Alla Fondazione Novara Sviluppo Emanuela Fortuna e il DidArt Lab inaugura “Proiezioni” di Valentina Beia

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Valentina Beia

Valentina Beia

Dall’11 aprile personale fotografica di Valentina Beia. Si tratta del secondo appuntamento dedicato alla riflessione sul mondo femminile e della donna organizzato dalla Fondazione Novara Sviluppo in collaborazione con Dipartimento di Scienza del Farmaco e Contemporary DidArt Lab.  Il primo appuntamento, “Rosso Ponceau”, ha raccontato il mondo della ricerca, ci ha portato all’interno dei laboratori… ci ha aperto le porte del meraviglioso mondo della scienza, spiegando il ruolo delle ricercatrici, custodi della nostra salute e del nostro futuro. Ora il secondo appuntamento che parla ancora della donna, ma nella sua essenza femminile attraverso l’arte. Dall’11 al 26 aprile la Fondazione Novara Sviluppo ospiterà il progetto artistico della start up di Emanuela Fortuna premiata nell’ambito dei Bandi Innovazione dello scorso anno: Contemporary DidArt Lab. Attraverso gli scatti di Valentina Beia si disegna il percorso per immagini di “Proiezioni”. “Proiezioni” è un omaggio alla femminilità.  “Proiezioni” nasce dall’esigenza di raccontare la bellezza. Non vuole essere un ritorno al passato o una condanna agli standard odierni.

“Proiezioni” è riprodurre su un corpo, che funge da tela, fotogrammi tratti da film che hanno fatto la storia del cinema e nello stesso tempo proiettare, trasferire, un’immagine di bellezza d’altri tempi su un corpo di una bellezza odierna.  Cinema, fotografia ma di nuovo scienza… La mostra sarà corredata da proiezione video con didascalie realizzate da ELISA MACERA, psicologa e psicoterapeuta in formazione ad orientamento psicoanalitico.  Sabato 11 aprile, alle ore 17,30 presso la Sala Pagani della Fondazione Novara Sviluppo, l’inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista Valentina Beia e di Emanuela Fortuna, anima dell’iniziativa. Ingresso libero.

Valentina nasce a Novara nel gennaio 1991 da una famiglia di Artisti. Cresce circondata da persone creative, musicisti, pittori, scrittori, e sviluppa fin dalla tenera età una grande passione per l’Arte nelle sue più svariate sfaccettature. A 7 anni scopre il mondo della fotografia analogica, passione nata come un gioco, che col tempo è cresciuta fino a volerla far diventare un lavoro. A 16 anni inizia collaborazioni con studi fotografici di Novara, parallelamente allo studio presso la scuola Albe Steiner di Torino, presso la quale diventa Tecnico della Produzione dell’immagine fotografica. Ad oggi è una fotografa Freelance, che si occupa dei più svariati campi: dal Reportage ai Fashion Book, dai Matrimoni allo Still Life. Organizza laboratori tematici per aiutare a sviluppare un senso estetico del tutto personalizzato, oltre a tenere lezioni sulla tecnica fotografica di base, individuali o collettive. Porta avanti progetti personali che si distaccano dall’ideale di fotografia puramente estetica e vanno ad indagare su un aspetto più psicologico, concettuale.
“Mi piace vivere quello che fotografo. Credo nel potere dell’immagine e la sua importanza nella cultura. Di oggi, di ieri, e di domani. Quello che ho sempre cercato di fare, con la mia macchina fotografica, è stato crearmi un punto di vista del tutto personale e trovare il giusto canale per trasmetterlo alle persone. Perché la fotografia è questo: un punto di vista.” “Proiezioni” è una riflessione. Quello che sono oggi lo devo a mia madre, a mia nonna. Agli amici, agli amori. A chi ha percorso con me ogni passo della mia vita, a chi ne ha fatto parte solo per un piccolo tratto. Mi sono riconosciuta in queste persone, ne ho tratto spunto, le ho idealizzate, e mi sono “formata” in quanto Donna grazie agli insegnamenti che sono derivati da ogni lezione che mi hanno più o meno volutamente insegnato. Mi piace pensare di essere la Proiezione di tante persone che hanno contribuito a fare di me quel che sono e che voglio diventare. Il mio ragionamento si è poi spostato verso un canone più estetico. La somiglianza. Sfogliando gli album è evidente quanto la genetica traspone delle virgole di generazione in generazione. Anche in questo senso, sono la proiezione dei miei avi. Incuriosita dalle foto ingiallite del passato, mi sono fermata a pensare a quanto il concetto di “bello” sia cambiato, in riferimento ai modelli proposti da televisione e giornali, e di quanto comunque sia rimasto invariato nell’immaginario comune. Marilyn Monroe, ad oggi, non potrebbe sfilare sulle passerelle, che propongono una donna più asciutta, meno espressiva; ma le sue curve sono ancora considerate l’espressione della femminilità. La scelta del titolo e dello strumento utilizzato per realizzare le fotografie non è quindi casuale: è l’unione di tutti questi piccoli punti, della “proiezione” in senso metaforico e della “proiezione” in senso pratico.