di Simone Balocco
Se il 25 aprile 2010 ed il 12 giugno 2011 rimangono iconici per i tifosi del Novara, molto meno invece lo sono il 6 ed il 13 giugno 2014: perdendo i play out di Serie B contro il Varese di uno scatenato Leonardo Pavoletti (autore di quattro reti su quattro per i lombardi in quelle due partite), il Novara, dopo cinque stagioni, torna in Serie C. La piazza è infuriata contro squadra e dirigenza, ree di un mesto ritorno nella terza serie nazionale dopo la “sbornia” della Serie A e due campionati di Serie B di altissimo livello giocati in quei cinque anni.
L’allora patron del club, Massimo de Salvo, volle subito tornare in cadetteria e nell’estate 2014 riesce a portare sotto la Cupola una serie di giocatori con tanta esperienza (non solo in Lega Pro), facendo rimanere i vari Ludi, Gonzalez, Pesce e Buzzegoli oltre ai giovani della Primavera che hanno trovato la via del debutto in prima squadra nel biennio 2012-2014 (da Faragò a Vicari, da Manconi a Dickmann).
Il colpo di mercato il Novara lo sigla il 9 luglio 2014: Felice Evacuo diventa un giocatore azzurro. 32 anni, l’attaccante arriva dal Benevento, la società di Novarello riesce a superare diverse concorrenti accaparrandosi il bomber nativo di Pompei. Per la seconda volta nella sua ultradecennale carriera come calciatore, va a giocare “al Nord”, dopo l’esperienza nella stagione 2011/2012 a La Spezia in Lega Pro.
L’impatto di Evacuo con la piazza novarese è pazzesco: arrivato pe sostituire capitan Rubino (che non rinnova e si accasa a Prato), Evacuo è uno di quei giocatori che hanno esperienza da vendere in Serie C, un percorso iniziato a 18 anni (nella stagione 2000/2001) tra le fila della Turris, in Serie C2, per poi giocare due partite nella Lazio in Serie A e poi iniziare un giro d’Italia tra la terza serie nazionale e la cadetteria, sempre con la stessa grinta e voglia di gonfiare la porta avversaria.
Fino a quel momento i tifosi azzurri conoscono Felice Evacuo per due cose: il suo curioso nome e cognome; il 18 aprile 2010, quando milita nel Benevento, sotto il diluvio del “Vigorito”, con un suo gol su rigore, Evacuo guasta la festa promozione del Novara in piazza Martiri (con i tifosi incollati ai maxi-schermi), interrompendo la striscia record di trenta risultati utili consecutivi in campionato (18 vittorie e 12 pareggi) della squadra allora allenata da Attilio Tesser. Il Novara deve attendere la domenica successiva per la festa promozione in Serie B (con il Benevento quinto in classifica che perderà la semifinale play off contro il Varese).
Evacuo debutta in maglia Novara il 17 agosto 2014 nel primo turno di Coppa Italia giocando per una cinquantina di minuti al “Francioni” di Latina, mentre la sua ultima partita sarà il 1° giugno 2016 all’”Adriatico-Cornacchia” di Pescara sotto il diluvio, dopo la sconfitta per 4-2 contro il “delfino” nella semifinale di ritorno dei play off di Serie B. Evacuo ci avrebbe tenuto arrivare a giocare la finale contro il Trapani e portare il Novara in Serie A in un incredibile doppio salto come nel biennio 2009-2011. In tutto, 77 partite e ventinove reti segnate con il Novara (la prima il 20 settembre 2014 allo “Speroni” contro la Pro Patria, l’ultima il 20 maggio 2016 al “Piola” contro il Modena), diventando Evacuo uno dei giocatori più amati dalla piazza novarese degli ultimi trenta (se non quaranta o cinquanta) anni.
Il suo punto più alto a Novara? La tripletta del 14 dicembre 2015 al “Piola” contro il Trapani di Serse Cosmi che, quasi prendendo in giro la squadra di mister Baroni, vuole battere quel Novara che lui definisce “dei marziani”, visto l’andamento in campionato della squadra del tecnico toscano. Oltre ad essere uno dei tre “tenori” in campo il 25 maggio 2016 al “San Nicola” di Bari in quella che è stata la “partita del secolo” del Novara (Bari 3 Novara 4 con gol di Galabinov al minuto 114).
Evacuo parte un po’ in sordina (per una forma fisica precaria e per un Novara che non ingranava), ma il puntero campano inizia a segnare con regolarità e lo spogliatoio, in accordo con l’allora mister Domenico Toscano, decide di dargli quella fascia di capitano appartenuta a gente che a Novara ha scritto la storia, come Silvio Piola (che con la maglia biancoblu ha segnato il suo ultimo gol in carriera), Giovanni Udovicich (la bandiera per antonomasia) e Raffaele Rubino, il primo calciatore capace di segnare con la maglia della stessa squadra in tutte le serie calcistiche italiane “pro”. E “Felicione”, complice il suo carisma e la sua esperienza, prende per mano la squadra portandola a vincere, al termine della stagione 2014/2015, nel giro di due settimane, prima il campionato di Lega Pro e poi la Supercoppa di Lega Pro. Come se non bastasse, per la nona volta, il numero 9 azzurro va in doppia cifra nella classifica marcatori a fine stagione. Per la nona volta nelle ultime dieci stagioni, si badi.
Evacuo in alcune interviste afferma di aver giocato in squadre fatte per vincere il campionato (e quindi ben organizzate), trovando in quel Novara nessuna differenza con le squadre del Sud: programmazione, un progetto serio alle spalle, voglia di fare e tanta passione. Il Novara di Massimo de Salvo rispecchia ciò che Evacuo vuole ed in poco tempo diventa l’idolo dei tifosi: non bellissimo magari tecnicamente, ma essenziale in area di rigore dotato di un fisico da “corazziere” e della cazzimma che caratterizza quei tipi di giocatori che vivono per il gol. Basti pensare alla stagione 2015/2016: partito come quinta punta, l’”imperatore” Evacuo gioca in tutto 41 partite e segna quindici reti, andando ancora una volta in doppia cifra, la seconda volta in Serie B dopo i tempi di Frosinone (stagione 2007/2008). Numeri importanti per un giocatore che forse avrebbe meritato di giocare di più in carriera ad alti livelli, ma che ovunque sia andato ha lasciato un bel ricordo anche a distanza di anni dal suo addio.

Evacuo, di partita in partita, dimostra di essere davvero l’uomo giusto per una piazza come Novara: sacrificio, dedizione alla causa e una grande voglia di far bene unite a grinta e passione per il gioco del calcio. I tifosi lo applaudono sempre.
Evacuo a Novara attraversa un periodo di forma importante, condito dalla positività e dalla serenità con cui si gioca a calcio dalle parti della Cupola di San Gaudenzio. A parte i numeri, “Felicione” dimostra di essere un uomo semplice ed umile, che gioca per vincere, che mette la faccia anche nelle situazioni più avverse ma che riesce, al tempo stesso, a stimolare e a dare la grinta giusta a tutti.
Poi la notizia che inizia a vociferare dopo la sconfitta di Pescara nei play off e che i tifosi non avrebbero voluto leggere: nonostante il rinnovo a marzo per un altro anno di contratto, il 9 luglio 2016 Felice Evacuo lascia Novara per accasarsi al Parma.
Tra il 2016 ed il 2022 l’attaccante di Pompei gioca sei mesi in Emilia e sei mesi ad Alessandria (nella stessa stagione), poi tre anni a Trapani ed una stagione a Catanzaro e Castellammare di Stabia, dove decide di ritirarsi al termine della stagione 2021/2022. Nelle “vespe” si incontrano due attaccanti che hanno fatto la storia a Novara: Raffaele Rubino, allora direttore sportivo della JuveStabia, e Felice Evacuo, che ha vestito cinque volte in carriera la maglia di squadre campane.
Evacuo ha vissuto di stimoli e ha sempre avuto un obiettivo in carriera: diventare il giocatore con più gol segnati in Serie C. E domenica 10 marzo 2019, al “Polisportivo Provinciale” di Trapani, con il rigore segnato alla Casertana, diventa il miglior marcatore di sempre della Serie C con 164 reti, superando di una rete il precedente primato di Gianni Califano che durava dal 2009. I tifosi del Novara avrebbero voluto che quel record lo avesse realizzato con la maglia azzurra, ma diciamo che i gol segnati con indosso la maglia del Novara lo hanno avvicinato al raggiungimento di quell’importante record.
In carriera Felice Evacuo ha realizzato 216 reti (in tutte le serie professionistiche, meno che in Serie A), vinto tre campionati di Serie C2/Lega Pro (con Florentia Viola, Spezia e Novara), una Coppa Italia di Lega Pro (con lo Spezia), due Supercoppe di Lega Pro (ancora con Spezia e Novara), oltre alla classifica marcatori quando militava nella Nocerina nella stagione 2012/2013. Dulcis in fundo, l’aggiunta della doppia vittoria della classifica marcatori della Coppa Italia, di cui una a pari merito con Samuel Eto’o (cinque reti segnate, nel 2010/2011, tutte con il Benevento nella sola partita contro l’Este al primo turno).
Cosa rimane oggi di Felice Evacuo ai tifosi del Novara? Un giocatore indimenticabile che sarebbe stato bello vedere di più in azzurro. E ad imperitura memoria rimarrà esposta la sua maglia numero 32 della stagione 2015/2016 in una delle sale della Casa del Novara, il museo del club inaugurato il 12 settembre 2024. Chiunque andrà al museo, vedrà quella maglia e ricorderà ciò che ha fatto l’”imperatore” Felice Evacuo al “Piola” ed in giro per l’Italia con indosso la gloriosa maglia azzurra.
Ogni squadra di calcio dovrebbe avere in rosa, almeno una volta nella sua storia, un giocatore (ed un uomo) come Felice Evacuo, nato a Pompei nel 1982, anno mundial.

immagine in evidenza dal blog Novara Siamo Noi (modificata gentilmente da Giovanni Depaulis)
