Carabinieri di Novara: altro centro massaggi posto sotto sequestro preventivo

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Novara hanno sottoposto a sequestro preventivo il centro massaggi «Tuinà Yan Yang», sito in Novara, Corso Vercelli 66, poiché si acquisivano riscontri che al suo interno veniva svolta l’attività di estetista senza la prescritta abilitazione nonché erogate anche prestazioni a pagamento di carattere sessuale.  Tre persone, tutte di origine cinese, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per i reati di “esercizio abusivo di una professione” ed “esercizio di casa di prostituzione” in violazione della L. 75/58, meglio nota come “Legge Merlin”.  L’attività di polizia giudiziaria condotta dai militari dell’Arma è la conclusione di una indagine durata 21 mesi nell’ambito del controllo nel capoluogo gaudenziano dei centri massaggi gestiti da cittadini cinesi.  Undici sono stati in totale i locali sottoposti a sequestro preventivo d’iniziativa della P.G., convalidati dal GIP del Tribunale di Novara su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini.  Ad oggi, nella città di Novara, non è più attivo nessun tipo di locale del genere. Alla fine degli anni ‘80, periodo di flussi migratori più consistenti, la prostituzione cinese in Italia era rivolta esclusivamente a favore di connazionali. Attualmente si assiste alla proliferazione di “servizi sessuali indoor” verso clienti esterni: ciò denota un sempre più marcato interesse della criminalità, anche strutturata, verso lo sfruttamento del meretricio. In totale sono state deferite all’A.G. 39 persone, di cui 30 di nazionalità cinese, segnalate anche alle competenti Questure quali persone «socialmente pericolose» in funzione del rinnovo del permesso di soggiorno di cui alcune sono titolari.  I soggetti italiani denunciati sono tutte donne diplomate estetiste che, dietro compenso, assumevano l’incarico di “Direttore Tecnico” per consentire l’apertura dell’impresa ma, in realtà, non erano mai presenti durante gli orari di apertura così come previsto dalle leggi nazionali e regionali (L. 1/90 e L.R. 54/92).  I clienti identificati sono stati 64, di età media intorno ai 45 anni, provenienti dalla Provincia di Novara e limitrofe (Vercelli, Milano, Alessandria e Varese). I principali reati contestati sono: “Esercizio casa di prostituzione” e “Reclutamento di prostitute” (L. 75/58) “Falso in atto pubblico” (art. 483 C.P.)”, “Esercizio abusivo di una professione” (art. 348 C.P.).  Il volume d’affari annuo totale è stimabile, in base alla documentazione rinvenuta, in circa € 700.000,00, in gran parte non dichiarati, così come irregolari sono risultate gran parte delle posizioni contributive delle ragazze impiegate come «massaggiatrici». Per pubblicizzare l’attività venivano utilizzati i più famosi siti internet di annunci, tramite inserzioni dal linguaggio allusivo ma dalle immagini eloquenti.