Due chiacchiere con…Alessandro Ge, ideatore di “Azzurri a Cinque Cerchi” su Radio Azzurra

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di Simone Balocco

Il sogno di ognuno di noi è incontrare il proprio idolo, parlaci assieme e fare una foto. Se non si può, è anche un’ottima cosa contattarlo e chiacchieraci sviscerando emozioni, nozioni e momenti della sua vita.

Alessandro Ge, giornalista novarese e speaker di Radio Azzurra, tempo fa si è “inventato” un programma dove, per mezzora, intervista telefonicamente i grandi nomi dello sport olimpico nazionale, anche novarese. Ci ha dedicato qualche minuto del suo tempo e ci ha raccontato che…

Alessandro, ti rassicuro: onde evitare arrabbiature, non parleremo del Novara

Bravo, meglio soprassedere. Preferisco non commentare questa brutta e squallida situazione. Dico soltanto che la Novara sportiva  non merita tutto ciò.

Come nasce “Azzurri a cinque cerchi”?

Nell’imminenza delle Olimpiadi di Tokyo è stato forte il mio desiderio oltre ad una grande curiosità nel poter creare una trasmissione dedicata ai grandi protagonisti  delle varie discipline olimpiche. L’idea partì nell’inverno scorso quando in radio ne parlai con Ugo Ponzio (il titolare della radio) che approvò senza riserve la mia richiesta. Preparai una prima lista di nominativi e, piano piano, iniziai  a contattarli, con grande interesse e piacere da parte loro. Così, il 13 maggio, concluso il campionato del Novara e terminata la stagione di “Azzurri in Radio”, andò in onda la prima puntata. Dodici le trasmissioni previste, l’ultima è in programma giovedì 29 luglio.

Come nasce una puntata?

L’emozione è l’elemento predominante su tutto. Anche perché al mio microfono ci sono campioni che hanno segnato in maniera straordinaria la storia dello sport italiano. Ricerco su internet il loro profilo, umano e professionale, cercando anche delle curiosità personali totalmente sconosciute agli ascoltatori. Preparo una lista di sette-otto domande avendo come tempo massimo circa 25 minuti per realizzare l’intervista. Tra queste chiedo sempre al protagonista di turno il titolo di una canzone od il nome di un gruppo musicale a cui sono stati legati nostalgicamente nel loro periodo di attività.

Facciamo un recap: quanti atleti hai intervistato finora e chi?

Dodici sono stati i protagonisti delle varie discipline sportive, dallo sci al nuoto, dalla ginnastica artistica alla boxe, dal ciclismo alla pallavolo. Per farti i nomi parto da Federica Brignone, la campionessa di sci vincitrice nel 2020 della Coppa del Mondo assoluta. Poi Klaus Dibiasi, l’”angelo biondo dei tuffi” e tre volte campione olimpico consecutivo. Ed ancora i “nostri” Paolo Milanoli, Domenico Fioravanti, Corrado Scaglia, Mario Armano, Giuliano Koten e Cosimo Pinto, il primo novarese a vincere la medaglia d’oro ad un’Olimpiade (Tokyo ’64 n.d.r.). Ed ancora il ciclista Paolo Bettini, il mito Gustav Thoeni, Maria Rosa Quario, mamma di Federica Brignone e mia amica di gioventù e Franco Amato, uno dei nostri più grandi hockeysti su pista che Novara ha avuto.

Chi è l’atleta che ti ha colpito di più?

Non c’è né uno in particolare. Ognuno con il proprio carattere, chi più espansivo e chi più riservato ma tutti straordinariamente gentili e sensibili.

Sono stati tutti gentili o restii nel farsi trovare o a rispondere?

Tutti hanno risposto alla mia “chiamata” con piacere e grande disponibilità. I nostri, e dico i campioni novaresi, forse sono sembrati più sciolti e liberi nel raccontare e ricordare le loro imprese. Ma anche tutti gli altri  hanno confermato il loro grande spessore ed entusiasmo!

A proposito di “cinque cerchi”, venerdì inizieranno le Olimpiadi. Cosa ti aspetti dalla squadra azzurra? Chi pensi possa vincere la medaglia più prestigiosa?

Abbiamo una forte rappresentativa con tanti atleti capaci di ottenere brillanti risultati.

Se dovessi fare un nome andrei diretto su Filippo Ganna, il nostro ciclista verbanese che è uno dei favoriti per l’oro nella prova a cronometro individuale.

Quale atleta di piacerebbe intervistare e quale invece ti spiace non aver mai potuto intervistare?

Sono contento della mia scelta. Comunque la trasmissione avrà un seguito in autunno con nuovi protagonisti, tutti di assoluto livello. Non ho rimpianti anche perché mi ritengo altamente soddisfatto del lavoro svolto.

Se potessi invitare di persona un atleta intervistato negli studi di Radio Azzurra, chi vorresti venisse?

Il mio mito è stato, è e rimane il fenomenale Klaus Dibiasi, simbolo indiscutibile di classe, eleganza e tecnica assolutamente inimitabile! Mi piacerebbe averlo ospite nei nostri studi per continuare la nostra chiacchierata su quegli anni magici!

Chissà, magari in futuro…mai dire mai

Tre aggettivi per definire “Azzurri a cinque cerchi”

Più che aggettivi ho in mente questo slogan: “ Lo sport è vita, piacere e voglia di stare insieme”

Da ben sette stagioni radiofoniche (non consecutive conduci “Azzurri in radio”. Parlaci di come nasce questo programma. Possiamo definirlo il “padre” di “Azzurri a cinque cerchi”?

Sono solo cinque stagioni, dal 2013 al 2015 e dal 2019 ad oggi. “Azzurri in Radio” iniziò con Flavio Pavia nell’anno di grazia 2009 quando gli azzurri guidati dal “Komandante” (Attilio Tesser n.d.r.) iniziarono la scalata dalla serie C alla serie A. Non lo definirei il “padre” di “Azzurri a Cinque Cerchi” piuttosto il “fratello” in quanto impostazione e conduzione della trasmissione hanno delle similitudini ma il risultato finale è diverso per argomenti ed attualità specifici.

Che differenza c’è tra “Azzurri in radio” e “Azzurri a cinque cerchi”?

Impegno e motivazioni sono gli stessi. “Azzurri in Radio” è tutto ciò che analizza, descrive, commenta e “rimembra” del nostro amato Novara Calcio. “Azzurri a Cinque Cerchi” riavvolge il nastro della memoria di tanti sport, nostalgiche reminescenze per i più “maturi” e piacevoli scoperte per le giovani generazioni.

Al tuo fianco in questo programma hai avuto come spalle Paolo Molina e Daniele Faranna, due radiocronisti storici del Novara Calcio di Radio Azzurra. Come ti sei trovato con loro?

Dire benissimo direi un’eresia! Grandi amici, tifosissimi del Novara e profondi conoscitori del calcio locale e nazionale. Ricorderei anche l’amico Andrea Massara che ha fatto compagnia nella conduzione al sottoscritto ed a Paolo Molina dal 2013 al 2015. Ma è tutta la redazione sportiva di Radio Azzurra che merita un grande applauso per gli impegni e gli sforzi profusi in questi anni. E poi un grazie anche ad un certo…Simone Balocco, amicone e compagno di avventure nei commenti dallo studio in occasione delle partite del Novara.

Per “Azzurri in radio”, seguite un canovaccio o andate a braccio.

Di regola seguiamo una scaletta precedentemente preparata. Capita però, per intoppi od imprevisti dell’ultimo momento di cambiare in corso d’opera la programmazione. Comunque siamo “sempre sul pezzo”!!!

In cinque stagioni hai intervistato almeno 200 persone tra calciatori del Novara in quel momento ed ex giocatori della squadra avversaria con un passato nel Novara. Anche qui, come nasce l’”aggancio”?

E’ un lavoro minuzioso di ricerca nelle rose delle squadre degli anni passati. Poi, oltre ad affidarmi alla memoria di partite ed eventi vissuti in prima persona, un grosso aiuto mi viene dato dai colleghi di testate ed emittenti delle città (da me contattati telefonicamente) dove vivono gli ex giocatori e tecnici azzurri.

 

Facciamo un gioco: dimmi i tre giocatori del Novara ed ex giocatori del passato con cui l’intervista è riuscita meglio.

Luigino Giannini, Felice Pulici e Fabio Enzo. Dico solo questo: tre miti che hanno onorato e rispettato la nostra gloriosa maglia azzurra! Ma ce ne sono tanti altri, da Renato Gavinelli a Bruno Bolchi, da Domenico Volpati a Fabio Scienza, da Felice Evacuo a Pablo Gonzalez a Paolino Faragò e…la lista sarebbe infinita!

Quale giocatore o dirigente del Novara ti sarebbe piaciuto intervistare ma purtroppo non lo hai fatto?

Mi manca il simbolo del Novara, il marchio indelebile azzurro: Nini Udovicih. Purtroppo sapevo della malattia del grande Nini. Mi sarebbe piaciuto invitarlo in radio ma non me la sono sentita di violare la sua privacy ed ho preferito rinunciare. Ecco, questo è l’unico rimpianto che ho.

In chiusura, purtroppo c’è da parlare del Novara: ti ho mentito all’inizio. Cosa ne pensi di quello che è successo lo scorso 15 luglio, ovvero l’esclusione dal campionato.

Una fine così impietosa non me lo sarei mai immaginato. Ma la cosa che mi più fa male è lo scarso interessamento delle realtà locali alla Società e non parlo solo di questo preciso momento. Speriamo che succeda un miracolo e che qualcosa si muova in senso positivo perché la città non merita questa situazione. Solo dieci anni fa esultammo e gioimmo per la ritrovata Serie A dopo 55 anni. Ora stiamo scomparendo dai radar del calcio che conta e riemergere sarà molto ma molto difficile…

A settembre si ricomincia da capo in ogni cosa, dal lavoro alla scuola alle stagioni sportive: c’è la possibilità che “Azzurri in radio” e, soprattutto, “Azzurri a cinque cerchi” possano ripetersi e continuare?

Speriamo e me lo auguro soprattutto per “Azzurri in Radio”. Direi di attendere comunque i prossimi eventi. D’altra parte la speranza è l’ultima a morire! Come dicevo prima a settembre dovrebbe ripartire Azzurri a Cinque Cerchi con tantissimi nuovi ospiti, i campionissimi dello sport nazionale.

Ringraziamo Alessandro Ge per la simpatia e la gentilezza riservataci. L’immagine in evidenza è stata fornita dallo stesso Alessandro Ge.