La brutta storia di Alitalia. Gli italiani hanno già pagato e adesso dovranno pagare ancora?

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di Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

Carlo Migliavacca

NEL 2006 ALITALIA  ERA ORMAI VICINA AL FALLIMENTO E PER SALVARLA IL GOVERNO PRODI DECISE DI VENDERE UNA PARTE DELLE QUOTE CHE ERANO ANCORA IN MANO AL TESORO, cedendo così il controllo della compagnia. La gara per acquistare il 39% delle azioni offerte dal governo andò deserta. Secondo molti, la causa principale furono i molti paletti che erano stati messi alla trattativa. In sostanza, il governo voleva vendere Alitalia come se fosse un’azienda sana e non vicina al fallimento (all’epoca il ministro che si occupava della gara era Pierluigi Bersani).

Fallito il primo tentativo, nell’autunno del 2007, il governo Prodi cercò di vendere Alitalia tramite una trattativa diretta. IL COMPRATORE SCELTO DOPO LE PRIME CONSULTAZIONI FU AIR FRANCE-KLM, che dal 21 dicembre 2007 divenne l’interlocutore unico di Alitalia. L’OFFERTA FINALE CONCORDATA TRA LE DUE PARTI NELLE SETTIMANE SUCCESSIVE CONSISTEVA, IN SOSTANZA, NEL PAGAMENTO DA PARTE DI AIR FRANCE DI 1,7 MILIARDI DI EURO E LA COPERTURA DEL DEFICIT, NELL’ACCORDO CON I SINDACATI PER L’ESUBERO DI 2.100 LAVORATORI E NELLA RIDUZIONE DELLA FLOTTA A 149 AEREI. TRA LE ALTRE CLAUSOLE C’ERA ANCHE LA CONSERVAZIONE DI TUTTE LE ROTTE CHE ALITALIA DETENEVA ALL’EPOCA.

A marzo 2008 il governo accettò le condizioni della trattativa, ma le cose cominciarono subito ad andare male. Prima i sindacati si sfilarono dalla trattativa, uno dopo l’altro. Poi, circa un mese dopo, Air France-KLM ritirò la sua offerta. NEL FRATTEMPO infatti, SILVIO BERLUSCONI, all’epoca leader dell’opposizione, AVEVA DICHIARATO DI ESSERE CONTRARIO ALLE TRATTATIVA PERCHÉ ERA NECESSARIO «PRESERVARE L’ITALIANITÀ DELLA COMPAGNA». Questa dichiarazione rendeva impossibile ad Air France proseguire con l’acquisto per almeno due motivi.

Il primo risaliva al 24 gennaio, quando, in seguito a un voto al Senato, il governo Prodi perse la maggioranza in Parlamento. Le consultazioni per creare un nuovo governo fallirono e si decise di andare al voto quella stessa primavera. Tutti i sondaggi davano Berlusconi vincitore con una larga maggioranza.

Il secondo motivo era dovuto al fatto che il tipo di business praticato dalle compagnie aeree dipende fortemente dal governo dei paesi in cui operano, che stabilisce regolamenti e regola buona parte del settore. Air France-KLM comprese che il governo italiano che sarebbe succeduto a Prodi sarebbe stato ostile e quindi decise di rinunciare all’acquisto. Il presidente di Air France-KLM riassunse così la scelta della compagnia: «In questo settore nessuna operazione di questo tipo si può fare in modo ostile e contro un governo». Intendendo, ovviamente, il governo futuro.

COME PREVISTO, BERLUSCONI VINSE LE ELEZIONI e il suo governò entrò in carica l’8 maggio 2008. DURANTE L’ESTATE VENNE MESSA IN PIEDI LA COSIDDETTA CAI, COMPAGNIA AEREA ITALIANA, UNA SOCIETÀ PRESIEDUTA DALL’IMPRENDITORE ROBERTO COLANINNO E COMPOSTA, TRA GLI ALTRI, DAL GRUPPO BENETTON, DAL GRUPPO RIVA (LA FAMIGLIA PROPRIETARIA DELL’ILVA), DAL GRUPPO LIGRESTI, DA QUELLO MARCEGAGLIA, DALLA FAMIGLIA CALTAGIRONE ATTRAVERSO LA SOCIETÀ ACQUA MARCIA, DAL GRUPPO GAVIO E DA MARCO TRONCHETTI PROVERA. UN ALTRO PARTNER IMPORTANTE FU INTESA SANPAOLO, il cui amministratore delegato era all’epoca Corrado Passera. LO SCOPO DELLA CAI ERA RILEVARE IL MARCHIO ALITALIA E LA PARTE “SANA” E MIGLIORE DELLA COMPAGNIA.

TUTTA L’OPERAZIONE FU PESANTEMENTE CRITICATA. TRA LE MOLTE ACCUSE, RICORDIAMO SOLO CHE LA VENDITA ERA MENO CONVENIENTE PER LO STATO E PER I CONTRIBUENTI RISPETTO ALL’ACCORDO CON AIR FRANCE-KLM DI POCHI MESI PRIMA. Nonostante questo, in molti si chiesero se il governo non avesse offerto delle compensazioni agli imprenditori che parteciparono all’operazione. Parecchi di loro infatti, come Marco Tronchetti Provera e la famiglia Benetton, erano – e sono tuttora – concessionari dello Stato, l’uno per le frequenze telefoniche, gli altri per le autostrade (in altre parole i loro guadagni dipendono strettamente dalla regolamentazione sulle concessioni che stabilisce il governo).

Emma Marcegaglia venne fortemente criticata per la partecipazione del suo gruppo familiare all’operazione visto che da un lato faceva affari con il governo e dall’altro, in quanto presidente di Confindustria, con lo stesso governo doveva spesso trattare. Di conflitto di interesse venne anche accusata la famiglia Colaninno, in cui il padre, Roberto, partecipava alla CAI promossa dal governo Berlusconi, mentre il figlio Matteo svolgeva l’incarico di “ministro ombra” del Partito Democratico.

Ma LE CRITICHE NON IMPEDIRONO LA FORMAZIONE DELLA CORDATE E LE TRATTATIVE PER L’ACQUISTO, CHE PROCEDETTERO CON L’APPOGGIO ESPLICITO DEL GOVERNO BERLUSCONI PER TUTTA L’ESTATE. ALLA FINE LA CAI RILEVÒ DA ALITALIA IL MARCHIO E PARTE DELLE ATTIVITÀ (LA COSIDDETTA GOOD COMPANY, CHE CONTENEVA LE PARTI “SANE” DI ALITALIA, MENTRE LA BAD COMPANY CON I DEBITI E IL RESTO VENNE LASCIATA NELLE MANI DELLO STATO) PER CIRCA 1 MILIARDO MENTRE VENNERO COMPIUTI 7.000 ESUBERI – A CUI VENNERO GARANTITI 7 ANNI DI CASSA INTEGRAZIONE PAGATA DALLO STATO. Un mese dopo il raggiungimento dell’accordo per l’acquisto, il 12 gennaio 2009, la vecchia Alitalia – LAI compì il suo ultimo volo.

RIASSUMENDO: CAI COMPRÒ ALITALIA OFFRENDO 700 MILIONI IN MENO RISPETTO AD AIR FRANCE-KLM – E ANCHE MENO, VISTO CHE ALLA FINE “CAPITANI CORAGGIOSI” SBORSARONO EFFETTIVAMENTE SOLO 300 MILIONI. L’OPERAZIONE È COSTATA ALLO STATO L’ESUBERO, CIOÈ IL RIASSORBIMENTO IN UN ALTRO INCARICO, DI 7.000 LAVORATORI INVECE CHE DI POCO PIÙ DI 2.000, A CUI TRA L’ALTRO È STATA GARANTITA UNA CASSA INTEGRAZIONE MOLTO LUNGA. A QUESTO ANDREBBE AGGIUNTO IL COSTO DELLA BAD COMPANY, SEMPRE A CARICO DELLO STATO, CHE SECONDO ALCUNI POTREBBE ESSERE ADDIRITTURA DI 2 MILIARDI DI EURO.

Indiscrezioni e Organi d’Informazione ci dicono che oggi Air France-Klm è pronta a rilevare Alitalia, ma il Gruppo Franco-Olandese si è fatto furbo; come fatto dal Gruppo CAI, non vuole i debiti. Chissà quale sarà il finale di questa vergognosa storiella tutta italiana!?