Il sindaco Andrea Ballarè interviene sull’ipotesi di decreto legge che cancellerebbe il voto capitario nella governance delle banche cooperative

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Andrea Ballarè -Sindaco di Novara

Andrea Ballarè -Sindaco di Novara

Difendere la peculiarità delle Banche Popolari senza rinunciare a riformare il sistema bancario. Il sindaco di Novara, Andrea Ballarè, interviene nel dibattito che in queste ore si è aperto in Italia intorno ad alcune anticipazioni del cosiddetto “Industrial compact”, il pacchetto di provvedimenti che il Governo intenderebbe approvare nella prossima seduta del Consiglio dei Ministri. Nel “bouquet” di norme sarebbe infatti compreso anche un decreto legge che interiene sui modelli di governance del sistema bancario, ed in particolare sulle banche popolari. Sembrerebbe intenzione dell’esecutivo abolire il sistema del voto “capitario” (una testa, un voto, a prescindere dal numero di azioni possedute) che regola le decisioni assenbleari delle Popolari e delle banche cooperative. Insieme al voto capitario scomparirebbero anche i tetti massimi di concentrazione della proprietà delle azioni di questa tipologia di istituti di credito.
«Il governo – commenta Ballarè – sta affrontando una serie di nodi di sistema del nostro paese, in particolare sul fronte dell’economia, con grande coraggio. L’Italia ha bisogno di darsi regole più adeguate ai tempi, che possano rispondere alle mutate esigenze del mercato, e sostengano le imprese e le famiglie in modo più moderno. Apprezzo molto, ad esempio, il fatto che tra le norme sul credito inserite nel decreto ci siano anche, stando sempre alle anticipazioni, importanti novità per i consumatori. A partire dalle disposizioni per facilitare lo spostamento del conto corrente da un istituto all’altro con il limite temporale massimo fissato in 15 giorni dalla richiesta». «Bene, quindi, la riforma del sistema bancario, nella misura in cui – continua il sindaco – le norme vanno incontro alle esigenze delle imprese e delle famiglie e contribuiscono a far ripartire l’Italia». «Mi lascia invece molto perplesso – aggiunge Ballarè – l’ipotesi di abolizione del voto capitario nel sistema di governo delle Banche popolari. Credo che sia un errore. Le banche popolari sono una realtà che garantisce all’insieme del sistema bancario la presenza di una positiva “diversità”. Noi a Novara ne abbiamo un esempio concreto con la Banca Popolare di Novara. Da decenni e ancora oggi la BpN è una banca fortemente legata al territorio, più vicine alle esigenze dei cittadini. Una banca che ha saputo sostenere il sistema economico locale, i piccoli artigiani, i commercianti, tutti soggetti che di fronte ad un colosso bancario sarebbero solo dei numeri e che invece qui riescono a rimanere in relazione diretta con il prorprio istituto di credito. Una banca che ha vivissimo il senso della responsabilità sociale, e che non a caso si fa carico di sostenere l’azione e le iniziative degli enti locali e dei soggetti sociali. La Banca popolare di Novara, peraltro, è un esempio di istituto che ha saputo, soprattutto negli anni più recenti affrontare la sfida della globalizzazione, dando corpo, con l’ingresso nel Banco Popolare, ad un processo di concentrazione e di rafforzamento che le ha consentito di stare a pieno titolo nel mercato pur mantenendo profili nitidi di identità». «Da parte mia – conclude il sindaco – mi sono già attivato per far giungere al Presidente del Consiglio e al governo il messaggio che viene dalle Popolari. Credo che sarebbe giusto evitare la scorciatoia del decreto legge, ed utilizzare uno strumento come il disegno di legge che consente un maggiore approfondimento, pur nella consapevolezza delle necessità di fare presto. Sono certo che il governo saprà accogliere le istanze delle Banche Popolari, che già da tempo hanno avviato un importante processo di autoriforma, e saprà guidare un percorso di trasformazione del sistema bancario italiano che, anzichè cancellarla, valorizzi la diversità delle banche cooperative»