Cara nuova, vecchia Provincia – riflessioni il giorno dopo il voto

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Diego Sozzani

Diego Sozzani

C’è un nuovo Presidente della Provincia e c’è un nuovo Consiglio Provinciale. A tutti indistintamente vorrei giungesse il mio augurio più sincero di un buon lavoro, nella consapevolezza, da ex, che non sarà un lavoro facile. Tutta questa urlata riforma e fantomatica cancellazione delle Amministrazioni Provinciali, al momento, si è tradotta nella sola cancellazione del principio democratico che ne prevedeva l’elezione da parte dei cittadini, e non, è proprio il caso di dirlo, di pochi eletti. I problemi delle province invece sono ancora tutti lì. Stesse competenze e responsabilità e stessa assoluta mancanza di risorse. Obblighi di legge, con responsabilità anche penali, e nessun trasferimento che consenta di farvi onore.

E mentre in Regione si dibatte di un Ente con 14 miliardi di debito, le Province hanno già iniziato da tempo a pagare per tutti, moderni Malaussène di un romanzo che però è storia vera. Alla luce del, peraltro prevedibile, risultato, il sospetto di una regia partitica diventa fastidiosamente insistente. Già, perché quel risultato tutto novarese di 5 consiglieri di centrodestra e 7 di centrosinistra eletti in seno al nuovo Consiglio, fa riflettere… così come fa riflettere il peso ponderato, gli eletti che in qualche caso sono più eletti di altri, che hanno trasformato il “giochino” in una partita in cui il vincitore non è mai stato in discussione. Saremmo sciocchi però se non traessimo spunti di riflessione e di critica e autocritica. A più livelli. Su un livello nazionale le larghe intese stanno portando all’implosione di un sistema nato per mantenere uno status quo che non può e non deve protrarsi oltre. Parlo della necessità di riforme radicali ed effettive che investano ogni livello dello Stato. Su un livello locale, al di là della soddisfazione relativa al risultato novarese, nonostante le note difficoltà iniziali, registro nelle forze di centro destra una volontà riaggregante che fa ben sperare per il futuro, ma che va indirizzata su propositi costruttivi non individualistici.