E SE L’OPPOSIZIONE VOTASSE LA FIDUCIA ?

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Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

di  Carlo Migliavacca

A Lisbona per il vertice Nato, il Cavaliere ribadisce l’intenzione di andare avanti a governare ottenendo «una buona fiducia» in Parlamento, ma va anche oltre: in caso di elezioni «avremo un’ottima affermazione sia alla Camera che al Senato anche con un’alleanza di vero centrodestra»; c’è da pensare che il premier stia valutando l’ipotesi di un’intesa tra Pdl e Lega, senza Fli di Fini e UDC di Casini il quale, almeno a parole, spara bordate sia nei confronti della Lega che del premier ma… l’opposizione gli sta troppo stretta e un pensierino sacrilego ad entrare nell’esecutivo pare lo stia facendo, seppur con dichiarazioni che ritengo indecifrabili. Chissà mai perchè, mi domando, Casini dovrebbe, in un modo o nell’altro, entrare in questa maggioranza visto che i suoi elettori hanno votato l’UDC per fare opposizione; questo, se non erro, era il programma elettorale. Quindi, per entrare nella maggioranza di governo Casini dovrebbe prima chiederlo ai suoi elettori mediante un passaggio elettorale che ne confermi la scelta e non farla calare come operazione di solo vertice, giustificandola come necessità di un “governo di armistizio”. Questo, beninteso, se le regole valgono per tutti allo stesso modo; non è forse l’attuale maggioranza che attacca Fini per aver tradito la scelta degli elettori? Sempre in conferenza stampa, Berlusconi dichiara che «L’ultimo sondaggio mi dà al 56% del gradimento. Sono il primo in Europa per l’apprezzamento del suo popolo. Semmai sono incompreso solo da coloro che hanno capito che la mia presenza in politica è un ostacolo insormontabile per consentire alla sinistra di tornare al potere». Certo che la faccia tosta non gli manca! La sua presenza in politica si è resa necessaria al fine di sottrarsi in tutti i modi alla Giustizia: null’altro! E tutto il suo agire è sempre stato finalizzato a “pararsi il posteriore” con le leggi “ad personam” mentre l’Italia continua ad andare alla deriva. Mi viene da pensare, anzi ne sono convinto, che abbiamo un presidente del consiglio totalmente cieco, in tutti i sensi, e soprattutto cinico. Ha un partito del predellino in frantumi; il gruppo di Fini ha preso le distanze, il ministro Mara Carfagna ha già detto che dopo la fiducia abbandonerà tutto (c’è da crederci?), altri ministri sono lì in attesa di vedere come si evolverà la situazione, pronti a mollare gli ormeggi (c’è da crederci?). Se non fosse per la Lega Nord, che testardamente lo sorregge, avrebbe già calato le brache; c’è da domandarsi, invece, fino a quando la pazienza di Bossi possa resistere. Neppure il grido d’allarme del presidente degli industriali, che vanno ad aggiungersi a quello dei Sindacati, serve a smuovere il Cavaliere il quale, testardamente e impunemente, si aggrappa ai numeri: veri o fasulli che siano. Mi domando che cosa potrebbe succedere il 14 dicembre qualora anche l’opposizione, in evidente segno di protesta, anzichè votare contro la fiducia decidesse di votare a favore. Impossibile, è vero, ma l’utopia potrebbe, almeno per una volta, dare una mano a questa povera Italia. Che cosa dirà e come si comporterà Berlusconi di fronte ad una situazione imprevista di simile portata? Che farà a quel punto la Lega di Bossi? Il mio, lo so, rimarrà un dubbio irrisolto, ma non nego il desiderio, molto cinico, di poter vedere come si potrebbero mettere le cose. Per come la vedo, questo è un gran casino! Per quanto un cittadino possa ragionarci sopra e tentare di capirci qualcosa… non ci riuscirà mai.