COME SI CAMBIA – GLI ETERNI GIOVANI

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Annalisa Cerruti

Annalisa Cerruti

di Annalisa Cerruti

E’ inevitabile che si operi, nel tempo, un cambiamento nelle persone, soprattutto nel passaggio dall’infanzia alla fanciullezza e, ancora di più, nel periodo delicato dell’adolescenza. E’ nell’adolescenza che si avvertono più intensamente i cambiamenti di carattere, di sentimenti, dei modi di pensare e percepire fatti e situazioni. La trasformazione e la maturazione della personalità fa sì che dai 14-15 anni ai 18-20 anni non si abbia più la spensieratezza e certe sicurezze affettive e psicologiche dell’età precedente. Oggi si sta registrando un’inversione di tendenza: la comparsa di una generazione di “eterni giovani” che non si arrendono alle insidie del tempo e che ingenuamente cercano di combattere il grigiore della società moderna adottando uno stile di vita che un tempo sarebbe stato condizionato dall’anagrafe e che oggi invece è determinato dalle mode, dai consumi e dalla possibilità di programmare la vita pure dopo i 40. Una generazione che tende a vestire come i teenagers, mangia sano, non la smette di fare sport e non potrebbe vivere senza l’Ipod, l’Iphone e ora l’Ipad. Il quarantenne single avrebbe una capacità di spesa superiore alla media dei capofamiglia e spende (dato Assofin sull’uso delle carte di credito); ha più istruzione; è molto attento alla salute, usa più prodotti per la pelle; e soprattutto consuma tecnologia. Per motivi sociali, affettivi o di lavoro, spesso si illude di poter gestire le proprie relazioni interpersonali in tempo reale mediante attività simultanee come servizi di chat, instant messaging o videogiochi che spesso lo divertono, sollevandolo dalla monotonia e dal grigiore della routine quotidiana. Basterebbe fare un sondaggio tra i nostri giovani e chiedere loro di descrivere gli adulti. I più dannosi sono coloro che giustificano i figli, soprattutto per giustificare se stessi. Li viziano, ne prevengono i desideri, li sgravano, per quanto possibile, da impegni, impedendo loro di crescere e di maturare perché subissati da un surplus di premure che forse nasconde una mancanza di vera attenzione, tra carriera, impegni di ogni sorta e stress che caratterizzano sostanzialmente la vita di buona parte dei genitori. Se, in un tempo non molto lontano, le nostre mamme, quando erano a colloquio con gli insegnanti dei figli, se ne stavano ben attente in ascolto del loro verdetto, con un atteggiamento supplice o perfino penitente, oggi, al contrario, affrontano i professori con tutt’altro piglio, con la foga di un avvocato difensore (dello studente). Da ciò scaturirebbe l’inerzia e la mancanza di iniziativa di molti dei nostri giovani, la loro incapacità di affrontare la vita e la loro maleducazione. Oltre ai naturali cambiamenti psicologici tipici dell’adolescenza, oggi i nostri giovani, che sono sempre più suggestionabili, sono condizionati da molti fattori: dai mass-media, che solitamente esaltano ”miti” come attori o personaggi potenti e famosi; dal mondo “dorato” della moda costellato da fotomodelle miliardarie che poco hanno da insegnare alle nostre adolescenti se non il successo ad ogni costo, la trasgressione e l’esaltazione del proprio corpo; dagli interessi di certe lobbies che cercano di dettare tendenze, gusti e abitudini. Il problema di oggi è la mancanza di equilibrio. I genitori di oggi sono iperprotettivi o assenti e non sempre risulta facile riparare dove hanno fallito, e cioè nell’insegnare ai ragazzi le regole. A meno che sotto la giacca del prof non si nasconda il Robin Williams di “L’attimo fuggente”. La difficoltà principale è far sentire ai ragazzi la distanza tra te e loro, instaurare un sentimento comune di appartenenza, un progetto. Senza disperdere le possibilità, le tensioni, gli ideali disinteressati che, in fondo, sentiamo nell’animo.