Da straniero inizio il cammino Schubert, l’ultimo anno Il nuovo libro di Sandro Cappelletto

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copertina schubert

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Gli ultimi mesi della breve vita di Franz Schubert, “il più ardito e libero di spirito di tutti i musicisti moderni”, come lo ha definito Robert Schumann, raccontati dalla penna di Sandro Cappelletto, con la postfazione di Azio Corghi. Allegato al libro, il cd del Quintetto con due violoncelli op. 163,  registrato dal Quartetto Perosi e Stefano Blanc. Il libro, presentato in anteprima a Biella il 9 novembre 2014, verrà presentato anche ad Alessandria (27 novembre, Conservatorio Antonio Vivaldi), Torino (28 novembre, Teatro Regio),  Novara (29 novembre, Broletto di Novara), Venezia (1 dicembre, Teatro La Fenice), Roma (28 gennaio 2015, Accademia Filarmonica Romana),  Lucca (9 maggio 2015, Associazione Musicale Lucchese). Arnold Schönberg sosteneva che con l’opera di Schubert giunge a conclusione “il periodo classico” della nostra storia della musica. Lo ricorda il compositore Azio Corghi nella postfazione a Da straniero inizio il cammino. Schubert, l’ultimo anno, il nuovo libro dello scrittore e giornalista Sandro Cappelletto, il terzo edito da Accademia Perosi – onlus, uscito a fine ottobre 2014, che è stato presentato in anteprima il 9 novembre 2014 a Biella, presso l’Accademia Perosi. Dal rapporto con Beethoven a quello con i tanti amici e la famiglia, dalle ristrettezze economiche alla malattia, Sandro Cappelletto racconta nelle oltre 200 pagine del libro l’ultimo anno di vita di Franz Schubert, servendosi anche di numerosi documenti mai finora pubblicati in italiano. Il racconto prende avvio a Vienna il 26 marzo 1828, primo anniversario della morte di Beethoven. Quella sera, gli amici fanno dono a Franz di un concerto interamente dedicato alla sua musica: è il primo e rimarrà l’unico. Il compositore è un trentenne malato al quale restano da vivere meno di otto mesi. Una corsa contro il tempo, un’incontenibile ansia creativa si stagliano sullo sfondo di una profonda scissione tra pubblico riconoscimento e privata grandezza di artista. È il periodo che vedrà nascere alcune tra le sue opere più alte, destinate a rimanere a lungo sconosciute al pubblico e agli stessi musicisti: “La sola creazione di tali capolavori in quell’arco di tempo sembra incredibile, ma la qualità dell’ispirazione, della magia, è miracolosa e supera ogni spiegazione”, ha scritto Benjamin Britten. Ma la ricezione della musica schubertiana rimarrà a lungo confinata a pochi titoli, facendo prevalere un’immagine assai limitata del suo genio creativo, mentre verrà messa in atto una vera e propria falsificazione di alcuni aspetti della sua vita privata. L’attività editoriale è uno dei fiori all’occhiello dell’Accademia Perosi di Biella. Insieme alla stagione concertistica, i corsi accademici e pre-accademici, le masterclass e l’istituto di base, la casa editrice è segno tangibile dell’impegno a tutto tondo nella divulgazione artistica e musicale nel nostro Paese. Il libro sarà presentato anche ad Alessandria (27 novembre, Conservatorio Antonio Vivaldi), Torino (28 novembre, Teatro Regio), Novara (29 novembre, Broletto di Novara), Venezia (1 dicembre, Teatro La Fenice), Roma (28 gennaio 2015, Accademia Filarmonica Romana), Lucca (9 maggio 2015, Associazione Musicale Lucchese), con la partecipazione del Quartetto Perosi, formato da Matteo Ruffo ed Elisa Schack (violini), Angelo Conversa (viola), Alessandro Copia (violoncello), con l’aggiunta di Stefano Blanc (violoncello), che ha registrato il Quintetto per due violoncelli op. 163, composto nel 1828 e contenuto nel disco allegato al libro.