Gruppo Consigliare Per Novara, “Gli aumenti tariffari per asili nido e pre-post scuola si potevano evitare: oggi il Comune può ancora intervenire”

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Riceviamo e pubblichiamo

Isabella Arnoldi - Consigliere Comunale Novara

Isabella Arnoldi – Consigliere Comunale Novara

“Quella di aumentare le tariffe degli asili nido e dei servizi di pre e post scuola era una scelta che si poteva e doveva evitare”: dicono i consiglieri Comunali del Gruppo Misto Per Novara Daniele Andretta, Isabella Arnoldi e Pietro Gagliardi “ed ancora oggi vi sono margini di manovra per annullare questi provvedimenti. Certo questo implicherebbe un ripensamento da parte del consiglio comunale circa le decisioni assunte dalla giunta, ma ci sembra davvero il minimo, vista la situazione”.

“Le spiegazioni fornite in conferenza stampa dall’assessore Ferrari, gettato nell’arena solo a giustificare la politica di un’intera giunta – dicono i consiglieri – non ci convincono per nulla. E’ ben vero che vi sono stati tagli, ma questi aumenti sono stati una precisa scelta della maggioranza Pd Sel che amministra Novara. Grazie agli emendamenti che noi come Gruppo Per Novara abbiamo presentato al Bilancio di Previsione ad esempio, il settore sociale avrebbe potuto ottenere oltre centomila euro che sarebbero stati spostati, in misura molto marginale (1 o al massimo 2 per cento delle intere somme), dai capitoli delle prestazioni di servizi e dunque incarichi e consulenze. Questo avrebbe evitato di assumere una decisione tanto grave come l’aumento delle tariffe per gli asili nido, che ci ha visto votare convintamente contro. Lo stesso criterio avrebbe potuto essere applicato per i servizi di pre e post scuola e per la somministrazione dei pasti a domicilio. Infatti in tutti e tre i casi gli aumenti sono pesanti, ma gli introiti stimati di modesta entità: il che avrebbe certamente permesso di fare altre scelte”.
“Nonostante quanto affermato dal Sindaco di Novara in più occasioni – proseguono Andretta, Arnoldi e Gagliardi – il bilancio di previsione avrebbe potuto essere approvato a giugno, come hanno fatto molti altri comuni italiani e poi corretto in autunno grazie alla disponibilità di dati più certi ad esempio in merito alla Tares. L’amministrazione ha applicato una politica di rigore che ha avuto un risultato paradossale, tanto è che il bilancio, se tutto va bene, lo approveremo nelle prossime settimane. Questo però ha portato ad aumentare le tariffe ad ottobre, quando avrebbero potuto approvarle prima, se proprio erano intenzionati a farlo, dunque a giugno. Ciò, anche se non condivisibile, sarebbe stato più corretto nei confronti delle famiglie che avevano ad esempio già deciso di iscrivere i figli al nido”.
Ma non tutto è perduto sostengono i consiglieri “Il Consiglio Comunale, nella sua autonomia, potrebbe riprendere in considerazione gli emendamenti proposti e dunque votarli, consentendo gli opportuni provvedimenti per ritirare almeno in parte i rincari di tariffe. Nulla è inamovibile e almeno si darebbe un senso ad un bilancio di previsione votato alla fine di ottobre… Il tempo c’è e comunque ormai la frittata l’hanno fatta. Il nostro timore è però che ciò non avverrà e non certo perché non sia possibile, ma unicamente per ragioni di parte… Noi non intendiamo mollare su questo fronte e continueremo nella nostra attività per far prevalere le ragioni del buonsenso”.