ELIMINZAZIONE DELLA POVERTA’ – UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER LA NOSTRA EPOCA

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Annalisa Cerruti
Annalisa Cerruti

di Annalisa Cerruti

In seguito all’accelerazione della prosperità globale degli ultimi due secoli, ogni generazione è stata chiamata ad affrontare nuove sfide per fa sì che tutta l’umanità possa vivere in condizioni di benessere. La globalizzazione ha messo in evidenza che l’umanità sta evolvendo verso un sistema universale. Le recrudescenze in termini di spargimento di sangue a anarchia che si sono manifestate chiaramente in gran parte del pianeta, per non parlare del bagno di sangue che si sta consumando in Libia, Egitto e Tunisia, hanno reso più attraente l’idea di diffondere un nuovo ordine. La situazione in Nord Africa sembra dimostrare che le aree di maggiore tensione e a rischio di catastrofi umanitarie richiedano l’intervento, militare se necessario, dell’Unione Europea. Una situazione che non può vedere l’inerzia della comunità internazionale. Il problema sono i migliaia di profughi che invaderanno l’Italia e il problema dell’approvigionamento energetico (che ha comportato un notevole aumento dei prezzi del petrolio e del gas). Finora ha prevalso la considerazione degli interessi economico-commerciali nel rapporto con tali paesi. Non si è mai parlato del tema dei “diritti umani”, né si è mai accennato alla possibilità di far maturare in essi una classe media più attrezzata a gestire il rinnovamento di questo paese, in senso più democratico. Quale identità può sperare mai di possedere e di trasmettere ai suoi cittadini una costruzione politica che non riesce a trovare nulla di più suo di vaghi ideali ripetuti come formule rituali? L’eliminazione della povertà è la grande opportunità della nostra epoca, un impegno che comporterebbe non soltanto l’alleviazione di enormi sofferenze e la diffusione del benessere economico, ma anche la promozione degli altri obiettivi illuministici quali democrazia, sicurezza globale e progresso scientifico. Parlare di democrazia e di diritti umani oggi implica qualcosa che l’Unione Europea si è sempre guardata dall’affrontare, vale a dire il rapporto con l’altro, con quella parte del mondo che non si identifica con l’Occidente e che anzi gli è rimasto spesso estraneo, ostile, e che alla fine è il mondo. Farsi paladini della democrazia e dei diritti umani obbliga a immaginare una politica estera riferibile a quei valori, pensare gli strumenti concreti per attuarla, capire quale rapporto debba esserci tra valori politici e interessi economici. Democrazia e diritti umani, insomma, dovrebbero costringere l’Europa a pensarsi proiettata su uno scenario mondiale. Gli europei di oggi godono della massima libertà e di più alti redditi, intrattengono più o meno buoni rapporti con tutti, per lo più non vogliono assumersi troppi impegni sulla scena planetaria: perché dovrebbero volere qualcosa di più dell’attuale area integrata dell’euro, dei programmi Erasmus e dei fondi comunitari? La storia umana prende forma da innumerevoli veri atti di coraggio. Ogni volta che un uomo combatte per un ideale o agisce per migliorare le sorti altrui, o si ribella all’ingiustizia, crea una piccola corrente di speranza e quando queste correnti si incontrano, provenienti da milioni di diversi centri di energia e di audacia, formano un’onda che può travolgere i muri più solidi di oppressione e resistenza.