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Novara: “Percorsi Incrociati”, quando l’arte diventa dialogo tra memoria, identità e visioni

DiAlessio Marrari

Lug 20, 2026

di Alessio Marrari

Nel cuore monumentale del Broletto di Novara, dove la storia incontra il linguaggio contemporaneo dell’arte, prende forma una mostra che va oltre la semplice esposizione di opere per trasformarsi in un autentico racconto di identità, memoria e sensibilità artistica. “Percorsi Incrociati”, inaugurata il 18 luglio 2026 presso la Sala dell’Accademia della Galleria d’Arte Moderna Giannoni, riunisce le opere dei pittori albanesi Vida Gavoci e Faik Skopeci, due artisti accomunati dalle radici ma distinti da poetiche espressive profondamente personali.

L’esposizione rappresenta un incontro tra due universi creativi che dialogano senza mai sovrapporsi. Due percorsi autonomi, nati da esperienze differenti, che trovano un punto di convergenza nella capacità dell’arte di raccontare l’essere umano, la memoria e il legame con la propria terra d’origine. Il risultato è una narrazione visiva intensa, capace di coinvolgere il visitatore in un viaggio che attraversa emozioni, ricordi e spiritualità.

Ad aprire ufficialmente la mostra è stata Eglantina Likaj, segretaria dell’Associazione Culturale Italo-Albanese HeArt, che ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa e la forza dell’arte come linguaggio universale.

«È un autentico piacere accogliervi nel cuore storico della nostra città. Questo appuntamento è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con il Settore Attrattività Culturale del Comune di Novara, al sostegno dei Musei Civici e alla Galleria d’Arte Moderna Giannoni. L’arte possiede un potere unico: quello di unire le persone attraverso un filo invisibile, capace di superare ogni distanza e ogni barriera. È proprio questo legame profondo che ci riunisce oggi per inaugurare la mostra collettiva degli artisti Vida Gavoci e Faik Skopeci.»

Le sue parole sintetizzano il significato più autentico dell’esposizione: fare dell’arte un luogo di incontro tra culture, esperienze e sensibilità differenti, trasformando il patrimonio artistico in uno spazio di dialogo aperto.

Vida Gavoci: il linguaggio dell’interiorità

Nata a Scutari (Shkodër) e residente in Italia dal 2006, Vida Gavoci sviluppa la propria ricerca artistica tra pittura e scultura, esplorando la dimensione più intima dell’essere umano. Le sue opere raccontano il rapporto tra emozione e realtà, tra silenzio interiore e percezione del mondo esterno.

Ogni dipinto diventa un’indagine psicologica, nella quale il volto umano assume il valore di una narrazione emotiva. I colori, le luci e le materie non descrivono semplicemente una figura, ma restituiscono stati d’animo, ricordi e riflessioni interiori, invitando l’osservatore a instaurare un dialogo personale con l’opera.

Per questa esposizione Gavoci presenta 18 lavori: 15 dipinti a olio, prevalentemente ritratti, e 3 bassorilievi scultorei, testimonianza di una ricerca che supera i confini della tela per confrontarsi con la tridimensionalità della materia.

Faik Skopeci: la pittura come memoria del paesaggio

Originario di Librazhd, Faik Skopeci è un pittore autodidatta che vive in Italia da diversi anni e coltiva la propria passione artistica da oltre ventinove anni. La sua pittura nasce da un forte legame con la tradizione figurativa e con il patrimonio culturale albanese, trasformando il paesaggio e la vita quotidiana in strumenti di narrazione.

Le sue tele raccontano campagne, scorci naturali, nature morte, figure femminili e scene ispirate ai valori spirituali della cultura albanese. Ogni composizione conserva una forte componente narrativa, nella quale la luce e il colore diventano veicolo di memoria e appartenenza.

In mostra espone 34 opere, dedicate prevalentemente ai paesaggi, alle nature morte e alla rappresentazione della bellezza femminile, offrendo un percorso capace di evocare atmosfere senza tempo e profonde suggestioni emotive.

Due linguaggi, un’unica visione

“Percorsi Incrociati” non mette semplicemente a confronto due artisti, ma costruisce un dialogo tra due modi diversi di interpretare la realtà. Da una parte l’introspezione emotiva di Vida Gavoci, dall’altra la narrazione figurativa e memoriale di Faik Skopeci; due linguaggi che, pur mantenendo la propria autonomia stilistica, convergono nella ricerca di un’espressione autentica dell’esperienza umana.

L’esposizione conferma come l’arte possa diventare uno straordinario strumento di incontro tra culture, valorizzando le radici senza rinunciare all’universalità del linguaggio artistico. Nel suggestivo scenario della Galleria d’Arte Moderna Giannoni, le opere dei due artisti costruiscono un ponte ideale tra Albania e Italia, tra memoria e contemporaneità, offrendo al pubblico un percorso espositivo di grande intensità poetica e culturale.