Elena Ferrara: approvato il decreto contro il femminicidio

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Nel Novarese esempi di percorsi virtuosi nel contrasto alla violenza sulle donne

SENATRICE ELENA FERRARA

SENATRICE ELENA FERRARA

Oggi il Senato ha approvato la conversione in legge del decreto per il contrasto al femminicidio. Una norma non ulteriormente rinviabile, che intensifica e inasprisce le misure contro la violenza sulle donne e predispone nuove risorse per la pianificazione di azioni di prevenzione, educazione e formazione. «Una problematica che tocca i diritti umani. Per questo – commenta la Senatrice Elena Ferrara – il problema va risolto in modo strutturale, riaffermando la necessità di una svolta culturale». La parlamentare novarese, prima dell’approvazione definitiva del Testo, ha depositato in Senato un intervento che focalizza questi aspetti.

«Bisogna predisporre – spiega Ferrara – azioni mirate sul linguaggio, sugli stereotipi di una lontana tradizione che non riconosce pari dignità tra i generi». Un impegno che presuppone il contributo di tutti. Dalle famiglie alle istituzioni, fino alla scuola e ai tanti soggetti impegnati nella formazione culturale della comunità. «Un patrimonio di associazioni, movimenti e Onlus – aggiunge Ferrara – che non vogliono piegarsi al luogo comune che relega le donne a “sesso debole” e le confina in “quote rosa”: in famiglia, sul lavoro, nei diritti». Anche il singolo cittadino può e deve reagire ogni volta che in televisione trasmettono un programma sessista. Quando, per promuovere un bagnoschiuma, un sigillante, una moto o una vacanza le reclame ricorrono alla nudità gratuita. Proprio i mass media, in tutto questo, hanno un ruolo importante. Da tempo l’Unione delle Donne in Italia” ha lanciato la Campagna “Immagini amiche”, per contrastare la diffusione sui cartelloni di comunicazioni e messaggi pubblicitari che offendano il ruolo della donna. «Molti Comuni, anche del territorio che rappresento, vi hanno aderito, definendosi “Città Libere” – ricorda la Senatrice – tra cui Oleggio e Novara». Per prima fu la cittadina dell’Ovest Ticino, a seguito dell’omicio di Simona Melchionda, uccisa nel giugno del 2010 dall’ex fidanzato. Elisa Albera, tuttora consigliere comunale, ricorda quei giorni: «Allora la Senatrice era a capo del gruppo consiliare Movimento per Oleggio e, nella giornata dedicata al contrasto alla violenza sulle donne, insieme decidemmo di coinvolgere tutto il consiglio comunale per dare un segnale forte contro i pregiudizi di chi non riconosce pari dignità tra maschio e femmina». Un segnale forte per la nostra comunità, colpita duramente da quell’episodio. «Su quella spinta di partecipazione – aggiunge Albera – abbiamo previsto di coinvolegere la società civile, anche in materia di integrazione e sostegno alle famiglie, per limitare anche la violenza domestica». All’assistenza e alla repressione bisogna accompagnare azioni mirate sul linguaggio e sugli stereotipi propri di una lontana tradizione. Su queste basi il Comune di Novara nel 2012 ha lanciato una campagna a 360 gradi contro il sessismo, la violenza di genere e l’immagine della donna-oggetto. «Questa legge è una pietra miliare per il nostro Paese – commenta l’Assessore alle Pari opportunità, Margherita Patti – e Novara si fa trovare pronta. Nella delibera di adesione a “Città libere” abbiamo messo nero su bianco che nessuna iniziativa  che veicoli stereotipi lesivi per la dignità delle donne possa avvalersi del patrocinio del Comune.

Un punto di partenza per l’avvio di molte iniziative, dall’assistenza alle vittime di tratta alla formazione delle scuole, «fino alla campagna che stiamo lanciando sulla prevenzione e la sensibilizzazione, con eventi e raccolta fondi, in collaborazione con le associazioni», aggiunge l’Assessore Patti.

Il Decreto approvato mette inoltre sul tavolo 10 milioni di Euro per azioni di prevenzione, educazione e formazione. Un segnale di attenzione che, per risultare efficace, dovrà trovare continuità, sia negli investimenti, sia attraverso l’impegno dei media che, come ratifica proprio la Convenzione di Istanbul, devono munirsi di un codice di autoregolamentazione per un’informazione che rispetti tutte le donne. Il Governo  ha inoltre invitato i media ad adottare codici di autoregolamentazione per una informazione che rispetti le donne.

Ferrara ha inoltre firmato un Ordine del giorno recepito dal Governo per sostenere con ogni iniziativa l’approvazione degli interventi normativi contenuti nei disegni di legge in materia di contrasto alla violenza di genere, conclude la Senatrice Ferrara.

«Attraverso la Legge di Stabilità – conclude la Senatrice – si potrebbero presto reperire maggiori risorse a sostegno dei progetti di formazione, educazione e sensibilizzazione».