Borgomanero, caso di omonimia, il comunicato del Sindaco Tinvella

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ANNA TINVELLA

ANNA TINVELLA

E’ incredibile come un caso di omonimia possa gettare discredito su professionisti stimati e arrivare addirittura a far ipotizzare le dimissioni di un Sindaco.

Quello che sta succedendo a Borgomanero ha del paradossale. La scorsa settimana i media hanno dato risalto alla notizia riguardante un ginecologo di Novara inquisito per motivi legati alla sua professione, ma purtroppo  il medico in questione ha lo stesso cognome, Gambaro, di due colleghi borgomaneresi, anch’essi ginecologi, rispettivamente marito e figlio della dr.ssa Tinivella, sindaco di Borgomanero.

˂˂Leggendo la notizia – dice Anna Tinivella, Sindaco di Borgomanero – non abbiamo assolutamente pensato che avrebbe potuto coinvolgere e infangare mio marito o  mio figlio, perché, oltre alle differenze anagrafiche,  loro non hanno mai lavorato  presso la clinica San Gaudenzio dove parrebbe avvenuto il fatto. Purtroppo però, durante la settimana, le decine di telefonate di amici e parenti, gli incontri al supermercato, in farmacia, dal fruttivendolo o dal parrucchiere, mi hanno fatto capire che la notizia aveva generato un’enorme confusione; mi è stato riferito che addirittura c’era chi pensava che io mi sarei dimessa da sindaco˃˃.

Anche una corretta informazione a volta scatena la cosiddetta “gogna mediatica” che coinvolge e in alcuni casi “travolge” persone assolutamente estranee alle notizie pubblicate, di conseguenza riteniamo doveroso sottolineare che il professionista indagato è novarese, ha 62 anni, non ha mai esercitato a Borgomanero e non è il marito e tantomeno il figlio del Sindaco della città.