ISOLIAMO L’AMIANTO

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Isolamento Amianto
Isolamento Amianto

di Valentina Pavese

Novara. – Da qualche giorno negli spazi pubblicitari della città campeggia uno slogan del Comune e dell’ASSA che recita “Isoliamo l’amianto”. Ma in molti si chiederanno il perché di una cosa simile. Non tutti forse sanno quale killer pericoloso si insinua proprio nei luoghi che riteniamo più sicuri e che chiamiamo casa. Cerchiamo di conoscerlo per poterci proteggere da lui. L’amianto (o asbesto) è un composto di minerali particolarmente resistente al calore, così da diventare per gran parte del secolo XX il componente essenziale di molti oggetti nei più svariati campi: dall’edilizia all’abbigliamento, passando per il settore dei trasporti. Molto note sono le famose lastre in amianto, comunemente chiamate Eternit dal nome dell’azienda che le produceva. Potendo scattare una foto delle nostre città dall’alto saremo subito colpiti dall’innumerevole quantità di tetti di questo tipo a cui vanno aggiunti anche i materiali isolanti (quali ad esempio la lana di vetro) usate per la coibentazione degli edifici, ma anche di treni, navi, forni, canne fumarie, tubi… Il nemico quindi non è solo quello visibile da tutti, ma si nasconde anche nei posti più impensabili, basti pensare che anche le tute ignifughe dei Vigili del fuoco, per esempio, erano costituite dalle fibre dell’amianto. Da questo si capisce quali sono gli innumerevoli oggetti che ci circondano che potrebbero contenere l’asbesto, ma rimane ancora la domanda “perché isolarlo?”, “perché è così pericoloso?”. Le fibre di amianto sono sottilissime, oltre mille volte più sottili di un capello umano, questa loro caratteristica, apprezzata per moltissimo tempo, però lo porta ad essere – come dicevamo – un killer pericoloso, è infatti facilmente inalabile e anche una sola fibra può causare patologie gravissime che portano alla morte. Basta infatti che una sola fibra si instauri nelle membrane del nostro corpo per portare allo sviluppo del mesotelioma pleurico o peritoneale. Il mesotelioma è una neoplasia con una lunghissima latenza (si parla addirittura di un periodo che va da un minimo di 15 anni, fino a quasi 70 anni) e per ora purtroppo è incurabile, perché scoperto molto tardi per via dei suoi sintomi inizialmente confondibili con patologie comuni e non pericolose. Molto spesso si parla del mesotelioma pleurico, è il più diffuso infatti tra le persone venute a contatto con l’amianto, ma ci sono casi rari in cui colpisce il peritoneo. Non esiste una vera e propria prevenzione e si scopre di essere affetti da questi tipi di neoplasia quando si è verso la fase terminale. Le persone più a rischio sono quelle che hanno direttamente lavorato in aziende che usavano amianto, ma non c’è nessuno che può considerarsi indenne da tale rischio. Se si ha l’occasione di parlare con qualche abitante di Casale Monferrato, sarà facile far riaffiorare alla sua memoria una situazione particolare: uno strato bianco perenne su strade, balconi, tetti… questo strato però non era neve, ma polvere d’amianto che vagava per la città e si depositava ovunque. Questo è un caso estremo, infatti la cittadina ospitava una delle sedi dell’Eternit, ma anche qui a Novara abbiamo avuto una sede dell’azienda. Inizialmente era sul viale Verdi poi si è spostata a San Pietro Mosezzo. L’esposizione all’amianto non crea soltanto mesoteliomi, ma può provocare anche l’asbestosi, una patologia polmonare che impedisce la normale respirazione. Vista la grandissima pericolosità di queste fibre estremamente sottili, in moltissimi Paesi del mondo l’amianto è stato messo al bando, qui in Italia c’è una legge del 1992 (La legge n. 257 del 1992) che ne vieta l’uso e ci dà la regolamentazione sulla sua rimozione con dovute misure di sicurezza. E’ stata la prima legge che si è anche occupata dei lavoratori esposti all’amianto. Già nel periodo nazista in Germania si ebbero i primi sospetti sulla pericolosità di tale materiale, scoperto nei primissimi anni del 1900 e successivamente molto diffuso per quelle che erano ritenute sue qualità e per il basso costo. Al giorno d’oggi, presso il Tribunale di Torino è in atto un processo contro uno dei due fratelli Schmidheiny (ex presidenti del consiglio di amministrazione dell’Eternit) ed il belga De Cartier, accusati per le morti per mesotelioma degli ex dipendenti Eternit. Non ci resta che confidare ella ricerca affinché si scopra un rimedio per queste malattie e nelle coscienze dei cittadini del Mondo che non disperdano questi materiali nell’ambiente che ci circonda, ma che le smaltiscano con le dovute precauzioni.