Caro Lionel Messi, ora sì che sei un calciatore completo

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di Simone Balocco

 

Il sogno di ogni bambino che per la prima volta tira un calcio ad un pallone o viene tesserato per una squadra è uno soltanto: vincere un giorno la Coppa del Mondo con la maglia della propria Nazionale.

Non è facile vincere la Coppa del Mondo: non l’hanno vinta campioni immensi della storia del calcio (di Stefano, Puskas, Rivera, Riva, Cruijff, Platini, Cristiano Ronaldo per fare qualche nome), figurarsi il classico “uomo della strada”. Ovviamente la coppa più bella ed affascinante di tutte l’hanno vinta i più grandi del calcio: l’elenco è lunghissimo e fino alle 18:40 del 18 dicembre 2022 mancava un giocatore all’appello. E quel giocatore che mancava all’elenco ha alzato, quaranta minuti dopo, la coppa sotto il cielo di Doha: grazie al rigore calciato da Gonzalo Montiel (l’ultimo della serie), l’Argentina ha vinto la finale contro la Francia con un incredibile 7-5 e Lionel Messi ha vinto, da capitano dell’Albiceleste, la Coppa del Mondo, insieme all’onorifico premio di miglior calciatore di Qatar 2022.

Finalmente ce l’ha fatta: Lionel Messi, al quinto Mondiale giocato, ha vinto quella “maledetta” Coppa del Mondo che lo ha portato, una volta per tutte, a fregiarsi del titolo di migliore calciatore della storia del calcio, raggiungendo sul gradino più alto del podio il suo idolo di sempre e l’idolo di un Paese intero che in quel giocatore si è sempre identificato: Diego Armando Maradona.

Entrambi argentini, entrambi con il numero 10 sulla maglia, entrambi capitani dell’Albiceleste, entrambi mancini, entrambi campioni del Mondo, entrambi semplicemente fantastici.

La vittoria argentina del Mondiale, avvenuta a 36 anni dalla vittoria dell’”Azteca”, è il coronamento di un biennio d’oro: prima la vittoria della Copa America lo scorso anno, poi la vittoria della Finalissima contro l’Italia campione d’Europa e ora la vittoria di Doha, il sogno di una vita.

Qatar 2022 è stato il Mondiale di Messi come Messico ‘86 quello di Maradona: se in Centro-America il pibe de oro aveva segnato cinque reti, nel Mondiale più contestato di sempre (ma che ha regalato forse la più bella ed emozionante finale di sempre), l’asso rosarino ha segnato sette reti. E con queste prestazioni, “Leo” ha riscritto la storia di questa manifestazione nata nel 1930 e quasi prossima al centenario: 26 partite giocate complessivamente, record di minuti giocati (2332’), 13 gol segnati complessivamente e quarto marcatore di sempre (a tre lunghezze da Klose), primo giocatore a segnare in tutte le partite della fase ad eliminazione diretta, top scorer argentino ad un Mondiale, gol numero 2.700 della storia dei Mondiali contro i Paesi Bassi, per non parlare di essere da tempo il giocatore con più presenze con la maglia albiceleste (172) e top scorer di sempre (98 reti segnate).

Pensare che la vita (non solo calcistica) di Lionel Messi subì un contraccolpo nel 1998 quando, a 11 anni, i medici emessero una pesante sentenza dopo una serie di esami: deficit dell’ormone della crescita. In poche parole, Lionel sarebbe cresciuto pochissimo. Le strade erano due: rimanere così o affrontare delle cure. I genitori, Celia Maria e Jorge Horacio, optarono per la seconda scelta perché per un figlio si deve sempre fare tutto al limite del miracolo, ma le cure erano davvero costose e i Messi non potevano permettersele. Il Barcellona, che aveva messo gli occhi su quel ragazzino di Rosario allora in forza con il Newell’s Old Boys, lo tesserò e si accollò tutte le cure necessarie per permettere al piccolo (d’età) Lionel di poter guarire. Le cure funzionarono, Lionel crebbe, giurò amore viscerale al Barcellona diventando quello che è ora: Lionel Messi, il più forte calciatore della storia.

Lionel Messi ha un impatto devastante sul calcio. E i numeri parlano da soli: 778 partite nel Barcellona, 672 reti segnate, dieci titoli nazionali, quattro Champions, tre Supercoppe Uefa, tre Mondiali per club, quindici coppe e Supercoppe spagnole ed una love story che sembrava eterna. Poi la firma con il PSG, le reti che diminuiscono ma successi che continuano. Ma con la maglia della Nazionale zeru tituli e tutti a criticare la “pulce”: facile vincere nel club dove si gioca con campioni che giocano per te e che ti mettono la palla sul piede, ma è in Nazionale che (come i criticoni e i presunti addetti ai lavori sostengono) si fa la differenza. E poi sempre quel paragone con Diego Armando Maradona che, da solo, ha vinto un Mondiale e in un altro ha portato la Seleccion all’ultimo atto perdendo la finale (leggasi “Italia ‘90”). Poi è arrivata Argentina-Francia 7 a 5 e tutte le critiche sono state girate ai mittenti.

Oggi Messi è il giocatore più forte di questi anni Duemila ed è senza dubbio fra i dieci calciatori più grandi della storia di questo sport. Forse anche tra i primi cinque. Sicuramente primo o secondo (dipende come si vuole collocare la “pulce” rispetto al pibe de oro). E di gol incredibili e da stropicciarsi gli occhi, la “pulce” di Rosario ne ha segnati davvero tanti. Segno che non è solo fortunato, ma è davvero forte. Il più forte di tutti. Esempi? I gol contro Messico, Australia e gli assist per Molina e Alvarez contro Paesi Bassi e Croazia in questi Mondiali.  Oltre ad una freddezza dagli undici metri.

Il Mondiale di Qatar 2022 e, soprattutto, la finale contro la Francia sono stati la sublimazione di Lionel Messi: la consacrazione definitiva, il passaggio di consegne tra lui e Diego Armando Maradona.

La vittoria di domenica per il 10 rosarino è stata una sorta di risarcimento dopo quattro edizioni e altrettante delusioni. Poi ecco arrivare Gianni Infantino consegnarli quella coppa d’oro massiccio alta 36,8 centimetri con un diametro 13 centimetri e pesante poco più di sei chilogrammi con cui far pace con tutti: dopo tante delusioni in Nazionale (una finale mondiale persa e tre di Copa America con vittoria finale delle avversarie dell’Argentina), Messi ha preso per mano Scaloni e i suoi 25 compagni e li ha portati sul tetto del Mondo.

Sicuramente (o molto probabilmente) Argentina-Francia è stata l’ultima partita mundial di Messi vista anche l’età (in Messico-Usa-Canada, fra tre anni e mezzo, ormai avrà 39 anni), ma non si ritirerà a breve dal calcio perché lui non ne ha basta ed il calcio ha bisogno ancora di Lionel Messi. E pensare che dopo la sconfitta ai rigori contro il Cile nella Copa America 2015 il giocatore aveva detto che con la Nazionale avrebbe chiuso: troppe delusioni, nessun vittoria quando la vittoria poteva essere a portata di mano, una rabbia malcelata, l’ombra di Maradona decisivo sempre. Ma la moglie Antonella lo ha convinto a non mollare i colori della Nazionale e ora lui ha portato il suo Paese, alle prese con l’ennesima crisi economica, a sedersi sul trone del Mondo (calcistico).

Ed ecco la madre di tutte le domande: è più forte Maradona o Messi ? C’è da dire che il calcio degli anni Ottanta (gli anni della grandeur maradoniana) era diverso da quello odierno e Maradona ha fatto “tutto da solo” (il pibe ha contribuito da solo alle vittorie italiane ed europee del Napoli e della vittoria del Mondiale messicano del 1986 e del secondo posto di Italia ’90 da parte della Nazionale argentina con una squadre più “operaia” dell’altra), mentre Messi ha vinto tantissimo con il Barcellona (che non è mai stata una squadra operaia) e con il PSG in queste due stagioni sta facendo benino, mentre a livello di Nazionale in questi ultimi due anni ha vinto ancora di più (il tris Copa America-Finalissima-Mondiale). Dopo queste due stagioni, Lionel Messi ha definitivamente messo la freccia e ha superato da sinistra (come il suo piede) una volta per tutte colui che ha fatto innamorare ed estasiare il mondo del calcio, Diego Armando Maradona. Per non parlare del suo alter ego e la sua nemesi di questi anni Duemila, Cristiano Ronaldo (tra l’altro uscito a pezzi da questo Mondiale).

Un giocatore come Lionel Messi emerge ogni 100 anni, senza se e senza ma. E dobbiamo ringraziare i nostri genitori per averci permesso di vivere in quest’epoca. L’epoca di Lionel Messi, l’immortale del calcio. Un Maestro, un idolo, un campione come Michael Jordan, Michael Phelps, Tiger Woods, Michael Schumacher e Mohamed Alì.

A Doha, domenica 18 dicembre 2022, è stata riscritta la storia del calcio. A scriverla Lionel Andrés Messi Cuccittini, il giocatore più completo della storia del calcio.

 

immagine in evidenza tratta da Wikipedia