La protesta degli studenti novaresi che «si oppongono» alla didattica a distanza

Condividi sulla tua pagina social

Riceviamo e pubblichiamo da Luca Bottigelli, studente presso il liceo classico e linguistico Carlo Alberto di Novara, rappresentante che, a conoscenza del ritardo con cui è stato deciso di riaprire le scuole dopo il periodo di vacanze natalizie, a causa della mancanza di mezzi per contenere il contagio, e dell’ordinanza del 05\01\2021 della regione Piemonte, che posticipa il rientro nelle aule oltre la data del 11\01\2021, stabilita per le altre regioni, insieme agli studenti di alcune scuole novaresi, tra cui Il liceo “Carlo Alberto” classico e linguistico, Il convitto “Carlo Alberto” scientifico, Il liceo scientifico “Antonelli”, l’istituto tecnico “Giacomo Fauser” ed il liceo scientifico ed istituto tecnico “Biagio Pascal”, decidono di far pervenire una lettera aperta alla Giunta Regionale, al sindaco Alessandro Canelli ed alla Prefettura di Novara, con l’intento di comunicare l’importanza che  attribuiscono allo svolgimento della didattica in presenza. Di seguito il testo della lettera aperta che, nelle prossime ore, perverrà alle istituzioni suddette.

«Frequentare la scuola è un nostro diritto costituzionale, fondamentale perché ogni studente sviluppi la propria personalità e possa in futuro contribuire  alla crescita del Paese sia sul piano umano sia su quello economico. Come sottolineato anche dal presidente Mattarella, “Questo è tempo di costruttori.” La pandemia dimostra che è necessario l’apporto da parte dei giovani di nuove competenze e capacità  per costruire una solida visione di futuro in seguito alla ripresa. Nell’ultimo anno le abitudini di tutti sono cambiate e a Marzo la didattica a distanza si è rivelata per noi studenti una risorsa importante. Ha infatti permesso di continuare le lezioni durante una terribile emergenza. Nel corso dei mesi se ne sono però palesati alcuni limiti che non possono essere ignorati e per cui, sul lungo termine, non può essere considerata un surrogato adeguato per le attività scolastiche in presenza.

L’essere costretti alla mancanza di rapporti con i coetanei rende la vita di noi studenti estremamente difficile. In primo luogo l’impersonalità della DAD, oltre a corrodere l’interesse verso lo studio, costringe tutti gli appartenenti alla comunità scolastica alla solitudine, ostacolandone la serenità. In secondo luogo, è impedita agli studenti ogni forma di associazione e la formazione di rapporti umani, che sono vitali per la nostra educazione.

Mentre la Scuola è il miglior strumento per limitare gli effetti deleteri delle disuguaglianze economiche e sociali, la DAD esacerba le difficoltà degli studenti provenienti dalle famiglie più indigenti e meno istruite. Questi devono infatti spesso affidarsi a mezzi tecnologici e connessioni di rete malfunzionanti e, in assenza degli insegnanti, non possono essere aiutati nello studio dai propri genitori. Difficile è poi la condizione di coloro che hanno tensioni all’interno della famiglia, costretti a patire numerose difficoltà senza avere un momento di evasione a scuola. 

Mentre pochi studenti  intraprendenti e diligenti sono riusciti a tenere il passo col programma o addirittura a fare meglio del normale, molti hanno perso un’importante parte della propria formazione. I danni provocati da queste lacune diventeranno evidenti per chi intraprenderà il percorso universitario e troverà molti nuovi ostacoli da affrontare. Un altro fenomeno che durante questi mesi è aumentato in modo preoccupante è l’abbandono scolastico, alimentato dalla frustrazione quotidiana provocata dalle lezioni online.

I termini di questa nuova riapertura ci scoraggiano, poiché sembrano non voler dare un cambio di rotta alla gestione della scuola in relazione alla pandemia. L’aver posticipato l’ingresso a scuola con un’ordinanza regionale ha costretto noi studenti delle superiori ad esporre il nostro punto di vista sull’importanza della frequenza delle lezioni in presenza. Pur consapevoli della difficoltà di controllare il rischio di contagio, pensiamo che non sia accettabile continuare la didattica a distanza. 

Siamo chiaramente pronti ad accettare maggiori misure di prevenzione all’interno degli istituti, se necessarie per tornare in sicurezza nelle aule, i soli luoghi pienamente idonei alla formazione delle nuove generazioni.»