Generare Bellezza, nuovi inizi alla periferia del mondo

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Generare Bellezza, nuovi inizi alla periferia del mondo

di Caterina Zadra

progettoQuesto l’obiettivo ambizioso e totalizzante di AVSI, presentato alla cena di Natale 2014 attraverso l’aiuto fattivo di CdO Alto Milanese e CdO Novara-VCO:  un esercito di quasi 500 persone sedute attorno a bellissimi tavoli di gala presso lo Sheraton Hotel della Malpensa. Visi attenti, pronti ad aiutare, pronti ad ascoltare. E una dietro l’altra le parole si sono fatte gesto, si sono fatte attenzione, si sono fatte emozione.

La Fondazione AVSI è una organizzazione non governativa, ONLUS, nata nel 1972 e impegnata con oltre 100 progetti di cooperazione allo sviluppo in 37 paesi del mondo di Africa, America Latina e Caraibi, Est Europa, Medio Oriente, Asia. Si occupa di emergenza ebola in Sierra Leone, di asili in Ecuador, di formazione in Kenya, e tanti altri.

Ha aperto i lavori Gian Mario Bandera, Presidente CdO Alto Milanese lasciando subito la parola a Giampaolo Silvestri, Segretario Generale AVSI.

Dalla presentazione delle attività e dai filmati ci si è resi conto che forse, quella frase iniziale è possibile: creare bellezza là dove le persone spesso vengono dimenticate.

La certezza ci viene data dal racconto vero, sincero e forte di Rose Busingye, una ragazza ugandese. Rose vive a Kampala da molti anni con circa duemila donne sieropositive. Sono donne felici. Perchè hanno incontrat qualcosa. Cosa ti spinge a una vita come questa? Si chiede. -“Ho cominciato nei quartieri poveri della città quando l’epidemia dell’Aids era appena iniziata. All’inizio mi sembrava di sprecare le medicine perchè queste donne malate sembravano destinate a morire. Un uomo italiano mi ha guardata come se avessi un valore. Da quel momento ho speso la vita per far sentire a ogni persona il suo valore. Davo medicine e davo da mangiare. Cosa mi mancava? Avevo il cibo e i soldi anch’io. Alla fine capii che predicavo il valore ma non era interiorizzato in me. Quando ho scoperto me stessa i malati hanno iniziato a curarsi davvero, a guarire e a cercare e curare a loro volta altri malati”.

La parte del disorso più toccante ha riguardato un’emergenza molto distante da quel contesto: l’uragano Katrina negli Stati Uniti. Rose racconta che ha pregato per quelle persone e ha chiesto alle donne di pregare insieme a lei. “Quelle donne, povere e malate, mi hanno sgridata perchè non era sufficiente pregare. Volevano fare qualcosa di concreto. Si sono organizzate per spaccare pietre nella cava e il ricavato della vendita delle pietre hanno deciso di devolverlo in America. Un uomo ha chiesto l’elemosina in strada e ha portato quel contributo. Dopo quattro settimane avevamo raccolto duemila dollari. All’inizio nessuno ha creduto che queste donne avessero spaccato sassi e sono venuti a controllaree. Poi sono venute le persone importanti e le donne hanno cominciato a danzare per loro. Un giornalista americano si è scandalizzato… non poteva pensare che donne in tanta difficoltà potessero mandare soldi in America.  Una donna gli ha risposto: il cuore degli uomini non ha confini geografici. Quando uno capisce il dolore degli altri quel dolore diventa parte di noi. Quando uno scopre il valore tutto si riempie di densità e di bellezza e di giustizia. Quel tipo di valore è infinito ed eterno. Nessuno lo può togliere all’altro, nè può essere tolto da malattia o morte. L’uomo che ho incontrato e che mi ha guardato riconoscendo un valore era Don Giussani. Ho letto i suoi libri e non ho capito il senso. Dio si è fatto carne. Ma questa carne cosa c’entra con la mia? Dio è venuto anche per le carni inutili e incapaci come me e te, mi ha risposto.  Un dio interessante. Il suo sguardo mi diceva: tu sei mia tu sei unica.”.

Ha chiuso gli interventi Franco Macchi. Compagnia delle Opere partecipa alla costruzione di una presenza Cristiana nel mondo attraverso una implicazione con la realtà. E’ stata una bella serata, diversa da altre. Creare bellezza nel nostro mondo sembra cosa impossibile. Ma abbiamo sentito una frase molto bella, con la quale termino: “L’impossibile è possibile ed è meglio quando hai amici. Solo così si creano uomini adulti in grado di stare in piedi e affrontare le sfide del proprio paese, rendendo quei luoghi migliori”.

Sapete che vi dico? Ci credo. E dovremmo, con un impeto di umiltà, acettare anche noi le stesse sfide per migliorare il nostro evoluto occidente.

www.avsi.org

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