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Città di Novara

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Ti ricordi di Takayuki Morimoto e del suo “quest’anno spacchiamo tutto!”?

DiSimone Balocco

Nov 28, 2025

di Simone Balocco

 

Domenica 12 giugno 2011 rimarrà uno di quei giorni che i tifosi del Novara non dimenticheranno mai: quella sera, battendo il Padova nella finale play off, la squadra azzurra tornava, dopo 55 anni, in Serie A. Una festa iniziata alle ore 22:35 al “Piola” con il triplice fischio dell’arbitro Guida e proseguita in centro con i festeggiamenti che durano ben oltre le ore 02:30: al mattino successivo qualche macchina è ancora in giro con fuori la bandiera del Novara. E’ il trionfo di una squadra fantastica assemblata, in due stagioni, da Pasquale Sensibile, allenata benissimo da Attilio Tesser, presieduta con programmazione da Massimo de Salvo. Due (se non tre) generazioni di tifosi azzurri, nella stagione 2011/2012, possono quindi vedere la loro squadra giocare in Serie A contro le migliori squadre del nostro calcio. Dopo anni di periferia del calcio, per i tifosi del Novara si aprono le porte dello “Juventus Stadium”, del “Meazza”, dell’“Olimpico”, del “Ferraris”, del “San Paolo”, del “Franchi” e del “Dall’Ara”. Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Genoa, Napoli, Fiorentina e Napoli sarebbero state di scena sotto la Cupola dopo oltre mezzo secolo di attesa.

I tifosi del Novara, nell’estate 2011, aspettano due date: il 27 luglio (il giorno della stesura dei calendari) ed il 4 settembre, giorno del kick off del campionato (che poi slitta all’11 settembre a causa dello sciopero dei calciatori). Lo stadio “Piola”, durante l’estate, subisce un importante restyling e vede un ampliamento di quasi dieci mila posti: sono staccati 7.200 abbonamenti, record di sempre. È scoppiata la “Novara-mania”: tutta Italia scopre il miracolo di quella squadra che in due anni passa dalla Lega Pro alla Serie A.

Il 1° luglio, poi, inizia il calciomercato estivo e i supporters aspettano l’arrivo di grandi nomi.

Essendo l’ultima delle 20 squadre di Serie A a sapere di giocare in massima serie (per ovvi motivi tempistici), il Novara è, per ovvi motivi, l’ultimo club ad iniziare la preparazione estiva: la prima parte di ritiro si svolge a Acqui Terme, la seconda a Chatillon e la terza a Novarello, sede del club e sede degli allenamenti dal 2007.

Prima di partire per il Basso Piemonte il 18 luglio, è organizzata, in piazza Duomo, a Novara, la presentazione della squadra davanti ai propri tifosi: si sceglie ancora la piazza “salotto” della città. La piazza è piena in ogni suo posto, ci sono bandiere, tifosi vestiti d’azzurro e cori.

Gli artefici della promozione sono tutti sul palco, tranne i due attaccanti che contribuirono con i loro gol (trentatre in totale) a scrivere una grande pagina di calcio, anche a livello nazionale: Pablo Andres Gonzalez e Cristian Bertani, approdati al Palermo e alla Sampdoria (quest’ultimo con il direttore sportivo Sensibile).

Quella sera sono presentati i primi nuovi acquisti: Achille Coser, Massimo Paci, Luigi Giorgi, Andrea Mazzarani, Simone Pesce, Pablo Granoche e Riccardo Meggiorini. L’attesa di tutti è però vedere dal vivo l’acquisto più “esotico” di tutti, il più “esotico” nella centenaria storia della società. Un attaccante giovane, ma con già novanta partite in Serie A e pilastro della Nazionale giapponese: Takayuki Morimoto. Proprio lui è il colpo di mercato dell’allora direttore sportivo Mauro Pederzoli.

Giunto in città pochi giorni prima dopo un tira-e-molla con il Catania, l’arrivo di Morimoto è accolto con felicità da tutti non solo sui social, ma soprattutto quel 17 luglio. Quella sera sono presentate anche le nuove maglie: ad indossarle Samir Uijkani (maglia gialla del portiere), Andrea Lisuzzo (terza maglia, rossa), Filippo Porcari (seconda maglia, bianca) e lo stesso Morimoto con indosso la maglia “istituzionale”, quella azzurra. Questi giocatori sono intervistati dai presentatori della serata (Fabrizio Gigo e Massimo Barbero). Barbero dice all’attaccante di Kawasaki che Novara deve essere per lui una grande opportunità e che a 23 anni è il momento di esplodere definitivamente in Serie A. Morimoto risponde in italiano (con uno spiccato accento nipponico) con una frase che fa storia: “Quest’anno spacchiamo tutto!”.

La piazza, sentendo quella frase, esplode e Morimoto diventa immediatamente un idolo assoluto, quello che (secondo i tifosi e le statistiche) è il faro dell’attacco della squadra in Serie A. Parte subito il coro “Morimoto alè alè/ Morimoto alè alè” che emoziona il ragazzo che, sorridendo (e forse non capendo nulla), saluta la piazza festante.

Non si vede l’ora che la squadra scenda in campo l’11 settembre nella difficile trasferta di Verona contro il Chievo, una squadra che, a suo tempo, ha sorpreso l’Italia in quanto espressione di un quartiere della città veneta. Da quel momento si attende poi la fine del calciomercato per vedere quali giocatori ha a disposizione mister Tesser.

Ma chi è Takayuki Morimoto, giunto a Novara in compartecipazione dal Catania rappresentando, ancora oggi (a fine 2025), l’operazione di mercato più cara della storia del club?

Punta centrale (ovvero il classico numero 9), Morimoto in patria è il più giovane marcatore della massima serie nipponica (la J. League) con la maglia del Tokyo Verdy a neanche 16 anni. L’attaccante arriva in Italia nell’estate 2006 e se lo assicura il Catania: in cinque stagioni il calciatore gioca 90 partite e segna venti reti, di cui molte pesanti. Parte subito benissimo: prima partita giocata il 28 gennaio 2007 a Bergamo contro l’Atalanta, debutto al minuto 83 e gol dell’1-1 finale segnato quattro minuti dopo.

Morimoto debutta con la maglia (rossa) del Novara a Verona, dove serve l’assist per il gol del momentaneo 2-1 di Marianini, mentre la prima rete arriva la domenica successiva a Cagliari. Il popolo azzurro si innamora del suo numero 11 martedì 20 settembre, giorno di Novara-Inter, debutto in Serie A della squadra davanti al suo pubblico. Gli azzurri vincono incredibilmente 3-1, con l’attaccante giapponese sugli scudi per aver causato prima il fallo da rigore (e l’espulsione di Ranocchia) e, dalla zona del calcio d’angolo, facendo ripartire l’azione che porta poi Rigoni a segnare il gol del definitivo 3-1: tutto in cinque minuti, tra l’86’ (2-0 di Rigoni) ed il 91’ (la doppietta del numero 10 azzurro) con in mezzo il gol del “Cuchu” Cambiasso per l’Inter.

Prime tre partite giocate, un gol, un assist e prestazioni che fanno capire che il giocatore giapponese può essere un valore aggiunto per il club. Uno potrebbe dire “se il buongiorno si vede dal mattino…”.

Peccato che in tutto il torneo, il numero 11 di Kawasaki totalizzi solo diciannove presenze (su trentotto partite) segnando solo quattro reti e servendo due assist. Una grande delusione, unita al fatto che può andare al Chievo a gennaio ma non supera neanche le visite mediche di rito e quindi se ne torna a Novara tra i mugugni dei tifosi azzurri. Di quelle diciotto partite giocate, in nove gioca dal 1’, in nove subentra, mentre in sette rimane in panchina e nelle altre tredici non è convocato per infortunio. Neanche l’arrivo a gennaio in squadra del suo ex compagno ai tempi di Catania Giuseppe Mascara riesce a fargli dare una mossa (con lo stesso Mascara che in quindici partite segna solo tre reti).

La stagione 2011/2012 di Takayuki Morimoto è un flop clamoroso, come è un flop la stagione del Novara che retrocede subito in Serie B. Nonostante questo, nell’ultima partita in casa contro il Cesena, lo stadio tributa una standing ovation a quella squadra che chiude un triennio ricco di grandi soddisfazioni. Morimoto per l’ultima in casa non è nemmeno convocato e torna al Catania dal 1° luglio.

Delle quattro reti segnate da Morimoto, nessuna ha cambiato il punteggio in favore del Novara (2-1 a Cagliari, momentaneo 2-2 contro il Catania in casa, 3-1 contro il Cesena al “Manuzzi” e gol del 5-2 contro la Roma in trasferta). Insomma, una stagione molto negativa per lui, per la squadra e per tutti i tifosi che (quasi) maledicono ciò che il loro attaccante ha detto in piazza Duomo quel caldo 17 luglio: da “quest’anno spacchiamo tutto” a “quest’anno abbiamo sbagliato tutto” il passo è stato breve. Purtroppo per i tifosi del Novara, dopo quella stagione non hanno più visto la loro squadra militare in massima serie, mentre l’attaccante giapponese gioca ancora sei mesi in Serie A con il Catania e poi, tra il gennaio 2013 ed il 2023, si fa un giro del Mondo tra Emirati, Giappone, Grecia, Paraguay e ancora Giappone. Nella stagione scorsa sarebbe dovuto tornare a giocare in Italia con la maglia dell’Akragas, in Serie D, ma, dopo un lungo tira-e-molla, la trattativa con il club di Agrigento naufraga.

Tornando all’avventura novarese di Morimoto, il giocatore è l’emblema della fallimentare stagione in massima serie del Novara , una stagione nata sotto le migliori aspettative ma naufragata già a gennaio in quanto la squadra allestita dall’allora direttore sportivo Pederzoli si dimostra non all’altezza della situazione e per il fatto che il patron de Salvo ha imposto una sorta di salary cap molto basso e che quindi non ha permesso gli arrivi di giocatori che magari sarebbero stati più utili alla causa (si è parlato di trattative, poi fallite, per Destro, Paloschi, El Shaarawy, Muriel e Cuadrado).

Morimoto a Catania è chiamato “Maremoto“, mentre i più temerari lo definiscono “il Ronaldo del Sol Levante”, mentre qua a Novara spesso e volentieri è insultato e considerato un “bidone”. Anche da chi lo ha preso al fantacalcio in quella stagione.

Nessuno qua a Novara ha mai rimpianto Takayuki Morimoto negli anni a venire, mentre di altra pasta sono i vari Serefovic, Evacuo, Corazza, Galabinov, Vuthaj e Gonzalez, tornato a Novara dopo l’anno di Palermo e diventato il vero idolo della piazza novarese.

Un vero peccato, ma è andata così.

 

immagine in evidenza tratta dalla www.chefaticalavitadabomber.it