” Mindfulness o consapevolezza” incontro a Novara sabato 3 ottobre

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PSICOLOGIA (1)Con la parola Mindfulness, o consapevolezza, ci si riferisce ad uno stato mentale caratterizzato dalla capacità di essere presenti nella vita integrando l’esperienza, il modo in cui l’esperienza è vissuta e la sua rielaborazione. Si tratta di fare luce sulla propria realtà interiore, imparare a tornare a se stessi, al qui e ora, in una sorta di risveglio alla propria autenticità.

In letteratura si leggono molte definizioni di Mindfulness. Goldstein e Komfield negli anni ottanta l’hanno definita come quella “qualità di attenzione che osserva senza scegliere, senza preferenze”. Siegel, molto più tardi, la descriverà come “un modo di trasformare il nostro rapporto con il sé, con la nostra mente,” e come “la capacità di intraprendere attivamente alcune attività e staccarsi da altre”. E’ uno stato mentale,“ una modalità dell’ essere, non orientata a scopi, il cui focus è il permettere al presente di essere com’è” (Teasdale). La definizione finora maggiormente condivisa è quella di Jon Kabat-Zinn secondo il quale la “Mindfulness è una consapevolezza che si pone intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante; rappresenta un modo di essere profondamente radicati nella realtà, momento per momento, attimo per attimo”.

La Mindfulness può essere sviluppata grazie a specifiche tecniche che traggono origine dalle tradizioni meditative. La pratica ha le sue antiche origini nella meditazione buddhista Vipassana di tradizione Theravada. La tradizione propone di coltivare un’attenzione intenzionale che si rivolge a ciò che sorge nel presente: sensazioni fisiche, moti di avversione e di attaccamento, emozioni, immagini e fantasticherie. Un’attenzione intenzionale che porta a una graduale depurazione della mente dall’ inquinamento prodotto dalle cause fondamentali del disagio esistenziale.

Negli anni ottanta Kabat-Zinn, all’Università di Boston, ha sviluppato un programma denominato MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) che successivamente è stato applicato in centinaia di ospedali negli Stati Uniti e in Europa, rivelandosi utile nella gestione di patologie quali cancro, aids, problemi cardiaci, dolori cronici oltre che ipertensione, colite, asma, psoriasi, disturbi del sonno, difficoltà di memoria e concentrazione, stress, disturbi psichiatrici, d’ansia, alimentari e dell’ umore. Numerosi studi sulle funzionalità cerebrali, svolti da neuroscienziati quali Davidson e Varela, riconoscono alla Mindfulness la capacità di promuovere le funzioni integrative della corteccia prefrontale implicate in processi di regolazione corporea, di sintonia interpersonale, di stabilità emotiva, di flessibilità di risposta, di conoscenza di sé. Negli ultimi dieci anni la Mindfulness è stata inserita in progetti di intervento psicosociale, in programmi di intervento nelle carceri, nelle scuole con l’obiettivo di affrontare le problematiche legate alla gestione dello stress, alla comunicazione efficace ed alla riabilitazione comportamentale.

Attraverso la Mindfulness è possibile infatti rafforzare l’intero equilibrio psico-fisico con positive conseguenze sul sistema immunitario, oltre che imparare a migliorare la propria capacità di regolare le emozioni, incontrare gli altri in maniera più empatica e meno giudicante e sviluppare una maggiore fiducia verso le proprie capacità. Diventa veramente importante allora favorirne l’applicazione nei contesti di interazione sociale, permettendo a questa nuova competenza di migliorare la qualità professionale in tutti i campi della relazione e di prevenire il burn out.

La citazione “Non puoi trasmettere saggezza e visione profonda a un’altra persona. Quei semi sono già presenti in lei; un buon insegnante li tocca e permette loro di risvegliarsi, di germogliare e di crescere” (Thich Nhat Hanh, 2011) è un buon modo per introdurre la Mindfulness Relazionale Integrata (Pat Ogden, in corso di stampa) e i suoi campi di applicazione. Avendo luogo all’interno di una diade sintonizzata può suscitare un’intensa intersoggettività potenziando azioni di riconoscimento e riparazioni di esperienze fallimentari precedenti. A livello educativo è possibile attingere a tale modello per implementare la capacità di autoregolazione e di regolazione interattiva al fine di favorire un clima di benessere in classe. E’ possibile così offrire “una base sicura”. “E’stupefacente quanto sia liberatorio l’essere capaci di vedere che i tuoi pensieri sono solo pensieri e che non sono “te stesso” o “la realtà”…il semplice atto di riconoscere i tuoi pensieri come pensieri, può renderti libero dalla realtà distorta che essi spesso creano” (Kabat-Zinn 1990)

L’invito ai docenti è quello di sviluppare specifiche competenze che li rendano capaci di utilizzare le più efficaci pratiche di consapevolezza di sé, di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva al fine di permettere agli studenti, anche in grave disagio sociale e culturale, di attivare le risorse personali e di migliorare la fiducia in se stessi in modo da relazionarsi positivamente con gli altri, da ridurre a loro volta lo stress, l’ansia da prestazione e migliorare l’attenzione, la concentrazione e il rendimento scolastico. In una visione più ampia la consapevolezza di sé costituisce la base per lo sviluppo della responsabilità di cittadinanza globale, per stimolare nei giovani un ruolo attivo e creativo nella realizzazione di una società più etica e sostenibile.

La Mindfulness e le sue potenzialità di autoregolare le disregolazioni affinché il docente possa costituirsi come strumento di resilienza per il gruppo classe sono le tematiche dell’incontro “Ricominciamo bene”, un progetto del GDL Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia del P.I. di Novara Ordine Psicologi del Piemonte. Nell’ incontro teorico-esperienziale saranno accarezzati i semi della consapevolezza, con la fiducia che possano contagiare positivamente, per il tramite degli insegnanti, molti studenti della nostra città. Tale aggiornamento è gratuito per i docenti di ogni ordine e grado e si terrà sabato 3 ottobre dalle 9 alle 12,30 presso la Scuola secondaria di primo grado del I.C Bottacchi in Via Juvarra 7 a Novara. Relatrici e facilitatrici le dottoresse Claudia Rampi, Cristina Gilioli, Alessia Pecoraro, Rossana Locatelli e Egle Bongianino. Per informazioni ed iscrizioni inviare e-mail a infonovara@ordinepsicologi.piemonte.it.

L’incontro fa parte di un percorso di approfondimento per il personale docente promosso dal Comune di Novara, Assessorato all’Istruzione e alle Pari Opportunità in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi del Piemonte, Punto Informativo della Provincia di Novara. Il Punto informativo ha tra i suoi scopi quello di promuovere la diffusione della cultura psicologica nel territorio. Si ringrazia l’Assessore Margherita Patti per la sua sensibilità e il suo sguardo innovativo e la Dirigente Laura Panziera per la sua disponibilità ad accogliere l’evento.