Italia, contro Brescia e Lazio), di cui due nella partita di ritorno in campionato contro la Virtus Entella, giocata lunedì 1° aprile, entrambi realizzati dalla compagine ligure.

Come dato statistico, questa stagione ha visto l’assegnazione di tanti cartellini ai giocatori del Novara: ottanta “gialli” e sedici “rossi”. Questi ultimi, il più delle volte estratti per proteste e per doppie ammonizioni nel giro di pochi minuti.

Il più ammonito è stato Davide Cinaglia (dodici cartellini gialli), mentre hanno lasciato i compagni in inferiorità numerica almeno una volta Chiosa, Manconi, Schiavi, Tartaglia, lo stesso Cinaglia, Bove e Rigione. Mister Viali e Sannino, Ronaldo, Maricchi e Buzzegoli invece sono stai espulsi dalla panchina e di Gregorio dopo il triplice fischio del match di andata contro l’Alessandria.

L’arrivo di Giuseppe Sannino sulla panchina del Novara

E’ stato fatale a William Viali il pareggio casalingo (in rimonta, si aggiunga) contro la Pistoiese del 17 febbraio scorso: esonero per il tecnico di Vaprio d’Adda, anche se molti tifosi avrebbero voluto che la società si fosse mossa prima nel sollevarlo dall’incarico, ritenendo l’ex tecnico del Cuneo da esonerare molto prima. Viali, ex difensore centrale con un ricco passato da giocatore in Serie A tra gli anni Novanta e Duemila, rimarrà sotto contratto fino al prossimo 30 giugno, dopo di che sarà libero di accasarsi altrove.

Chi avrebbe dovuto sostituire Viali al timone della guida tecnica? Già nei giorni precedenti il pareggio contro gli arancioni toscani erano iniziati a girare dei nomi, ma il giorno stesso dell’esonero del mister lombardo era arrivata la fumata bianca: Giuseppe Sannino. Tecnico esperto e considerato un “sergente di ferro”, Sannino il precedente 23 gennaio era stato esonerato dalla squadra greca del Levadeiakos, militante in Souper Ligka (la loro Serie A).

Sannino è diventato così il quarto tecnico azzurro in due stagioni, il diciassettesimo da quando la famiglia de Salvo ha acquistato il Novara (2006).

La notizia dell’approdo del tecnico campano divise in parte i tifosi: chi lo considerava il tecnico giusto per raddrizzare la stagione e l’unico in grado di portare il Novara fuori da una posizione stagnante di centro-classifica; chi non dimenticava i suoi precedenti (ed i suoi comportamenti) sulle panchine di Varese, Siena e Salernitana quando si accomodava al “Piola”; chi pensava che anche con lui non sarebbe cambiato nulla perché la squadra era la stessa allenata da Viali.

Sannino ha debuttato sulla panchina azzurra….in grande stile: vittoria al 94′ nel derby casalingo contro la Pro Vercelli. Molti hanno iniziato a volare con la fantasia, altri rimasero con i piedi per terra.

Dal punto di vista caratteriale, la squadra è migliorata e in molti casi avrebbe meritato la vittoria anche laddove aveva pareggiato (tipo Arezzo e Siena in campionato), ma ha mostrato molti limiti in tutti i reparti. Peccato che l’esperto tecnico campano non abbia portato quel quid in più alla causa e dopo il 3-0 di Pisa contro la squadra di d’Angelo, domenica 6 maggio, il Novara ha deciso di esonerarlo, affidando la squadra, per la disputa dei play off, ancora a Viali.

La notizia dell’esonero di Sannino aveva scosso i tifosi, incolpando la società questa volta di aver sbagliato ad esonerare il tecnico napoletano. Per di più, dopo il gol di Cacia a Siena, mister Viali al era stato sommerso dall’abbraccio dei suoi ragazzi. E lo stesso attaccante calabrese non ha mai nascosto di aver un rapporto privilegiato con il mister classe 1974, ritenendolo tra i migliori allenatori avuti in carriera.

Non è stata la prima volta che la società azzurra ha fatto un cambio allenatore a ridosso dei play off/out: era l’8 giugno 2014 quando furono sollevati, dopo la pesante sconfitta casalinga della partita di andata dei play out contro il Varese, contemporaneamente allenatore (Alfredo Aglietti), direttore sportivo (Fabrizio Larini) e direttore generale (Luca Faccioli). Per la partita di ritorno all’”Ossola” alla guida del Novara fu chiamato l’allenatore della Primavera, Giacomo Gattuso.

Per Sannino, a partire dalla prossima stagione, ci sarà la terza esperienza all’estero in carriera: dopo Watford (Championship inglese) e Levadeiakos (Souper Ligka greca), ecco la chiamata degli ungheresi dell’Honvéd di Budapest, club della massima sere magiara.

Elia Benedettini ed il rigore parato a Ciro Immobile

Non c’è che dire: il Novara nelle partite di Coppa Italia da sempre il meglio di sé ed il match contro la Lazio degli ottavi di finale dello scorso 12 gennaio non è stato da meno.

Se contro il Milan, la prima volta (il 13 gennaio 2010), solo un gran gol di Flamini aveva evitato ai rossoneri l’onta di andare ai supplementari contro una squadra di Lega Pro che da trentatré anni non riusciva a lasciare la Serie C ed ancora contro i rossoneri (il 18 gennaio 2012), la seconda volta, ci volle un gol in fuori gioco di Pato per eliminare il Novara, allora in Serie A, ancora una volta negli ottavi di Coppa Italia, questa volta all’”Olimpico” di Roma, nel suo piccolo, il Novara ha fatto una bella figura.

Il primo tempo dell’incontro contro i ragazzi di Simone Inzaghi ha visto il Novara “sotto” 4-0 contro una squadre assolutamente più forte: aveva aperto le marcature Luis Alberto dopo dodici minuti, poi arrivarono la doppietta di Ciro Immobile al 20′ e al 35′ e, a chiudere i giochi nel primo tempo, la bellissima punizione di Sergej Milinkovic-Savic al 45′.

Ma il secondo gol di Immobile è stato un colpo di fortuna, perché è arrivato dopo che l’attaccante di Torre Annunziata aveva sbagliato il rigore.

Eh sì: Elia Benedettini, portiere classe 1995 e numero 1 del Novara in Coppa Italia e della piccola Nazionale di San Marino, al minuto 35, si era “permesso” di parare un rigore niente meno che all’attaccante della Nazionale italiana.

Nonostante il gol sulla ribattuta, Immobile non ha esultato conscio del fatto di aver sbagliato il penalty. Per Benedettini, solo undici partite giocate per lui in stagione (di cui quattro in Coppa Italia “maggiore” e una in quella di “categoria” a Monza), il ricordo di una prestazione importante in uno stadio altrettanto importante, lui che ogni volta che viene chiamato in causa mostra sempre impegno. Nel Novara, come nel suo San Marino.

Il ritorno di Pablo Andrés Gonzalez e Daniele Buzzegoli in azzurro

Il mercato invernale è stato creato per aiutare le squadre in difficoltà a rafforzarsi, “pescando” da altre squadre i giocatori migliori per raggiungere gli obiettivi di inizio stagione. Di conseguenza, molte squadre cedono ad altre “colleghe” (anche di categoria inferiore) alcuni giocatori per dar loro più spazio oppure cedendoli definitivamente.

Il mercato invernale azzurro in rarissimi casi ha cambiato faccia al corso della stagione. Ovvero spesso i nuovi arrivi non hanno dato quello che la società (ed i tifosi) si aspettavano: in parte perché la squadra era già forte di suo (leggasi gennaio 2011 e 2015), in parte perché i nuovi arrivi non hanno fatto fare il salto di qualità alla squadra (leggasi gennaio 2012, 2014, 2017 e 2018).

Con il mercato invernale, il Novara aveva perso (tra prestiti e cessioni) Nicolò Vai, Daniele Sciaudone, Marco Chiosa, Diego Peralta, Luca Cattaneo mentre Gianluca Sansone aveva rescisso. Erano arrivati, nel frattempo, a Novarello, Michele Rigione dal ChievoVerona, Simone Bastoni dallo Spezia, Claudio Zappa dalla Juventus Under23 e Giampietro Perrulli dalla Cremonese. A parte quest’ultimo, tutti il 1° luglio torneranno alla loro “base”. Di questi, solo l’apporto di Bastoni è stato più che sufficiente, mentre per gli altri, tra infortuni e prestazioni deficitarie, l’apporto è stato l’opposto.

L’allora direttore sportivo Carlalberto Ludi (oggi al Como, neo promosso in Serie C) si era mosso prima, già a metà dicembre, portando a Novara due vecchie conoscenze amate dalla tifoseria, nonché due sue ex compagni in azzurro. Due giocatori che hanno scritto pagine bellissime in campo e fuori con la maglia del Novara: Pablo Andrés Gonzalez e Daniele Buzzegoli.

L’argentino era reduce dalla rescissione dello scorso 30 agosto con l’Alessandria (club di Serie C), mentre Buzzegoli aveva fatto lo stesso all’inizio dello stesso mese con l’Ascoli, che si era salvato ai play out contro la Virtus Entella. Entrambi dovevano già approdare in azzurro con il mercato estivo, ma le parti non si erano incontrate, salvo poi tornare a Novarello con il mercato “di riparazione”. I due giocatori hanno firmato rispettivamente fino al giugno 2021 e al giugno 2020.

Buzzegoli aveva ri-debuttato in azzurro il 12 gennaio contro la Lazio a Roma a distanza di 864 giorni dall’ultima partita (Pescara-Novara del 1° giugno 2016), mentre Gonzalez aveva ri-ri-debuttato il 21 gennaio a Chiavari contro l’Albissola: mezzora in campo per entrambi nelle due partite.

Buba” ha chiuso la stagione con 16 presenze (“Coppe Italia” comprese), segnando una rete contro l’Arzachena al “Piola” e servendo l’assist per il gol del vantaggio di Gonzalez ad Olbia il Giovedì santo; il “cartero” è sceso in campo diciannove volte (una volta in Coppa Italia di Serie C), ha “timbrato” due volte (a Olbia di sinistro e in casa contro la Robur Siena addirittura di testa) e servito due assist (per Tartaglia ad Arezzo, per Mallamo contro la Virtus Entella).

Rispettivamente di 36 e 34 anni, Buzzegoli e Gonzalez hanno impiegato un po’ di tempo per rimettersi al passo dei compagni, con una forma non entusiasmante che è migliorata, piano piano, durante il corso dei mesi.

I veri Buzzegoli e Gonzalez, i tifosi li aspettano con la nuova stagione, sperando che possano servire di più alla causa. Addirittura Buzzegoli non ha neanche giocato ad Arezzo il 15 maggio, mentre le due partite di Gonzalez nei play off sono state evanescenti.

Il derby contro il Gozzano

Il 6 maggio 2018 il Gozzano ha vinto il girone A di Serie D: per la prima volta nella sua storia, il club cusiano avrebbe partecipato al successivo torneo di Serie C, diventando la quinta squadra della Provincia a riuscirci dopo Novara (ovviamente) e le oggi “verbane” Verbania, Omegna e JuveDomo.

Il Novara allora era reduce dal pareggio 1-1 di Pescara e tra i tifosi azzurri iniziò a serpeggiare del pessimismo: il refrain era “speriamo di salvarci, perché sennò il prossimo anno ci toccherà giocare a Gozzano, noi che sei anni prima avevamo battuto due volte l’Inter e la Lazio in casa in Serie A”. E parafrasando la celebre “legge di Murphy”, il 18 maggio, perdendo contro la Virtus Entella, il Novara retrocesse direttamente in Serie C: se tutto doveva andare male, tutto era andato davvero proprio male.

Ergo, la stagione successiva ci sarebbe stato Novara-Gozzano, il “derby dell’Agogna”: dopo il “derby delle risaie” contro la Pro Vercelli, il “derby del quadrilatero piemontese” contro vercellesi, alessandrini e casalesi ed il “derby del Ticino” contro la Pro Patria, ecco un altro derby per la squadra azzurra.

Il match di andata si giocò al “Piola” di viale Kennedy il 25 novembre con oltre 500 tifosi rossoblu al seguito e si chiude con il punteggio di 0-0. Viste le occasione avute dagli ospiti, se Libertazzi e compagni avessero vinto 0-2 non ci sarebbe stato nulla da dire.

Il match di ritorno si giocò al “Piola” di Vercelli, sede delle partite “casalinghe” della squadra rossoblù vista l’inagibilità del suo “d’Albertas”. La partita si giocò il 23 marzo e si chiuse ancora sul punteggio di 0-0, con il rigore sbagliato da Buzzegoli ad inizio ripresa.

Ai punti ha prevalso il Gozzano, che ha disputato due partite diligenti di rimessa ed in attesa degli errori degli avversari, non avendo nulla da perdere. Ha avuto tutto da perdere il Novara prima di Viali e poi di Sannino, non riuscendo mai a rendersi veramente pericoloso dalle parti di Casadei in centottanta minuti.

La squadra cusiana ha chiuso poi il campionato al sedicesimo posto, a diciassette punti dal Novara, nono: la prossima stagione si ripeterà ancora il “derby dell’Agogna” e si dovrebbe giocare (si spera) finalmente al “d’Albertas”.

Nessuna squadra piemontese è stata promossa dalla Serie D e, con la retrocessione tra i dilettanti del Cuneo, la prossima stagione il Novara disputerà quattro derby regionali.

La definitiva consacrazione di Nicolas Schiavi

Era il 22 ottobre 2014 quando l’allora tecnico del Novara Domenico Toscano, nel match di Coppa Italia di Serie C contro il Como, fece partire dal primo minuto un ragazzo argentino di diciannove anni proveniente dalla “Primavera” di Giacomo Gattuso. Un centrocampista “nato” offensivo, ma duttile nella parte nevralgica del campo.

Oggi quel giocatore è arrivato a 58 presenze in maglia azzurra ed è un faro della squadra: il suo nome è Nicolas Schiavi. Argentino di Rafaela, Provincia di Santa Fé, “el niño” questa stagione è andato a segno ben sei volte (quattro volte in campionato, due in Coppa Italia) in quello che è a oggi il suo migliore campionato da professionista. Schiavi finalmente ha avuto tanto spazio e lui ha ricompensato sia Viali sia Sannino della fiducia datagli, risultando tra i top della stagione.

Ragazzo molto volitivo, il numero 5 azzurro in molte occasioni ha indossato anche la fascia da capitano, segno che lo spogliatoio crede in lui. Anche i supporters lo stimano, ponendolo come punto di partenza per la nuova stagione.

Schiavi, 24 anni lo scorso 1° febbraio, in passato aveva giocato, in prestito, nel Modena e nel Cuneo, contribuendo alla salvezza delle due squadre in Serie C. Molto dotato tecnicamente anche se non particolarmente “fisicato”, Schiavi è un concentrato di velocità e buona visione di gioco. Il classico calciatore titolare in ogni squadra.

Unica pecca della stagione, l’espulsione per doppia ammonizione “ravvicinata” nel match contro il Piacenza del 3 febbraio.

Per il resto, stagione da “8” in pagella la sua.

La grinta di Umberto Eusepi

Umberto Eusepi di professione fa l’attaccante: è il terminale offensivo della propria squadra, quello che deve gonfiare la rete.

Questa stagione Eusepi, 30 anni lo scorso 9 gennaio, di gol ne ha segnati undici, di cui nove in campionato. Non tantissimi, ma se si notano le sue performances negli anni passati, si nota che il bomber di Tivoli non è uno che segna molto. Non segnerà tanto, ma fa tanto per la squadra in cui gioca e non a caso è riuscito a servire ben sette assist, un numero elevato per un attaccante.

Molti tifosi azzurri storsero il naso sul suo arrivo sotto la Cupola, non tanto per i suoi trascorsi (risibili) con le maglie di Varese, Pro Vercelli e Pavia, ma per il fatto che è considerato un giocatore molto “caldo”e che in carriera ha cambiato tante squadre (13 in undici stagioni da professionista). Eppure il numero 9 azzurro si è confermato il giocatore che realmente è: spiccata visione di gioco, cazzimma, sacrificio, lotta su ogni pallone.

Eusepi ha cambiato, quindi, le carte in tavola: è stato tra i più positivi di questa stagione, tante volte è stato più a centrocampo che in attacco, non si è mai arreso e ha sempre lottato su ogni pallone. E la sua rete ad Arezzo mercoledì 15 maggio ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso: in molti credevano in un’incredibile rimonta, guidata proprio dall’attaccante romano.

Eusepi è uno che da oltre dieci anni gioca a livelli professionistici e ha girato in lungo e in largo la Penisola per fare ciò per cui le squadre e i tifosi gli chiedono: fare gol.

L’attaccante laziale è sempre stato uno che ha segnato, ma non tantissimo (91 gol in 329 partite, con trenta assist), ma è uno che fa tanto per la squadra. Ed in questa stagione, nonostante fosse il terminale offensivo, come detto, era più a centrocampo a togliere la palla all’avversario e ripartire invece che stare nell’area di rigore ad aspettare la palla giusta da insaccare in rete.

Eusepi ha dimostrato di essere un giocatore di alto potenziale, sempre alla ricerca di quel gol che non voleva arrivare: nelle prime dieci giornate, il numero 9 di Tivoli aveva segnato solo quattro reti (tra cui la doppietta con cui ha steso il Pistoia), con l’errore dal dischetto contro l’Albissola. Una cosa che ha avuto dell’incredibile: tiro del giocatore, portiere spiazzato, palla sul palo, palla che torna in capo e quindici secondi dopo la stessa è entrata nella porta novarese grazie a tre tocchi della squadra ligure con tocco finale di Cais. Stessa cosa ad Alessandria: rigore, palo pieno solo che i grigi non hanno poi segnato. Anzi, lo stesso Eusepi ha segnato il gol del definitivo 1-1 finale a tre minuti dal triplice fischio.

Non ha sbagliato il rigore in una delle partite più emozionante della sua carriera: penalty contro la Lazio (da dove aveva iniziato la “vita” da calciatore nel settore giovanile) il 12 gennaio, spiazzando addirittura un portiere come Strakosha. Come non ha sbagliato il 27 aprile nell’ultima partita in casa contro la Robur Siena: rigore al 94′ e 2-2 finale che ha salvato il Novara dalla quarta sconfitta casalinga consecutiva.

Eusepi è amato dai propri tifosi e detestato dagli avversari. Non ci sono vie di mezzo: leggasi ad esempio il parapiglia al suo ingresso nella ripresa nel match di Carrara con gli insulti della tribuna da parte dei presenti e qualche parola di troppo con mister Baldini. E per capire il personaggio, basta chiedere ai tifosi pisani cosa pensano di lui: lo hanno chiamato “il re”, poiché è stato decisivo per il ritorno dei nerazzurri in Serie B, nella stagione 2015/2016, con il suo gol nella finale play off contro il Foggia al 95′.

Dal 1° luglio, Umberto Eusepi tornerà al Pisa da dove è arrivato in prestito secco e se tornerà a Novara lo farà da avversario, lui che al “Piola” da avversario ha giocato una volta sola in carriera (il 21 marzo 2010 quando militava nell’Esperia Viareggio) e sicuramente la tifoseria lo applaudirà. Poi se dovesse rimanere anche la prossima stagione, gli applausi diventeranno scroscianti verso di lui e la società che è riuscito a confermarlo.

Anche perché Eusepi è nato il 9 gennaio come uno che a Novara ha scritto la storia della squadra, Raffaele Rubino, anche lui “re” e numero 9 di una piazza che vuole scrollarsi di dosso subito il ricordo di questa stagione amara.

Con buona pace del gol di Cais.

La top 5 dei migliori giocatori della stagione azzurra

  1. Nicolas Schiavi;

  2. Umberto Eusepi;

  3. Michele di Gregorio;

  4. Davide Bove;

  5. Filippo Nardi; Alessandro Mallamo; Daniele Cacia