” VINO E VITAE ”

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Vino Italiano

Vino Italiano

“Da oggi lavoreremo con medici ed esperti per analizzare nuove formule di proposta per il legislatore, nell’attesa invitiamo a bere e controllarsi, ma a bere vino italiano”. Lo ha detto il presidente di Coldiretti Piemonte e Novara-Vco Paolo Rovellotti a chiusura del convegno “Vino e Vitae”, con cui Coldiretti ha evidenziato l’importanza di valorizzare e promuovere un “consumo consapevole del vino”, nel pieno rispetto delle prescrizioni di legge, ma al tempo stesso prendendo atto che è necessario introdurre una normativa che tenga conto di parametri nuovi  per non demonizzare quel “frutto della vite” che, allo stesso tempo, costituisce una voce importante e decisiva per l’agricoltura e il made in Italy. Innanzitutto occorre distinguere il vino dai superalcoolici che, invece, insieme all’uso di droghe sono i principali fattori che causano gli incidenti stradali. Ed è poi fondamentale considerare il vino come un vero alimento con proprietà nutritive benefiche, indispensabili nella dieta mediterranea, invidiata nel mondo. A discuterne venerdì scorso, 10 novembre, i relatori (medici, esperti e docenti) che hanno partecipato al convegno promosso da Coldiretti al Circolo dei Lettori di Torino. Ad introdurre i lavori il presidente Rovellotti, poi gli interventi di Vincenzo Gerbi, docente all’Università di Torino, alla Facoltà di Agraria, Mario Del Piano, direttore del reparto di Gastroenterologia all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, Rossana Becarelli, antropologa e Direttrice Sanitaria dell’Ospedale G. Vecchio di Torino, Maurizio Soave, presidente Coldiretti di Asti e membro di Giunta Coldiretti Piemonte con delega al settore vitivinicolo e Bruno Rivarossa, direttore Coldiretti Piemonte. A lanciare l’allarme è proprio il presidente di Coldiretti: “Oggi il consumo del vino è osteggiato, il consumatore è spaventato come conseguenza di una legislazione a volte mal applicata che, non distinguendo tra vino e superalcoolici, lo mette in  condizione di allontanarsi da una tradizione agroalimentare millenaria e da un consumo regolare, che dà benefici alla salute. E il vino è anche cultura, non dimentichiamolo”. “Oggi il messaggio che diamo ai consumatori è quello di bere consapevolmente – ha evidenziato il direttore Rivarossa -. Metteremo a disposizione del pubblico negli agriturismi e nei punti vendita Campagna Amica gli strumenti necessari, come l’etilometro, in modo che si possa controllare coscientemente l’uso di alcool, ma chiediamo che si lavori con medici ed esperti per modificare i parametri di legge oggi troppo rigidi per un alimento così importante come il vino”. “Il futuro del vino è la sostenibilità ambientale – ha sottolineato il prof. Gerbi – per garantire al consumatore tutta la genuinità di un prodotto che non contiene conservanti, ma soprattutto bisogna valorizzare la biodiversità, dando dignità e riscoprendo i vini pregiati del nostro territorio”. Il prof. Del Piano ha spiegato i benefici che si riverberano sul piano della salute, attraverso i polifenoli e altre sostanze presenti nel vino, evidenziando anche come la nostra capacità digestiva dell’alcool risulti un carattere tramandato proprio dall’abitudine dei nostri antenati all’utilizzo costante di questo alimento. Al vino si riconosce quindi una valenza culturale e anche antropologica, come ha sottolineato nel suo intervento la dott.ssa Becarelli, che ha ripercorso, a partire dall’antichità, i miti che si sono accompagnati al “nettare degli dei” fino alla tradizione cristiana.