Uscire senza comprovata autorizzazione in tempo di #Coronavirus: integrazione

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di Antonio Costa Barbè

Nella NOTA precedente sul tema, qui pubblicata in pagina in data 13/03/2020 avevo già esposto che fosse possibile la contestazione di altri reati, oltre alla tenue contravvenzione di cui all’articolo 650 del codice penale, unica menzionata dal decreto legge del 26 febbraio scorso ( la violazione degli articoli 438 del codice penale e soprattutto la violazione dell’art. 260, R.D. 27 luglio 1934, n. 1265). Ebbene le Procure cominciano a seguire la via tracciata qui da allora! Infatti la procura di Lodi ha annunciato l’applicazione di una norma penale più severa, e di disporre il sequestro preventivo dei veicoli utilizzati per gli spostamenti senza giustificazione. D’ora in poi uscire di casa senza motivi legittimi potrà costare molto caro. Il procuratore capo di Lodi, Domenico Chiaro,ha spiegato così i motivi della svolta. “Finora abbiamo ipotizzato la violazione dell’articolo 650 del codice penale che è punita con la pena detentiva in alternativa a quella pecuniaria. Si tratta della nota sanzione (art 650 C.P.) alternativa dell’arresto fino a 3 mesi O dell’ammenda fino a 206 euro, che però a detta di molti ha scarsa efficacia deterrente Occorrono soluzioni repressive più adeguate, anche nel campo delle sanzioni amministrative, come la proposta di sospendere la patente per 3 mesi. In questi giorni stiamo valutando” – ha continuato il procuratore di Lodi – “se ipotizzare l’applicazione dell’ articolo 260 del Regio decreto n.1265/34 (cosiddetto Testo unico delle leggi sanitarie), che prevede la pena detentiva insieme a quella pecuniaria”. La norma invocata dal procuratore CHIARO punisce <chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo” con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda fino a 400 euro. E soprattutto le due pene si applicano congiuntamente, non in via alternativa. “Ciò significa che si tratta di un reato non estinguibile tramite oblazione“, continua il magistrato; cioè, non si può pagare per cancellarlo.Stiamo anche valutando se rendere più dura la risposta sanzionatoria invitando le Forze dell’Ordine a procedere con il sequestro preventivo dell’auto nel caso la persona si sposti senza adeguata giustificazione”. Il sequestro preventivo è, infatti, una misura cautelare che toglie il bene utilizzato per commettere il reato, dalla disponibilità del possessore – in questo caso l’autovettura – subito e prima del processo, per impedire che il reato venga portato a conseguenze ulteriori o se ne possano commettere altri analoghi. La misura potrebbe funzionare: consentirebbe di privare del veicolo chi viene trovato a muoversi senza una reale esigenza e comporterebbe una pena più severa per l’autore del reato rispetto a quella più blanda finora da tutti considerata e richiamata espressamente anche nei Decreti emanati dal Governo, che però fanno salva l’ipotesi di reati più gravi, tra i quali ora finalmente rientrerebbe anche quello caldeggiato dal procuratore di Lodi. Ulteriori strette che, secondo Domenico Chiaro, si rendono necessarie per un popolo come quello italiano “da sempre allergico alle regole” e adesso imposte di fronte a un “numero di morti che supera la più cupa previsione” e che “ci impone uno sforzo a beneficio di noi stessi”.