Arona, da centro della movida a Ghost City

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Corso Europa, di solito affollato da persone, ora deserto

Arona – Se non fosse per i treni che ogni tanto passano sferragliando e gli altoparlanti della stazione che annunciano arrivo e partenza dei convogli, si direbbe di essere davvero in una città fantasma.

Arona, in poche settimane, si è trasformata da centro della movida del week end a una città vuota e silenziosa.

I pochi passanti si tengono a distanza, tranne qualche incosciente (di solito anziani o giovanissimi) che cammina in gruppo. Il lago se ne sta a guardare la desolazione e solo cigni e papere se ne stanno placidi al sole di marzo.

E’ una sensazione strana, quella di girare per Arona: ci si stampa nella mente immagini surreali, da guerra o fine del mondo. Sono immagini che difficilmente dimenticheranno gli aronesi.

Viale Baracca, l’ingresso della città

E intanto, proprio ad Arona, si registra il primo decesso in questa parte di lago: si tratta, come annunciato da sindaco Alberto Gusmeroli, di Giovanni Fava, molto conosciuto in città, perché attivo in diverse associazioni e sempre al servizio della città.

Il numero dei contagi cresce, anche se lentamente, e fa paura. Per questo motivo si raccomanda alle persone più fragili di non uscire di casa e di farsi portare spesa e beni di prima necessità.

Anche ad Arona, infatti, molti negozi si sono attivati per le consegne a domicilio per gli over 65 e non solo.