IL CARO AMICO DI LUMELLOGNO, CARLO MIGLIAVACCA, PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO “LA STAMPA” NAZIONALE

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Carlo Migliavacca
Carlo Migliavacca

CARLO MIGLIAVACCA

Ogni volta che vedrete sventolare la bandiera nazionale sui monumenti delle nostre città, ogni volta che udrete quegl’inni patriottici che tanto vi piacciono e che vi commuovono così dolcemente il cuore, ogni volta che dal popolo in festa sentirete esclamare “Viva l’Italia, viva la Libertà!” pensate a quei giorni dolorosi, nei quali il popolo italiano era costretto a inchinarsi dinanzi al vessillo straniero, nei quali pronunziare le parole “Patria” e “Libertà” era un delitto che veniva punito coll’esilio, colla galera, colla morte. Pensate che per tanti secoli la nostra Patria è stata oppressa dallo straniero, governata dai tiranni, divisa in sette Stati, misera, derisa e abbiate una parola di benedizione, un palpito d’amore per tutti quelli che ci liberarono dalla schiavitù, che ci condussero, in mezzo a lunghi tormenti, al giorno glorioso del nostro riscatto. Quante lacrime di martiri, quanto sangue d’eroi per arrivare a quel giorno benedetto! Ricordiamoli tutti questi martiri e questi eroi: i grandi e gl’illustri, i piccoli e gli oscuri, i principi, i re, i guerrieri, gli scrittori, i fanciulli eroici, i popolani arditi, le madri sante; ricordiamoli, serbiamo nel nostro cuore con religioso affetto la memoria dei loro nomi, delle azioni generose da essi compiute, e impariamo da loro ad amare la Patria». Ritengo che questi pensieri profondi di Onorata Grossi-Mercanti non abbiano bisogno di ulteriori commenti e debbano valere anche per tutti i patrioti che hanno combattuto nella Resistenza partigiana per liberare l’Italia dal giogo nazifascista. Sì, ricordiamoli tutti e a tutti loro, alla vigilia dell’anniversario per i 150 anni dell’unità d’Italia, vada la nostra riconoscenza.

pensionato, 61 anni, Novara