IL QUIRINALE È L’INCUBO DI BERLUSCONI

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Carlo Migliavacca
Carlo Migliavacca

di Carlo Migliavacca

Berlusconi dice che la Costituzione è un accordo catto-comunista. Chi crede a queste parole alzi una mano che si merita una pernacchia! La Costituzione Italiana è stata fatta da tutte le forze politiche antifasciste e democratiche. Ad alcuni non va giù l’idea che anche i comunisti abbiano partecipato a creare la democrazia italiana, ma la storia non si può storpiare a piacimento di alcuni personaggi. Anche perché il signor Berlusconi, che in passato diceva di avere come riferimenti De Gasperi e Einaudi (quelli sì erano grandi personaggi politici italiani), non può offendere sia i moderati, che hanno contribuito a realizzare la Costituzione, definendoli catto-comunisti, sia i liberali come Einaudi, che da Presidente della Repubblica ha vigilato la democrazia basata su quella Costituzione tanto odiata da Berlusconi. Perché Silvietto nostro non può fare le leggi? Ma perchè non è solo il Presidente del Consiglio a dover fare le leggi (come già ora sta facendo, imponendo al Parlamento la sua agenda e bloccando qualsiasi dibattito in un Parlamento sempre meno laborioso e utile), ma tutto il Parlamento: maggioranza e opposizione, ognuno nel proprio ruolo.  Chiedo ai cittadini moderati e a quelli intelligenti di centrodestra come facciano ancora a sopportare una clamorosa e colossale “presa per il culo politica” come quella creata da Silvio Berlusconi!? Non sentite che l’aria puzza? Eppure lo sappiamo tutti che il pesce inizia a puzzare dalla testa! Torniamo ad una democrazia seria, permettendo al Parlamento di svolgere le proprie funzioni: analizzando, discutendo e criticando, se necessario, le varie  proposte di legge, ma unendoci nella difesa della Costituzione, della Democrazia, della Libertà, della Giustizia, della Pace, della Solidarietà, della Legalità e della Morale. Non è un caso che il suo delirio e la sua fobìa antidemocratica, mi riferisco sempre a Berlusconi, vengano proposte al ceto medio, impaurito dalla crisi, che vede nel grande imprenditore l’ancora di salvezza: sì, ma della sua salvezza personale! Non dobbiamo dimenticare che Berlusconi, nella sua qualità di Presidente del Consiglio, ha giurato di fronte al Presidente della Repubblica con questa formula: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”. Questo giuramento costituisce l’atto sostanziale attraverso il quale il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che svolgono funzioni pubbliche fondamentali, esprimono fedeltà alla Repubblica, e giurano di osservare lealmente la Costituzione e le leggi fondamentali dello Stato e di esercitare le proprie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione. E se il Capo dello Stato e il suo Staff “intervengono puntigliosamente” lo fanno nel pieno rispetto della Costituzione e non per semplice capriccio, come viene interpretato da Berlusconi. E meno male che il Quirinale rimane l’incubo di Berlusconi, altrimenti saremmo già arrivati alla situazione drammatica Nordafricana. Tra i tanti sondaggi che si fanno, vorrei se ne facesse uno semplice semplice:  con Napolitano o con Berlusconi?