La vetta ora è più vicina e la squadra inizia a crederci: il punto sul Novara dopo la 15a giornata

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by Simone Balocco

logo-lega-proSiamo quasi al termine del girone d’andata. Mancano ancora quattro partite e poi si scoprirà quale sarà la squadra campione d’inverno e che sognerà di arrivare a maggio nella medesima posizione: primo posto, promozione diretta e bye bye Lega Pro (almeno per una stagione).

Il Novara, ad oggi, è terzo in classifica con 28 punti, a tre lunghezze dalla capolista Virtus Bassano e a due dai cugini d’oltreTicino del Pavia. Entrambe le avversarie sono reduci da due vittorie esterne pesanti contro Unione Venezia e Renate (squadre per altro battute dal Novara).
Ventotto punti significano 1.8 punti a partita (un incremento di 0.2 punti rispetto all’ultima analisi): gli azzurri stanno iniziando a macinare punti, giocano bene e dimostrano ad ogni partita che per la promozione diretta in serie B bisognerà fare i conti anche con loro.

pallone-da-calcio_A oggi il Novara ha totalizzato 8 vittorie, quattro pareggi e tre sconfitte, tutte in trasferta, tra l’altro. L’ultima pecca lontana dal “Piola” è arrivata alla tredicesima giornata, il 15 novembre, contro la matricola (terribile) Real Vicenza per 3 a 0: per la prima volta, dall’inizio del torneo, un avversario ha messo in difficoltà i biancoblù con una prova d’orgoglio che ha ingabbiato Evacuo e soci, grazie anche al solito cinismo che non guasta mai nel gioco del calcio.
Una sconfitta pesante che sembra essere servita ai ragazzi di “Mimmo” Toscano per farsi un bagno di umiltà dopo la roboante vittoria casalinga contro il Como (4 a 0) della settimana precedente. Dopo di allora, altre due partite casalinghe ed altrettante vittorie contro Albinoleffe (4 a 1) e Mantova (1 a 0, giocata venerdì sera). Sei punti guadagnati in maniera non molto impegnativa, ma la categoria insegna che non c’è mai da abbassare la guardia, in quanto l’avversaria, se presa sotto gamba, ti può colpire da un momento all’altro. Vedasi alla voce “Pro Patria”, “Torres” e “Real Vicenza”, per intenderci.

La Virtus Bassano di Tonino Asta ora ha una partita da recuperare (contro l’Alessandria il 17 dicembre alle ore 18) e si sta imponendo come una formazione quadrata che fa bel calcio ed è aiutata da quel pizzico di fortuna che non guasta mai. E dal “Piola” i giallorossi vicentini sono usciti con un buon 1 a 1, dopo essere passati in vantaggio.
Pablo Gonzalez e compagni devono cercare di fare più punti possibili da qui al 6 gennaio, visto che se in casa i ragazzi di Toscano non perdono (come regular season) dal 3 maggio scorso, fuori dalle mura amiche i risultati non sono così efficaci.

In quindici giornate il Novara ha realizzato 24 reti (il doppio rispetto all’ultimo confronto), incassandone quattordici, quasi una a partita. Il capocannoniere è Pablo Gonzalez con sei reti, seguito a ruota da Felice Evacuo e Simone Corazza con cinque marcature. Gonzalez sembra essere tornato il cecchino di due stagioni fa e fisicamente è devastante; per il capitano, invece, ogni partita è sempre migliore di quella precedente e si sta imponendo in maniera sempre più importante, mentre il biondo attaccante di Latisana, sebbene sembra aver perso per ora la maglia da titolare, quando entra in campo da il suo contributo in avanti e fornisce il suo apporto alla causa, tanto che contro l’Albinoleffe è stato suo l’assist per il quarto gol di Pesce.

Nonostante i valori in campo molte volte siano tutti nettamente pro Novara, alcune volte la squadra sembra soffrire molto alcune avversarie e le manca il “guizzo” definitivo per chiudere la partita: venerdì sera nella ripresa, il Mantova si è fatto vedere molto volte dalle parti di Andrea Tozzo e i tifosi fino al 93′ hanno sudato freddo. Le “lezioni” precedenti hanno dimostrato che se la partita non la chiudi al momento opportuno, o la pareggi (vedi Alessandria e Pro Patria) o la perdi (Monza e Torres su tutte), il che vuol dire perdere punti pesanti in classifica.
Sabato prossimo, alle ore 15, il Novara tornerà ancora a Monza, allo stadio “Brianteo”. L’avversario di turno, per ovvie ragioni, non sarà la compagine biancorossa, ma una squadra che nell’impianto brianzolo ci gioca per necessità, la neopromossa Giana Erminio. Come il Renate (che gioca “ospite” a Meda da alcune stagioni), la compagine di Gorgonzola gioca da inizio stagione in un altro stadio le partite interne in quanto il suo impianto di gioco, il “Comunale”, non è ancora a norma con i crismi della Lega Pro. La dirigenza della “Giana”, ed i suoi tifosi, ci tenevano molto a debuttare in casa proprio contro il Novara, ma per cause di forza maggiore la prima casalinga vera e propria sarà giocata dai ragazzi di mister Cesare Albè con l’inizio del nuovo anno.
Il match del “Brianteo”, una novità assolutà per il Novara (la quinta volta stagionale dopo Feralpi Salò, Virtus Bassano, Renate e Real Vicenza), potrebbe essere considerato un derby. Non per la contiguità territoriale, ma dal punto di vista “alimentare”: il derby del formaggio gorgonzola, in quanto i milanesi sono i suoi inventori ed i novaresi sono i suoi maggiori produttori.

Vediamo nel dettaglio come si stanno comportando i vari settori del campo novarese:

DIFESA – La retroguardia del Novara a oggi è un mix tra un cantiere aperto ed un’infermeria in orario di punta: venerdì sera Luca Martinelli si è beccato un pesantissimo “giallo” (esagerato) e sabato non potrà giocare causa diffida; Gianluca Freddi si è infortunato contro il Real Vicenza e la sua degenza è stata fissata almeno fino a Natale; Dario Bergamelli è ancora out ed i difensori prestati al centrocampo Agostino Garofalo e Desiderio Garufo saranno assenti per infortuni vari per qualche giornata. Sabato sarà un rebus per il mister mettere giù i tre davanti a Tozzo: spazio dal 1′ a Luca Barlocco ed Andrea Peverelli o cambio di modulo in vista?
Dopo quasi due mesi iniziali di oblio, Francesco Vicari si sta prendendo il suo spazio in mezzo alla difesa grazie anche prestazioni positive e convincenti. A parte l’errore che è costato la seconda rete del “Menti”, l’Under20 si sta dimostrando oramai padrone della situazione. A sinistra Moustapha Beyè sta diventando imprescindibile per Toscano e negli uno-contro-uno è una garanzia: o li vince quasi sempre o si prende tanti falli importanti (ai fini del gioco). Martinelli viaggia alla media del 6 in pagella mentre Freddi, nonostante ancora qualche errore, ha segnato la sua prima doppietta in carriera contro il Como il 9 novembre scorso.

CENTROCAMPO – Il centrocampo invece è il settore più “frizzante” dell’undici di Toscano: si stanno imponendo all’attenzione del mister, del pubblico e degli addetti ai lavori tre ragazzi provenienti dal vivaio di Novarello: Niccolò Bianchi, Nicolas Schiavi e Lorenzo Dickmann. Quest’ultimo, maggiorenne da poco più di due mesi, addirittura fa parte della formazione Berretti. I tre giovani (rispettivamente classe ’92, ’95 e ’96) oramai sono insostituibili e stanno facendo fare il salto di qualità al settore più importante del rettangolo di gioco.
Il centrocampo è anche il settore, ça va sans dire, con più infortunati: Daniele Buzzegoli dopo la partita contro il Como ha rimediato una contusione allo stesso ginocchio reduce dall’operazione ed i suoi tempi di recupero non sono certi; Paolo Faragò starà fuori almeno un mese anche lui per infortunio; i già citati Agostino Garofalo (venerdì l’ex Modena è uscito al 40′ e a fine partita con i tifosi parlava di “metatarso”) e Desiderio Garufo ne avranno ancora per qualche tempo, mentre si aspetta che l’ungherese Kristian Adorjan possa tornare disponibile, magari con l’inizio del girone di ritorno.
Parlando di quelli “abili ed arruolati”, “Criss” Miglietta è tornato in campo contro l’Albinoleffe dopo quasi due mesi di assenza e deve ancora entrare in pieno in clima partita, anche se il suo “filtro” è parso ancora in discrete condizioni; Simone Pesce è il solito “tuttocampista” che non si tira mai indietro e fa dell’agonismo una sua peculiarità, anche se da sabato avrà su di sé la spada di Damocle della diffida dopo l’ammonizione di venerdì sera.
A “salvare” Domenico Toscano ci pensano proprio i più giovani. In particolare Dickmann si è già preso i “galloni” del titolare, “rubando” il posto (ed il numero di maglia) a Desiderio Garufo, che ha nove anni in più ed maggiore esperienza alle spalle. Il biondo difensore prestato al centrocampo fornisce assist e sfodera grinta e personalità che di solito appartengono a giocatori più vecchi di lui.
Dickmann è l’ennesimo prodotto del vivaio azzurro che ha in Giacomo Gattuso un pregevole direttore d’orchestra. Non a caso, “Jack” ora allena la formazione Berretti che a oggi è in testa al campionato.

ATTACCO – Dopo quindici giornate, il reparto avanzato azzurro sembra essersi ormai cristallizzato “sulle due punte”: Felice Evacuo non si discute ed è inamovibile, Pablo Gonzalez sembra essere tornato lo “speedy” che i tifosi avevano ammirato sgaloppare sulla fascia, mentre Simone Corazza, nonostante a volte pecchi di freddezza davanti alla porta, ha comunque già realizzato cinque reti, fornendo assist ed il suo impiego rimane comunque determinante.
Anche Jacopo Manconi, schierato con il contagocce, da il suo apporto: zero gol per lui finora, ma il suo assist per Gonzalez contro il Como è un stato un mix di astuzia e perseveranza, lasciandosi alle spalle i suoi due marcatori. Sembra essere uscito dal “giro” Gustavo, mentre non va neanche più in panchina Alberto Libertazzi. Da qua a maggio gli apporti del brasiliano e dell’ex capitano della Primavera della Juventus potrebbero comunque servire.

Parlando dei singoli giocatori, se i nomi della rosa a oggi danno sicurezza, su Pablo Gonzalez si deve usare la parola “bentornato”.
Il “cartero di Tandil” sembra essere tornato un giocatore recuperato fisicamente, mentalmente ed in campo è molto “arrabbiato”: il tandem con Evacuo sembra avergli dato il passo che lo scorso anno gli era mancato e la sua corsa è un incubo per i suoi marcatori. E venerdì l’azione che ha portato al clamoroso palo di Schiavi è arrivata dai suoi piedi, visto che si è fatto quasi cinquanta metri palla al piede, creando scompiglio tra i suoi marcatori dando una palla d’oro al suo giovane conterraneo, quasi a restituirgli l’assist che lo ha portato al gol nel primo tempo. Il giovane numero 15 ha calciato bene il pallone…ma questo ha colpito il palo interno.
L’esperienza dell’attaccante argentino potrà solo fare comodo al Novara da qua alla fine del torneo.

ALLENATORE – Domenico Toscano ora ha un’idea fissa: 3-5-2. Punto. Azzecca i cambi, “martella” a dovere i giocatori e i risultati stanno arrivando. Del resto era chiaro che il vero Novara si sarebbe visto solo ad autunno inoltrato: tanti giocatori nuovi, nuovo metodo di allenamento e per molti diverso schema di gioco hanno necessitato un po’ di pazienza e l’attesa sta dando i frutti.
Il Novara ora è la bella copia di quello sceso in campo il 31 agosto contro il Monza: era una squadra amareggiata con la conferma del mancato ripescaggio in B, giocava con il tridente e sembrava un po’ “spaesata”. Ora il Novara c’è, è ben plasmato ed il merito è del suo “cannibale”.

TIFOSERIA – I tifosi iniziano a crederci. O meglio, sanno che da qua a maggio ci sarà da soffrire, ma in cuor loro sono a conoscenza di vedere una squadra che piace e che gioca bene a calcio. Tanti tengono il profilo basso sui forum, sui social network, negli uffici e al bar, ma un po’ ci sperano che il prossimo anno possano tornare “a casa”. I biancoblù sono la squadra che, nel girone A, porta più tifosi in trasferta: sabato a Monza è previsto un mini-esodo di tifosi, vista la vicinanza con il capoluogo brianzolo e la posizione in classifica della squadra.

Siamo nella settimana che porterà alla sedicesima giornata e l’avversario di turno attenderà gli azzuri carico dopo la netta vittoria per 0 a 3 all’”Atleti azzurri d’Italia” contro un derelitto Albinoleffe, vicendo la sua prima vittoria esterna stagionale. I ragazzi di mister Albè (assente per squalifica sabato) non avranno nulla da perdere e sicuramente non faranno la parte dell’agnello sacrificale dando il 100% contro un avversario molto più blasonato di loro. E pensare che la maggior parte di loro per giocare tra i “pro” collima gli impegni lavorativi la mattina con gli allenamenti la sera. Come il capitano Marco Biraghi che con la maglia del club ha anche giocato in Promozione.

Il Novara deve tornare a casa dal “Brianteo” con i tre punti in tasca, perché sicuramente Virtus Bassano e Pavia (ma anche Real Vicenza, Como ed Alessandria) fino alla fine terranno duro e cercheranno di rompere le uova nel paniere al club gaudenziano: del resto, in serie B ne va solo una direttamente e non è detto che la quarta promossa dai play off arrivi dal girone A.