"Viaggi del Ventaglio": turisti furiosi!

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Passano al contrattacco i clienti della società “I viaggi del ventaglio” dichiarata fallita venerdì dal tribunale di Milano. Sono già centinaia le denunce di piccoli creditori che avevano prenotato un viaggio con l’azienda e se lo sono visto annullare a causa del disastro finanziario che ha travolto l’agenzia. E intanto si mobilitano le associazioni dei consumatori: c’è chi chiede interventi normativi per aiutare chi resta con un palmo di naso e chi diffonde un decalogo per salvare il salvabile.

Per ora il pm Luigi Orsi, che aveva chiesto il fallimento, non ha aperto un’indagine penale; per quanto riguarda la possibilità di continuare a prenotare viaggi attraverso il sito web, segnalata da alcuni organi di informazione, dagli ambienti giudiziari si fa rilevare che il curatore, che si occuperà di gestire i postumi del crack, avrà la possibilità di far continuare le attività del gruppo.

Con un esposto presentato alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, il Codacons chiede intanto di accertare le responsabilità e gli eventuali profili penali connessi. «Non capiamo come sia stato possibile continuare a vendere pacchetti turistici del Ventaglio nonostante il grave stato di dissesto economico della società, noto a molti soggetti, e addirittura anche dopo la dichiarazione di fallimento – sottolinea il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – la magistratura dovrà verificare le responsabilità di quei soggetti che, pur essendo a conoscenza della situazione a dir poco critica, hanno consentito la vendita di vacanze “bufala” a migliaia di ignari cittadini».

Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum, parla di «migliaia di turisti raggirati e gabbati da un sistema e da normative di legge che non tutelano i consumatori-turisti e che finiscono col penalizzare anche i Tour Operator corretti».

Adiconsum chiede «un Fondo paritetico alimentato con le multe comminate dall’Antitrust nei confronti delle Agenzie di Viaggio e dei Tour Operator e da quote, anche minime (1 euro), a carico di tutte le aziende per ogni pacchetto viaggio venduto. Un Fondo a tutela dei viaggiatori».

Ed ecco l’intervento di Confconsumatori secondo la quale «sarà necessario verificare innanzitutto se il Tour Operator aveva stipulato, come era suo obbligo ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo, una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso i consumatori per il risarcimento danni. Chiederemo al curatore fallimentare notizie in merito e, in caso di riscontro positivo, potranno essere aperte le singole pratiche di risarcimento».

Confconsumatori offre una marea di altri consigli. «In secondo luogo il turista dovrà verificare se aveva stipulato una polizza assicurativa individuale, che prevedeva un eventuale risarcimento in caso di annullamento del viaggio. E, in questo caso, potrà chiedere il rimborso delle somme pagate».

Una terza ipotesi è quella relativa alla responsabilità dell’agenzia di viaggi, che ha venduto il pacchetto turistico. Infatti costoro, quali operatori professionali del settore, erano a conoscenza delle condizioni in cui si trovava la società oggi fallita e non dovevano vendere i pacchetti turistici ai consumatori, avendo comunque l’obbligo di informarli delle condizioni in cui si trovava il Tour Operator. Inoltre, anche le agenzie venditrici dei pacchetti turistici hanno l’obbligo, previsto dall’art. 99 del Codice del Consumo, di stipulare una polizza assicurativa. Il consumatore può quindi chiedere il risarcimento all’agenzia di viaggi che direttamente o tramite la propria assicurazione dovrà risarcire i danni. È bene spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno contestando i fatti.

A queste possibilità più immediate per cercare di ottenere il rimborso si aggiungono le altre, dall’esito e dai tempi incerti, ma che comunque non bisogna tralasciare. La prima è insinuarsi al passivo del fallimento, e lo si può fare anche con una semplice raccomandata a/r allegando copia di tutta la documentazione. Fondo Nazionale di Garanzia. La seconda è quella di presentare istanza al “Fondo nazionale di garanzia” mediante raccomandata a/r indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo Ufficio per lo sviluppo del turismo e la gestione degli interventi Servizio IV “Assistenza alla domanda turistica e Vigilanza” Via della Ferratella in Laterano, 51 00184 ROMA. Il fac-simile della domanda da completare è scaricabile dal sito del governo (www.governo.it).

Questa istanza, in seguito ad una modifica del codice del Consumo intervenuta nel 2009, non è più soggetta al termine di decadenza di tre mesi e potrà essere presentata in ogni momento. In entrambi questi due ultimi casi la recente esperienza del fallimento di Todomondo insegna, purtroppo, che le speranze di recuperare qualcosa sono remote.

«Immancabile e puntuale, con l’arrivo delle vacanze, – ha sottolineato l’avvocato Carmelo Calì, di Confconsumatori – arriva il fallimento di un Tour Operator. Quest’anno è il turno de I Viaggi del Ventaglio, mentre per i turisti non vi sono turni: sono sempre fregati! Si rende sempre più necessario un intervento legislativo perché l’attuale normativa, così com’è, non garantisce nulla ai turisti, che, pagando anticipatamente, speravano di andare in vacanza».